Samsung punta ancora sull’8K: la scelta che spiazza i rivali

Stato attuale dei TV 8K nel mercato globale
I TV 8K, dopo anni di promesse, stanno diventando una nicchia estrema. I dati di vendita in calo, il ritiro di molti brand e la scarsità di contenuti nativi mostrano come la corsa all’ultra‑definizione abbia perso slancio, lasciando quasi solo Samsung a presidiare questo segmento.
La traiettoria del 4K resta dominante, mentre gli investimenti si spostano su dimensioni più grandi, HDR avanzato e tecnologie di retroilluminazione più efficienti.
Samsung quasi sola nel segmento 8K consumer
Samsung ha lanciato il suo primo TV 8K nel 2018 e nel 2020 aveva tre modelli a listino; nel 2026 la gamma si riduce al solo QN990H. Questo ridimensionamento indica una domanda stabile ma minuscola, presidio più d’immagine che di volume. Panasonic, con circa l’1% del mercato globale TV, è l’unico altro marchio ancora attivo su 8K, ma con presenza marginale. Il risultato è un segmento sostenuto da un solo grande brand, in netta controtendenza rispetto alle aspettative iniziali.
Per il pubblico mainstream, il 4K premium è ormai la scelta razionale.
Declino dell’8K Association e segnali del settore
L’8K Association, fondata nel 2019 da Samsung, TCL, Hisense e AU Optronics, è passata da 33 membri nel 2022 a 16. Solo Samsung e Panasonic producono ancora TV 8K. L’uscita di brand come LG, Sony, Hisense e TCL segnala la fine delle ambizioni di massa per questa tecnologia. L’associazione sopravvive più come piattaforma tecnica e di lobbying che come motore di mercato, mentre l’attenzione dei produttori si sposta su 4K evoluto, diagonali extra‑large e riduzione dei costi industriali.
Il messaggio implicito al consumatore è chiaro: l’8K non è più una priorità strategica.
Produzione di pannelli 8K e crollo delle previsioni
Sul lato industriale, la filiera dell’hardware 8K si sta assottigliando. La progressiva uscita dei grandi produttori di pannelli LCD e OLED indica margini insufficienti e volumi troppo bassi per giustificare nuovi investimenti produttivi dedicati all’8K.
Ritiro dei principali produttori di pannelli
LG Display ha interrotto la produzione di pannelli LCD e OLED 8K, mentre Samsung Display, BOE, Innolux e TCL CSOT hanno sostanzialmente fermato le linee 8K. Rimane operativa solo AU Optronics, che diventa fornitore quasi unico per un mercato minuscolo. Questa concentrazione aumenta la dipendenza dei brand residui e riduce la concorrenza sui costi. Le fabbriche vengono riallineate su 4K di grande diagonale e soluzioni professionali, dove la domanda è più prevedibile e i margini sono migliori.
L’8K resta così confinato a progetti specifici e a piccoli lotti su richiesta.
Previsioni sbagliate e dati reali sulle vendite
Nel 2019 gli analisti stimavano 3,72 milioni di TV 8K venduti entro il 2021. La realtà è stata radicalmente diversa: il picco si è fermato a 386.800 unità nel 2022, scese poi a 214.400 nel 2023. Le stime per il 2025 parlano di circa 136.800 unità, numeri irrilevanti rispetto al parco 4K. Questo divario tra forecast e risultati concreti evidenzia un eccesso di fiducia nella “risoluzione” come driver unico di valore. Molti produttori hanno corretto la rotta, concentrandosi su miglioramenti percepibili come luminosità, contrasto, gestione del movimento e piattaforme smart più mature.
L’8K è diventato un caso di studio sui rischi delle previsioni troppo ottimistiche.
Perché l’8K non convince utenti e produttori
Il principale limite dell’8K è percettivo: oltre una certa soglia, l’occhio umano fatica a distinguere i benefici, soprattutto alle distanze di visione tipiche dei salotti. A questo si sommano costi elevati, mancanza di contenuti nativi e requisiti di banda proibitivi.
Benefici visivi limitati rispetto al 4K
Il salto da Full HD a 4K è evidente quasi per tutti; il passaggio da 4K a 8K lo è solo in condizioni ideali. I vantaggi di nitidezza aumentano su schermi da 80–100 pollici visti a 2–3 metri, scenario poco realistico per molte case europee. In ambienti normali, parametri come picco di luminosità, rapporto di contrasto, gestione dell’HDR e qualità dell’upscaling 4K incidono molto di più sull’esperienza. Così il consumatore percepisce l’8K come “superfluo”, soprattutto a fronte di prezzi sensibilmente superiori e consumi energetici potenzialmente più alti.
La promessa di dettaglio estremo non è sufficiente a giustificare l’upgrade.
Contenuti 8K scarsi e focus su TV extra‑large
La disponibilità di contenuti nativi 8K resta minimale: le piattaforme streaming investono ancora sul 4K, che a sua volta non copre tutto il catalogo. La produzione, distribuzione e codifica in 8K richiedono banda e storage maggiori, con ritorni limitati. Di conseguenza, marchi come Hisense, TCL e la stessa Samsung stanno concentrando le roadmap su TV 4K di dimensioni estreme, 98 o 115 pollici, e sull’evoluzione dei pannelli LCD con retroilluminazione RGB LED avanzata. Questa strategia offre un equilibrio migliore tra prezzo, spettacolarità dell’immagine e compatibilità con i contenuti attuali.
L’8K viene relegato a vetrina tecnologica per pochi modelli top di gamma.
FAQ
L’8K ha ancora un futuro nel mercato consumer?
L’8K resta, per ora, una nicchia di prestigio con volumi molto bassi. Potrebbe sopravvivere come formato di riferimento per pochi modelli flagship, ma non ci sono segnali credibili di una diffusione di massa nel medio termine.
Conviene acquistare oggi un TV 8K rispetto a un 4K?
Per la maggior parte degli utenti no: un buon 4K con HDR evoluto, neri profondi e alto picco di luminosità offre un miglior rapporto prezzo/prestazioni. L’8K ha senso solo per diagonali enormi in ambienti molto grandi e utilizzi specifici.
Perché i principali produttori hanno abbandonato l’8K?
Brand come LG, Sony, Hisense e TCL hanno lasciato l’8K per via dei costi alti, vendite deludenti, scarsa disponibilità di contenuti e priorità strategiche spostate su 4K premium, gaming e formati extra‑large più redditizi.
Che ruolo hanno oggi gli 8K nella produzione professionale?
In ambito professionale l’8K viene usato per ripresa, post‑produzione e cropping senza perdita di qualità, ma la distribuzione al pubblico resta quasi sempre in 4K. Il valore sta quindi nella flessibilità creativa più che nella visione finale domestica.
Quali caratteristiche contano più della risoluzione in un TV moderno?
Contano soprattutto luminosità, contrasto, gestione dell’HDR, fedeltà cromatica, angolo di visione, input lag per il gaming e affidabilità del sistema operativo smart. Questi elementi incidono molto più della sola corsa ai megapixel.
Qual è la principale fonte dei dati sul declino dell’8K?
Le informazioni qui riportate derivano dall’analisi del report originale dedicato al ridimensionamento del mercato 8K e al ruolo di Samsung come quasi unico grande brand ancora attivo nel segmento.




