Roma spreca il colpo sul Milan: Dybala e Pellegrini, luci alternate

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Roma-Milan 1-1, le pagelle giallorosse: Dybala-Malen, solo buone intenzioni (6). Pellegrini, undici metri di gioia (7). Con Mancini non si passa (7)
Equilibrio all’Olimpico
Allo stadio Olimpico il pareggio tra Roma e Milan fotografa una sfida intensa, in cui i giallorossi costruiscono tanto ma non trovano il gol su azione. L’1-1 matura dai dettagli, dalle letture difensive e dalla gestione degli episodi, con la squadra di Gasperini premiata solo a metà per una prestazione di alto profilo atletico e tattico.
Nel primo tempo la linea arretrata con Mancini, Ndicka e Ghilardi regge senza affanni, complice un Milan poco verticale. L’inerzia sembra saldamente nelle mani dei giallorossi, che però sprecano in rifinitura e non capitalizzano le occasioni create da Dybala, Malèn e Konè. La sensazione è quella di una superiorità strutturale non tradotta in vantaggio.
Nella ripresa la gara si spezza: una leggerezza di Ndicka apre la porta al vantaggio ospite e inchioda sul punteggio un attento Svilar, inoperoso fino a quel momento. La reazione della Roma è immediata e organizzata, alimentata dalle corsie laterali e dagli inserimenti dei centrocampisti. Il rigore trasformato da Lorenzo Pellegrini rimette le cose a posto e certifica una prestazione di carattere, pur lasciando il rammarico per i due punti sfumati.
Le prestazioni dei protagonisti
Tra i migliori in campo spicca Gianluca Mancini (7), dominante nei duelli, sempre puntuale nell’anticipo e nel guidare la linea. Con lui, “non si passa”: coperture preventive, carattere e letture da leader. Accanto, Ghilardi (7) risponde presente alle prime prove da grande palcoscenico, aggressivo sull’uomo e pulito nelle diagonali. Più altalenante Ndicka (5,5), concentrato per un tempo ma protagonista dell’errore che genera l’angolo decisivo per il gol del Milan.
Sulla destra, prova maiuscola di Celik (7), che limita le fiammate di Leao e attacca con coraggio, procurandosi l’azione che porta al rigore. In mezzo, Cristante (6) mantiene equilibrio e tempi di gioco, mentre Manu Konè (7) alza il livello del duello fisico e tecnico con Rabiot, prima di arrendersi a un problema muscolare. Buon impatto anche del giovane Pisilli (6,5), ordinato e verticale.
Nel reparto offensivo, Paulo Dybala (6) illumina a tratti tra le linee ma manca la giocata risolutiva, così come Malèn (6), brillante nell’attacco della profondità ma poco cinico sottoporta. Soule (6) lavora molto tra pressione e rifinitura, senza trovare il colpo pesante. Dalla panchina cambia il copione Pellegrini (7), glaciale dal dischetto e prezioso nel dare ordine e qualità nella mezz’ora finale.
Lettura tattica e prospettive
La gestione di Gasperini (6,5) propone una Roma dal ritmo quasi “Premier”: pressione alta, difesa aggressiva in avanti e linee corte, con i centrocampisti pronti ad accompagnare la manovra. Il piano gara funziona per lunghi tratti, ma la squadra paga la scarsa concretezza negli ultimi sedici metri e un singolo errore difensivo che rimette il Milan in partita.
La catena di destra con Celik e Wesley (6) è uno dei motori della manovra, anche se il brasiliano alterna buoni spunti a qualche imprecisione nei momenti chiave. Nella ripresa le energie calano e aumentano gli spazi, ma la Roma resta lucida nella reazione allo svantaggio, trovando nel contributo dei cambi – da Pisilli a Pellegrini, fino al giovane Vaz – la benzina per alzare nuovamente il baricentro.
Il dato che emerge è duplice: da un lato una struttura solida, capace di limitare un avversario di alto livello; dall’altro la necessità di alzare la qualità nelle scelte finali, perché una prova del genere meritava qualcosa in più di un semplice punto. Per la corsa europea resta comunque un segnale di affidabilità tecnica, fisica e mentale.
FAQ
D: Chi è stato il migliore in campo nella difesa della Roma?
R: Mancini, per letture difensive, leadership e continuità nei duelli.
D: Perché a Dybala è stato assegnato un 6?
R: Ha creato superiorità e linee di passaggio, ma senza incidere nella conclusione o nell’ultimo passaggio.
D: Cosa ha deciso il voto di Malèn?
R: Movimenti e profondità ottimi, ma almeno un’occasione molto nitida sprecata ha abbassato il giudizio.
D: Come ha influito l’ingresso di Pellegrini sulla partita?
R: Ha portato lucidità tra le linee e ha trasformato con freddezza il rigore del definitivo pareggio.
D: Qual è stato l’errore chiave di Ndicka?
R: Una gestione sbagliata che ha concesso l’angolo da cui nasce il gol del Milan.
D: Che partita ha giocato Celik sulla fascia?
R: Ha limitato le iniziative offensive avversarie e si è proposto con continuità in spinta, generando l’azione del rigore.
D: Qual è il giudizio complessivo su Gasperini?
R: Piano tattico efficace, ritmo alto e squadra corta; resta il rammarico per il mancato successo.
D: Qual è la fonte giornalistica originale delle pagelle da cui è tratto e rielaborato questo contenuto?
R: La fonte giornalistica originale delle pagelle è un articolo sportivo pubblicato da La Gazzetta dello Sport, rielaborato in chiave sintetica e autonoma.




