Rottamazione quinquies spiegata: benefici nascosti, criticità fiscali e come difendersi

Ambito di applicazione della nuova definizione agevolata
La nuova definizione agevolata introdotta dalla L. n. 199/2025, art. 1 commi 82-101, riguarda i carichi affidati all’Agente della riscossione tra 1° gennaio 2000 e 31 dicembre 2023. Non coinvolge tutte le cartelle, ma solo categorie di debito fiscali e contributive espressamente individuate dal legislatore, con una netta distinzione rispetto a tributi locali e somme derivanti da attività di accertamento.
Debiti ammessi tra imposte e contributi previdenziali
Rientrano le imposte non versate emerse dai controlli automatizzati e formali ex artt. 36-bis e 36-ter DPR 600/1973 e 54-bis e 54-ter DPR 633/1972. Sono inclusi i contributi previdenziali dovuti all’INPS, purché non derivanti da accertamento ispettivo o giudiziale. Nel perimetro anche alcune sanzioni per violazioni del Codice della strada irrogate dalle Prefetture ai sensi del Dlgs 285/1992.
Per queste tipologie, la definizione agevolata consente di ridurre il carico complessivo tramite uno schema standardizzato, con eliminazione degli accessori e possibilità di pagamento dilazionato su un orizzonte temporale lungo.
Debiti esclusi: tributi locali, Regioni e accertamenti
Restano fuori i debiti verso Comuni, Province e Regioni, inclusi Tari, addizionali locali e bollo auto regionale. Esclusi anche i carichi derivanti da attività di accertamento dell’Agenzia delle Entrate e le somme iscritte dopo controlli sostanziali. Non rientrano ulteriori sanzioni amministrative non prefettizie e molti tributi propri degli enti territoriali.
Il risultato è una platea ridotta, che impone ai contribuenti una verifica puntuale delle singole cartelle prima di ipotizzare una strategia di definizione complessiva dei propri debiti con la riscossione.
Sconti, sospensioni e impatto sulla liquidità
Per i carichi ammessi si pagano solo capitale, diritti di notifica e spese esecutive. Sono esclusi sanzioni, interessi iscritti a ruolo, interessi di mora e aggio, con un taglio significativo del debito complessivo. La misura produce un effetto immediato sulla liquidità e un alleggerimento della pressione da parte dell’Agente della riscossione.
Eliminazione degli accessori e trattamento delle multe
La definizione azzera le sanzioni tributarie e gli interessi di qualsiasi natura riferiti ai carichi definibili. Per le multe stradali prefettizie resta dovuta la sanzione principale, ma vengono cancellati interessi e aggio, riducendo il costo finale dell’inadempimento. Questo meccanismo rende spesso conveniente l’adesione, specie nei debiti di vecchia formazione dove gli accessori hanno inciso in modo rilevante sul montante.
Il contribuente deve comunque confrontare l’importo agevolato con eventuali esiti favorevoli attesi da contenziosi pendenti, valutando attentamente la rinuncia alla lite richiesta dalla norma.
Sospensione delle azioni e riflessi su DURC e compensazioni
Dalla presentazione della domanda, per i debiti definibili non possono essere avviate nuove azioni cautelari o esecutive e, di regola, non proseguono quelle in corso, salvo aste già aggiudicate. Fermi amministrativi e ipoteche già iscritti rimangono però efficaci. Ai fini degli artt. 28-ter e 48-bis DPR 602/1973, il contribuente non è considerato inadempiente per i carichi agevolati, con possibili benefici sul DURC e sui rapporti con la Pubblica amministrazione.
Questo può agevolare la partecipazione a gare, l’accesso a crediti d’imposta e la gestione delle compensazioni, purché sia rispettato l’intero piano di pagamento concordato.
Rateizzazione, rischi di decadenza e gestione operativa
L’adesione avviene solo su istanza telematica entro il 30 aprile 2026. Il pagamento può avvenire in unica soluzione entro il 31 luglio 2026 oppure in massimo 54 rate bimestrali, con interessi al 3% annuo dal 1° agosto 2026. Il piano consente una programmazione di lungo periodo, ma impone disciplina rigorosa nelle scadenze.
Scadenze, importi minimi e gestione delle rate in corso
Ogni rata non può essere inferiore a 100 euro, con calendario definito nella comunicazione che l’Agenzia Entrate Riscossione invia entro il 30 giugno 2026. Per le rateizzazioni già in essere, i pagamenti dei debiti ammessi sono sospesi fino al 31 luglio 2026; a quella data, i piani relativi ai carichi definiti vengono revocati. Nei piani misti, la sospensione vale solo per la quota definibile, imponendo una gestione parallela delle rate escluse.
Un monitoraggio accurato del proprio estratto conto online diventa indispensabile per evitare errori di versamento e sovrapposizioni tra vecchie e nuove scadenze.
Decadenza, rinuncia alle liti e selezione dei carichi
La decadenza scatta se non viene pagata la soluzione unica, se risultano omesse due rate anche non consecutive, se non è versata l’ultima rata o se l’importo corrisposto è insufficiente. In tal caso riprendono le azioni di recupero e i carichi non tornano rateizzabili ex art. 19 DPR 602/1973. L’adesione richiede inoltre la rinuncia alle liti sulle cartelle inserite. Occorre quindi selezionare con cura i carichi da definire, confrontando costi, probabilità di successo del contenzioso e sostenibilità finanziaria del piano di lungo periodo.
Un supporto professionale di un commercialista o consulente fiscale esperto può ridurre il rischio di errori e di perdita dei benefici.
FAQ
Quali cartelle possono accedere alla nuova definizione agevolata?
Possono accedere i carichi affidati all’Agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023 relativi a imposte da controlli automatizzati e formali, contributi INPS non da accertamento e alcune sanzioni stradali prefettizie.
Quali debiti restano esclusi dal perimetro della misura?
Restano esclusi tributi locali come Tari e bollo auto regionale, entrate proprie di Comuni e Regioni, carichi derivanti da accertamento dell’Agenzia delle Entrate e la maggior parte delle altre sanzioni amministrative non prefettizie.
Che sconti economici ottiene il contribuente aderendo?
Si pagano solo capitale, diritti di notifica e spese di procedura. Non sono dovuti sanzioni, interessi iscritti a ruolo, interessi di mora e aggio. Per le multe stradali prefettizie viene eliminata la parte accessoria, restando dovuta la sola sanzione principale.
Come funzionano le rate e quali interessi si applicano?
È possibile pagare in unica soluzione entro il 31 luglio 2026 o in massimo 54 rate bimestrali, con importo minimo 100 euro per rata. Sulle rate decorrono interessi al 3% annuo dal 1° agosto 2026, calcolati sui residui dovuti.
Cosa comporta la decadenza dalla definizione agevolata?
La decadenza fa perdere tutti i benefici: tornano dovuti sanzioni e interessi, riprendono le azioni di recupero, i versamenti restano come acconti e i carichi non sono più rateizzabili secondo l’art. 19 DPR 602/1973.
Dove trovare il dettaglio ufficiale sulle nuove regole?
Le condizioni, i requisiti e le esclusioni sono contenuti nella Legge n. 199/2025, art. 1 commi 82-101, e nella documentazione operativa pubblicata da Agenzia delle Entrate e Agenzia Entrate Riscossione sui rispettivi siti istituzionali.




