Salvini al centro della tempesta politica: il caso della famiglia nel bosco incendia il dibattito su sicurezza e minori

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Matteo Salvini: «La famiglia nel bosco? Portare a casa i bambini è una priorità». Il leader di ultradestra al Ministero, è bufera
Lo show di Salvini tra famiglia tradizionale e “bambini nel bosco”
Nel comizio di Rivisondoli, in Abruzzo, il vicepremier Matteo Salvini ha rilanciato l’offensiva culturale contro «woke, gender, asterischi e cazzate multi qui e multi là», rivendicando la centralità della famiglia eterosessuale come unica garanzia di continuità demografica del Paese. Il pubblico della convention della Lega ha reagito con applausi e cori di approvazione.
Il leader del Carroccio ha denunciato la cosiddetta «legge bavaglio» sulla libertà di espressione, sostenendo che il suo partito sarebbe l’unico ad averla osteggiata in Parlamento. Ha quindi rivendicato il diritto di scegliere liberamente i propri interlocutori politici, anche scomodi o controversi, senza filtri decisi da altri attori istituzionali o mediatici.
Al centro del discorso è finita anche la vicenda della cosiddetta «famiglia nel bosco», trasformata in simbolo identitario della destra: il ministro dei Trasporti ha promesso che «riportare a casa quei tre bambini» sarà una priorità assoluta nelle prossime settimane, legandola alla battaglia sulla tutela del modello familiare tradizionale.
Tommy Robinson al Ministero e il caso politico
Al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, guidato da Salvini, l’incontro con l’attivista britannico Tommy Robinson ha scatenato una tempesta politica. Il leader dell’ultradestra anti-migranti e anti-islamica del Regno Unito, il cui vero nome è Stephen Yaxley-Lennon, ha pubblicato su X la foto della stretta di mano con il vicepremier, definendolo «un uomo forte d’Europa» e un riferimento del suo impegno politico.
Robinson, figura considerata vicina a Elon Musk, è noto per una lunga serie di precedenti penali e periodi di detenzione, oltre che per la propaganda radicale contro l’immigrazione. La sua presenza in un luogo istituzionale italiano è stata giudicata inopportuna da vari osservatori, anche nel perimetro della maggioranza.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, leader di Forza Italia, ha preso nettamente le distanze, definendo Robinson «incompatibile con i miei valori» e precisando di non aver intenzione di incontrarlo. La frattura evidenzia le tensioni interne al centrodestra su limiti e confini delle alleanze culturali con la destra radicale europea.
Opposizioni in rivolta e accuse di deriva estremista
L’opposizione ha reagito duramente alla visita di Tommy Robinson al Mit, leggendola come ulteriore scivolamento della Lega verso l’ultradestra. Il deputato dem Matteo Orfini ha definito l’ospite del ministro «agitatore neofascista, suprematista, sostenitore di Putin e protagonista delle rivolte anti-migranti», accusando Salvini di legittimare reti estremiste europee. In un video dell’incontro appare inoltre un uomo con il volto oscurato, su cui Orfini chiede chiarimenti pubblici.
Nicola Fratoianni, di Avs, interpella direttamente il titolare della Farnesina per sapere se il governo consideri accettabili simili frequentazioni. Per la dem Chiara Gribaudo, la scena di un attivista definito «neonazista» accolto in un Ministero entra in rotta di collisione con la natura antifascista della Costituzione italiana.
Le critiche si allargano al piano internazionale e reputazionale, con il timore che il caso Robinson segni un precedente pericoloso nella normalizzazione di figure legate all’estrema destra violenta in contesti istituzionali, proprio mentre l’esecutivo rivendica la difesa dell’ordine e della sicurezza.
FAQ
D: Chi è Tommy Robinson?
R: È l’alias di Stephen Yaxley-Lennon, attivista britannico dell’estrema destra anti-migranti e anti-islamica, con vari precedenti penali.
D: Perché la sua presenza al Ministero italiano ha creato polemiche?
R: L’incontro con Matteo Salvini in un luogo istituzionale è stato percepito come una legittimazione politica di un esponente considerato suprematista e neofascista.
D: Come ha reagito Antonio Tajani?
R: Il ministro degli Esteri ha dichiarato che Robinson è «incompatibile» con i suoi valori e ha escluso qualsiasi incontro con lui.
D: Cosa ha detto Salvini sulla libertà di parola?
R: Ha rivendicato il no della Lega alla «legge bavaglio» e il diritto di scegliere liberamente chi incontrare, anche figure controverse.
D: Qual è il ruolo della “famiglia nel bosco” nel discorso politico di Salvini?
R: È diventata un simbolo della sua narrazione sulla famiglia tradizionale e sui presunti abusi dell’intervento statale nella sfera familiare.
D: Quali sono le principali critiche delle opposizioni?
R: Si denuncia una deriva verso l’ultradestra, la normalizzazione di figure estremiste e il contrasto con i principi antifascisti della Costituzione.
D: Che posizione ha la maggioranza su questi temi?
R: Il fronte di governo appare diviso: la Lega radicalizza il messaggio identitario, mentre una parte del centro moderato, come Tajani, prende le distanze.
D: Qual è la fonte giornalistica originaria della vicenda?
R: Le notizie sull’incontro al Ministero e sulle polemiche politiche derivano da cronache pubblicate da testate nazionali come la Repubblica e altri quotidiani italiani.




