Rottamazione quinquies, nuova stretta silenziosa sulla platea dei beneficiari

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Rottamazione quinquies, cambia tutto: la nuova platea
Nuovo emendamento in Parlamento
L’emendamento depositato da Fratelli d’Italia al decreto Milleproroghe punta a ridisegnare la platea della nuova sanatoria fiscale e contributiva, includendo una fascia oggi esclusa ma particolarmente “virtuosa”: i contribuenti che hanno rispettato tutte le scadenze della precedente definizione agevolata.
La proposta, firmata dal deputato Andrea Volpi, consente anche a chi ha concluso o sta concludendo i versamenti della cosiddetta “quater” di chiedere l’accesso alla nuova procedura, evitando disparità tra chi ha pagato regolarmente e chi invece attende di aderire all’ultima finestra agevolata.
Sul piano politico il tema è sensibile: in occasione della legge di bilancio, ipotesi analoghe avanzate da Fratelli d’Italia e Lega si sono scontrate con la linea del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, contrario a riaprire continuamente i termini delle sanatorie. Ora il confronto si sposta nelle commissioni Affari Costituzionali e Bilancio della Camera, dove l’emendamento dovrà superare il vaglio tecnico-finanziario prima dell’approdo in Aula.
Se approvata, la modifica amplierebbe di centinaia di migliaia di posizioni la platea potenziale, incidendo sia sui conti pubblici, tramite minori entrate da sanzioni e interessi, sia sulle scelte di molti contribuenti che potrebbero ricalibrare i propri piani di pagamento.
Chi resta fuori e perché
La procedura è già operativa dal 20 gennaio sul portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, ma il perimetro attuale è molto selettivo e lascia fuori intere categorie di debiti e contribuenti. Restano esclusi in primo luogo coloro che hanno rispettato i piani della precedente definizione agevolata, oggi impossibilitati a rimodulare gli importi residui con le nuove condizioni più favorevoli.
Non rientrano inoltre i carichi derivanti da accertamenti dell’Agenzia delle Entrate (avvisi per redditi non dichiarati, atti di registro, successioni), i tributi comunali come Imu, Tasi e Tari in assenza di esplicita adesione degli enti, le multe elevate dalla polizia locale, i contributi dovuti alle casse professionali private – tra cui Inarcassa, Cassa Forense e l’ex Inpgi – e il bollo auto di competenza regionale.
Sul fronte dei tributi locali, alcuni Comuni – tra cui Gioia Tauro e Nardò – hanno già deliberato la partecipazione, mentre molti grandi centri restano prudenti per l’impatto sui bilanci. Gli enti hanno tempo fino al 28 febbraio per decidere in sede di bilancio di previsione se estendere lo sconto su sanzioni e interessi ai propri crediti, creando così una mappa a macchia di leopardo sul territorio nazionale.
Regole operative e tempi da conoscere
La misura consente di definire i carichi affidati alla riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, con domanda da presentare entro il 30 aprile 2026. Il beneficio principale è l’abbattimento totale di sanzioni e interessi di mora: il contribuente salda solo l’imposta o il contributo originario, più spese di notifica ed eventuali oneri esecutivi.
Sono previste due modalità di pagamento: in unica soluzione entro il 31 luglio 2026, senza interessi aggiuntivi, oppure a rate fino a 9 anni, con un massimo di 54 scadenze bimestrali dalla stessa data iniziale fino al 31 maggio 2035. In questo secondo caso si applica un tasso del 3% annuo e ogni rata non può scendere sotto i 100 euro.
Il regime delle decadenze è più rigido rispetto al passato: il mancato versamento di due rate, anche non consecutive, comporta la perdita definitiva dei benefici e il ripristino integrale del debito con sanzioni e interessi pieni. L’adesione avviene esclusivamente online, tramite area riservata con Spid, Cie o Cns, oppure con procedura semplificata in area pubblica, con conferma via email entro 72 ore e successiva comunicazione ufficiale del piano concessorio.
FAQ
D: Chi può presentare domanda?
R: Chiunque abbia cartelle affidate all’Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il 2000 e il 2023, purché i carichi rientrino tra quelli ammessi.
D: Chi ha pagato la precedente definizione agevolata può rientrare?
R: Al momento no; l’eventuale inclusione dipende dall’approvazione dell’emendamento proposto da Fratelli d’Italia.
D: I tributi comunali sono sempre ammessi?
R: Solo se il Comune delibera l’adesione; città diverse possono adottare scelte differenti.
D: Le multe stradali rientrano?
R: Le sanzioni della polizia municipale o provinciale sono escluse dall’attuale perimetro.
D: È possibile pagare in più di 9 anni?
R: No, il limite massimo è di 54 rate bimestrali, con interessi al 3% annuo.
D: Cosa accade se salto due rate?
R: Si decade dalla definizione e l’intero debito torna esigibile con sanzioni e interessi ordinari.
D: Serve per forza l’identità digitale?
R: È preferibile usare Spid, Cie o Cns, ma esiste una procedura semplificata in area pubblica con conferma via email.
D: Qual è la fonte giornalistica di riferimento?
R: Le informazioni qui rielaborate derivano da ricostruzioni della stampa economica nazionale, tra cui articoli pubblicati da Il Sole 24 Ore.




