Rottamazione quinquies, la scelta che può trasformare cartelle e sanzioni: cosa riconosci davvero quando presenti domanda

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Rottamazione quinquies, fare domanda significa riconoscere tutti gli atti. Ecco cosa cambia
Domanda e riconoscimento degli atti
Con l’ordinanza n. 32030/2024 la Corte di Cassazione ha chiarito che la presentazione dell’istanza di definizione agevolata comporta un implicito riconoscimento di tutti gli atti inclusi nella procedura. Il contribuente che aderisce non potrà più contestare la mancata o irregolare notifica delle cartelle oggetto di domanda, perché si presume che ne fosse già a conoscenza.
Questa presunzione opera anche qualora, in un secondo momento, si decada dai benefici della rottamazione, per mancato pagamento o altre irregolarità. L’effetto è stabile: l’adesione “cristallizza” la legittimità degli atti, precludendo future eccezioni su vizi notificatori.
Lo stesso principio si applica, secondo la giurisprudenza di legittimità, alla richiesta di rateizzazione ex articolo 19 del Dpr 602/1973: anche la semplice istanza di dilazione implica l’accettazione del ruolo e delle relative pretese, con analoga presunzione di conoscenza degli atti sottostanti.
Nuove regole della rottamazione quinquies
La più recente versione della definizione agevolata, introdotta dalla Legge di bilancio n. 199/2025, riguarda i carichi affidati alla riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. L’istanza va inoltrata telematicamente all’Agenzia delle Entrate-Riscossione entro il 30 aprile 2026, utilizzando l’area riservata del portale ufficiale.
Il beneficio consiste nel pagamento di imposte e contributi al netto di sanzioni, interessi da ritardata iscrizione a ruolo, interessi di mora e aggio. A differenza delle precedenti quattro edizioni, il perimetro è ristretto: sono ammessi essenzialmente i carichi derivanti da dichiarazioni presentate ma non versate (controlli automatici e formali ex articoli 36-bis e 36-ter Dpr 600/1973, 54-bis e 54-ter Dpr 633/1972) e gli omessi versamenti contributivi Inps.
Rientrano anche le sanzioni per violazioni del Codice della strada irrogate da amministrazioni statali, definibili pagando solo la sanzione principale, senza interessi e aggio. Sono altresì definibili le somme dovute a seguito dell’inefficacia delle rottamazioni precedenti, inclusa la riammissione alla “quater”.
Scadenze, pagamenti e piattaforma online
Tutti i carichi potenzialmente agevolabili saranno evidenziati nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, così da facilitare l’individuazione dei debiti inclusi nella misura. Una volta ricevuta l’istanza, l’Agente della riscossione comunicherà entro il 30 giugno 2026 l’ammontare complessivo, l’eventuale piano rateale e le relative scadenze.
Il versamento potrà avvenire in unica soluzione entro il 31 luglio 2027 oppure in massimo 54 rate bimestrali di pari importo, con interessi al 3% annuo e importo minimo di 100 euro a rata. La decadenza scatterà con il mancato pagamento della prima rata, di due rate successive (anche non consecutive) o dell’ultima scadenza: in tali casi, si perderanno tutti i benefici della definizione.
Non è prevista alcuna “tolleranza” di cinque giorni: ogni versamento dovrà pervenire entro il giorno esatto di scadenza. Dal 20 gennaio, la piattaforma telematica dedicata è già attiva sul sito istituzionale, con istruzioni operative e dettaglio delle cartelle “rottamabili” per ciascun contribuente.
FAQ
D: Cosa comporta giuridicamente la presentazione dell’istanza?
R: Implica il riconoscimento implicito di tutti gli atti inclusi nella definizione, precludendo eccezioni sulla mancata o irregolare notifica.
D: Il principio della presunzione di conoscenza vale solo per la rottamazione quinquies?
R: No, la Corte di Cassazione lo ha affermato per le precedenti rottamazioni e si estende anche alla nuova versione.
D: Cosa succede se si decade dai benefici della definizione?
R: Si perdono agevolazioni e rateazione, ma resta fermo il riconoscimento degli atti e la presunzione di loro conoscenza.
D: La richiesta di rateizzazione produce gli stessi effetti?
R: Sì, l’istanza di dilazione ai sensi dell’art. 19 Dpr 602/1973 comporta analogo riconoscimento del debito iscritto a ruolo.
D: Quali debiti rientrano nella nuova rottamazione?
R: Carichi affidati dal 2000 al 2023 per imposte e contributi da dichiarazioni non versate, omessi contributi Inps e alcune sanzioni stradali statali.
D: Entro quando va presentata la domanda?
R: L’istanza telematica deve essere inviata all’Agenzia delle Entrate-Riscossione entro il 30 aprile 2026.
D: Quali sono le opzioni di pagamento previste?
R: Unica soluzione entro il 31 luglio 2027 oppure rate fino a 54 scadenze bimestrali con interessi al 3%.
D: Qual è la fonte giornalistica originale citata?
R: Le informazioni riportate riprendono e rielaborano i contenuti pubblicati da ITALIA OGGI in merito alla rottamazione e all’ordinanza della Corte di Cassazione.




