Rottamazione quater, guida completa alle cartelle ammesse alla pace fiscale

Rottamazione quinquies 2026: quadro normativo e contribuenti interessati
La rottamazione quinquies, introdotta con la Legge di Bilancio 2026, non è un condono generalizzato ma una misura mirata di pace fiscale rivolta a chi ha dichiarato correttamente imposte e contributi senza riuscire poi a versarli. L’intervento si applica ai carichi affidati all’Agente della riscossione tra il 2000 e il 2023, limitandosi alle cartelle originate da controlli automatici e formali sulle dichiarazioni, escludendo gli accertamenti sostanziali.
L’obiettivo politico e tecnico è agevolare il rientro nel circuito della legalità fiscale, riducendo sanzioni e interessi per i debitori “collaborativi”, senza premiare chi ha occultato redditi. La selettività del perimetro richiede una valutazione puntuale delle singole posizioni, anche alla luce degli effetti sulle precedenti rottamazioni e dei rapporti con le tasse locali rimaste in larga parte fuori dal perimetro statale.
In questo contesto, la capacità di interpretare correttamente cartelle, ruoli e avvisi bonari diventa determinante per sfruttare in modo consapevole la nuova finestra di definizione agevolata, evitando errori che potrebbero escludere dal beneficio o vanificarne l’impatto economico.
Periodo 2000-2023 e tipologia di cartelle ammesse
Rientrano nella rottamazione quinquies i singoli carichi affidati all’Agenzia delle Entrate Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023; rileva la data di consegna del ruolo, indicata nell’estratto di ruolo o nel dettaglio cartella, non la data formale di emissione.
Sono inclusi i debiti da omesso versamento di imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali e dai controlli automatizzati e formali previsti dagli articoli 36-bis e 36-ter del DPR 600/1973 e dagli articoli 54-bis e 54-ter del DPR 633/1972. Si tratta, in sostanza, delle cartelle derivanti da avvisi bonari e comunicazioni di irregolarità seguite a verifiche documentali su dati dichiarati o trasmessi da terzi.
Sono ammessi anche i debiti per contributi INPS non versati a seguito di dichiarazione, purché non originati da attività di accertamento sostanziale.
Sanzioni, multe e posizioni particolari nella rottamazione
La misura copre pure le sanzioni amministrative irrogate dalle Prefetture per violazioni del Codice della strada quando affidate ad AdER, con le tipiche riduzioni su interessi e aggio previste dalla definizione agevolata, fermo restando il capitale dovuto.
Restano invece fuori le cartelle originate da atti di accertamento sostanziale, che presuppongono l’emersione di redditi o IVA non dichiarati. Il legislatore ha tracciato una linea netta tra chi ha sbagliato a pagare e chi ha omesso di dichiarare.
La rottamazione quinquies opera dunque come strumento selettivo di alleggerimento del debito per il contribuente adempiente sul piano dichiarativo ma inadempiente sul versante finanziario, con effetti rilevanti sul costo complessivo del contenzioso minore.
Esclusioni dalla rottamazione quinquies e rapporto con le definizioni precedenti
Un pilastro della disciplina è l’esclusione sistematica delle cartelle da accertamento, con cui l’Agenzia delle Entrate contesta imponibili non dichiarati. La ratio è evitare che la pace fiscale diventi un premio per chi ha deliberatamente omesso redditi. Parallelamente, la misura interagisce con le precedenti definizioni agevolate, consentendo a molti decaduti di rientrare nel perimetro, ma imponendo limiti specifici a chi risultava regolare con la rottamazione quater al 30 settembre 2025.
Sono escluse anche diverse componenti di prelievo locale e contributivo di categoria, mentre per i tributi gestiti da regioni e comuni il legislatore ha previsto un percorso autonomo e facoltativo, che si intreccia solo in parte con la rottamazione nazionale.
Accertamenti sostanziali, contributi di categoria e tributi locali esclusi
Restano fuori dalla rottamazione quinquies le cartelle scaturite da accertamenti sostanziali, ovvero controlli che portano all’emersione di basi imponibili non dichiarate; qui la posizione del debitore è considerata più grave e non meritevole di agevolazione generalizzata.
Sono esclusi anche i debiti per contributi previdenziali dovuti alle Casse professionali di categoria, tradizionalmente gestiti al di fuori del perimetro INPS, così come le cartelle relative a IMU, bollo auto, TARI e la generalità delle multe e tributi locali non ricompresi nel perimetro definito dalla norma statale.
Questa impostazione restringe l’intervento al cuore del rapporto fiscale erariale, rimandando a discipline autonome la gestione della finanza locale.
Decaduti da rottamazioni precedenti e limiti per chi è in regola
La rottamazione quinquies è accessibile anche ai contribuenti decaduti da precedenti definizioni agevolate, offrendo una nuova occasione per chi non ha rispettato vecchi piani di pagamento, purché i carichi rientrino nei requisiti temporali e oggettivi.
