Rottamazione quinquies cartelle esattoriali, nuova occasione inaspettata per azzerare debiti fiscali: ecco cosa cambia davvero

Indice dei Contenuti:
Come funziona la rottamazione quinquies delle cartelle esattoriali?
Debiti ammessi e limiti della sanatoria
La nuova definizione agevolata introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 si applica solo ai carichi affidati all’agente della riscossione entro il 31 dicembre 2023. Rientrano i ruoli derivanti dai controlli automatizzati su Irpef, Ires e Iva, comprese le dichiarazioni dei sostituti d’imposta, i contributi non versati all’Inps in assenza di specifici accertamenti e le sanzioni stradali elevate da amministrazioni statali.
Restano invece esclusi gli accertamenti ordinari o esecutivi, le maggiori imposte da verifiche sul campo, le imposte indirette sui trasferimenti (come l’imposta di registro sugli immobili) e la maggior parte dei tributi locali, tra cui Imu e Tari, salvo adesione formale dei singoli Comuni alla sanatoria. In mancanza di una delibera locale, la definizione agevolata riguarda quasi solo debiti verso lo Stato e l’ente previdenziale.
L’Agenzia delle Entrate-Riscossione mette a disposizione nell’area riservata del proprio sito un elenco dei carichi definibili, consultabile prima dell’istanza. Questa verifica preliminare è decisiva per evitare di includere in domanda somme non agevolabili, che non beneficerebbero né dello sconto su sanzioni e interessi né del piano straordinario di rateizzazione.
Vantaggi economici e piano in 54 rate
Il beneficio principale consiste nel pagamento del solo capitale, cioè imposta o contributo originario, con azzeramento di sanzioni, interessi di mora e compensi di riscossione. Restano dovute unicamente le spese di notifica e quelle per eventuali procedure esecutive già avviate, che non vengono condonate.
Per le multe stradali la riduzione riguarda tutte le maggiorazioni e gli interessi di ritardato pagamento. Una cartella passata da 150 a 350 euro per effetto di aggravi accessori torna all’importo iniziale di 150 euro, più le sole spese vive: la differenza rappresenta il risparmio netto garantito dalla definizione agevolata. Il meccanismo rende nuovamente sostenibili posizioni incancrenite nel tempo.
Il piano consente una dilazione fino a 54 rate bimestrali, per un orizzonte massimo di nove anni, con rate tutte di pari importo e importo minimo di 100 euro per singola scadenza. I debiti inferiori non possono sfruttare l’intera estensione temporale. Dalla seconda rata in avanti si applicano interessi al 3% annuo. Le prime tre scadenze del 2026 sono fissate al 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre; dal 2027 il calendario prosegue con cadenza bimestrale fino al 2035.
Domanda, protezioni e effetti sul contenzioso
La domanda si presenta esclusivamente online tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, che attiverà un applicativo dedicato entro il 21 gennaio 2026. L’istanza va trasmessa entro il 30 aprile 2026, mentre entro il 30 giugno 2026 l’ente invia il piano con importi e scadenze. È vietata la compensazione con crediti d’imposta in F24: i pagamenti devono avvenire in denaro o tramite domiciliazione e bollettini precompilati.
Un ritardo superiore a cinque giorni o il mancato pagamento di una sola rata comportano la decadenza dalla sanatoria, con ripristino di sanzioni e interessi e imputazione di quanto versato a semplice acconto. Dal momento dell’invio dell’istanza, l’agente della riscossione non può però avviare nuovi fermi, ipoteche o pignoramenti, mentre le procedure già in corso vengono sospese se non si è ancora tenuto il primo incanto positivo.
I vincoli cautelari già iscritti restano, ma non possono evolvere fino alla chiusura del piano. Si sospendono i termini di prescrizione e decadenza, il contribuente torna regolare ai fini Durc e non si applicano i blocchi sui pagamenti pubblici oltre 5.000 euro. In presenza di cause pendenti sulle stesse cartelle, l’adesione richiede la rinuncia al giudizio: la definizione è perfezionata, sul piano processuale, con il versamento della prima rata, che comporta anche la revoca automatica di precedenti rateizzazioni sugli stessi debiti.
FAQ
Chi può aderire alla rottamazione quinquies?
Possono aderire persone fisiche, imprese e professionisti con carichi affidati all’agente della riscossione entro il 31 dicembre 2023 che rientrano nelle categorie ammesse dalla legge.
Quali debiti sono ammessi nella domanda?
Sono ammessi i ruoli da controlli automatizzati su imposte dirette e Iva, contributi Inps non versati spontaneamente e sanzioni stradali di competenza delle amministrazioni statali.
I tributi locali come Imu e Tari rientrano nella sanatoria?
No, salvo specifica delibera del singolo Comune che scelga di estendere ai propri carichi le regole della definizione agevolata.
Quanto si risparmia con l’agevolazione?
Si paga solo il capitale, con azzeramento di sanzioni, interessi di mora e aggio di riscossione; restano dovute le spese di notifica e di procedura già sostenute.
È possibile pagare in contanti allo sportello?
Sì, sono ammessi pagamento in contanti presso i canali abilitati, domiciliazione bancaria e utilizzo dei bollettini inviati dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Cosa succede se salto una rata?
Il mancato pagamento o un ritardo oltre cinque giorni comportano la decadenza dal beneficio e il ripristino di tutte le somme originariamente dovute.
I pignoramenti in corso vengono annullati?
No, vengono sospesi finché è efficace la rottamazione; restano validi fermi e ipoteche già iscritti, senza nuovi atti esecutivi sui carichi definibili.
Qual è la fonte giornalistica di riferimento?
Le informazioni riportate sono tratte da un’analisi redazionale basata sul testo dell’art. 1, commi 82 e seguenti, della legge 199/2025 e sulla copertura normativa pubblicata da Il Sole 24 Ore.