Diverso il caso di chi, al 30 settembre 2025, risultava in regola con i pagamenti della rottamazione quater: questi soggetti non possono migrare alla nuova rottamazione per ottenere condizioni più favorevoli o un orizzonte di dilazione più lungo.
La quinquies, infatti, prevede fino a 54 rate bimestrali con importo minimo di 100 euro, ma il legislatore ha evitato che diventi uno strumento di “ottimizzazione opportunistica” per chi sta già beneficiando di una definizione agevolata in corso.
Strumenti operativi AdER e criticità sulle tasse locali
Per orientarsi fra carichi ammessi, esclusioni e convenienza economica, l’Agenzia delle Entrate Riscossione mette a disposizione un Prospetto informativo con l’elenco delle posizioni definibili e il dettaglio delle somme dovute in caso di adesione. Parallelamente, la Legge di Bilancio 2026 affida a comuni e regioni la facoltà di istituire proprie rottamazioni su tributi locali, misura tuttavia gravata da rilevanti incertezze interpretative messe in luce dall’IFEL nella nota del 27 gennaio 2026.
La gestione coattiva dei crediti affidati ad AdER potrebbe non rientrare nella nozione di “tributi gestiti” dagli enti locali, con il rischio di escludere proprio una parte consistente dei debiti territoriali dalla definizione agevolata, a meno di un intervento normativo correttivo.
Prospetto informativo AdER e ruolo degli intermediari
Il Prospetto informativo dell’Agenzia delle Entrate Riscossione indica per ciascun contribuente le cartelle e gli avvisi di addebito INPS che rientrano nella rottamazione quinquies, evidenziando quali carichi possono essere definiti e quali restano esclusi.
Il documento riporta anche l’importo complessivo dovuto in caso di adesione, già al netto di sanzioni e interessi oggetto di stralcio, consentendo di valutare con precisione il risparmio rispetto al debito originario e la sostenibilità delle rate.
La richiesta può essere effettuata dal contribuente tramite area riservata o area pubblica del portale della riscossione, mentre gli intermediari fiscali abilitati possono operare per conto dei clienti tramite l’area dedicata EquiPro.
Rottamazione delle tasse locali, nota IFEL e nodi aperti
Per multe stradali, IMU, bollo auto, TARI e altri prelievi gestiti a livello territoriale, la rottamazione è rimessa alla scelta autonoma di comuni e regioni, che dovranno coniugare eventuali agevolazioni con l’equilibrio finanziario degli enti.
La nota del 27 gennaio 2026 dell’IFEL evidenzia una criticità rilevante: i crediti già affidati all’Agenzia delle Entrate Riscossione potrebbero non essere considerati “disciplinati e gestiti” dall’ente locale, restando quindi esclusi dalle rottamazioni facoltative.
Senza un intervento legislativo chiarificatore, una parte significativa del magazzino crediti degli enti locali rischia di restare fuori dalle definizioni agevolate, riducendo l’efficacia complessiva della strategia di gestione del debito tributario arretrato.
FAQ
Chi può accedere alla rottamazione quinquies 2026?
Possono accedere i contribuenti che hanno dichiarato correttamente imposte e contributi ma non li hanno versati, con carichi affidati ad AdER tra il 2000 e il 2023 derivanti da controlli automatici o formali e non da accertamenti sostanziali.
Quali cartelle rientrano nel perimetro temporale ammesso?
Sono rottamabili i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023; fa fede la data di consegna del ruolo, consultabile nell’estratto di ruolo o nel dettaglio della cartella.
Le cartelle da accertamento sono incluse nella definizione agevolata?
No, le cartelle originate da atti di accertamento sostanziale restano escluse; la rottamazione quinquies è riservata a chi ha omesso il pagamento, non a chi ha occultato redditi o imposte non dichiarandoli.
Come si trattano i contributi INPS e le casse professionali?
I debiti per contributi INPS risultanti da dichiarazioni e controlli automatici sono ammessi; i contributi dovuti alle Casse professionali di categoria sono invece esclusi dal perimetro della rottamazione quinquies.
È possibile aderire se si è decaduti da precedenti rottamazioni?
Sì, la rottamazione quinquies è aperta anche ai decaduti da precedenti definizioni agevolate, purché le cartelle rispettino i requisiti di legge; non è però consentito ai regolari della rottamazione quater migrare al nuovo regime.
Come si richiede il Prospetto informativo AdER?
Il Prospetto informativo si richiede tramite area riservata o area pubblica del portale dell’Agenzia delle Entrate Riscossione; gli intermediari lo ottengono per i clienti tramite l’area dedicata EquiPro.
Le tasse locali sono automaticamente incluse nella rottamazione?
No, per IMU, TARI, bollo auto e altre tasse locali la rottamazione è facoltativa e rimessa alla decisione di comuni e regioni, che devono valutare sostenibilità e equilibrio dei propri bilanci.
Qual è la fonte di riferimento per i contenuti analizzati?
L’analisi si basa sulle indicazioni fornite da Adnkronos in relazione alla disciplina della rottamazione quinquies 2026 e ai chiarimenti connessi alla Legge di Bilancio 2026.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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