Roccaraso blindata dall’assalto dei tiktoker, maxi arrivo di pullman
Sicurezza e ordine pubblico nell’era dei raduni social
Settantacinque uomini tra Polizia, Carabinieri, agenti della municipale e volontari della Protezione Civile vengono schierati per gestire l’ennesimo assalto di giovani e creator digitali nelle località turistiche di montagna. La risposta delle istituzioni non è più emergenziale, ma strutturata: piani di sicurezza, filtraggi preventivi, limiti agli accessi e coordinamento interforze.
Il cosiddetto “modello dei 50 bus”, sperimentato con successo dopo il caos generato l’anno precedente dai raduni spontanei dei tiktoker, è diventato un riferimento operativo anche per altri territori. Il principio è semplice: contingentare i mezzi di trasporto, controllare i flussi, prevenire il collasso della viabilità locale. Dietro questa scelta, c’è la consapevolezza che i social possono trasformare, in poche ore, un piccolo paese in un maxi evento non programmato.
Le forze dell’ordine lavorano su due fronti: gestione dell’ordine pubblico e tutela dell’immagine turistica delle località coinvolte. Il rischio è che un weekend di disordine, code interminabili e problemi di sicurezza danneggi l’attrattività dell’area, con ripercussioni su tutto l’indotto economico legato al turismo di montagna.
Bus, pass e “dogana” sulla statale: la nuova logistica dei flussi
Le prenotazioni dei bus turistici hanno superato ogni previsione, con oltre 150 mezzi registrati a fronte dei 50 inizialmente autorizzati dalla Prefettura guidata da Vito Cusumano. Per evitare la paralisi, più di un centinaio di bus vengono dirottati altrove, mentre solo i veicoli dotati di pass rilasciato dal Comune possono accedere alla località. Una vera e propria “dogana” viene allestita sulla statale, trasformando l’ingresso in un varco controllato.
Questa strategia di filtraggio permette di governare l’impatto dei flussi turistici mordi e fuggi, spesso composti da giovani attratti da contenuti virali su TikTok o Instagram. Il sistema dei pass consente un monitoraggio in tempo reale degli arrivi e una più efficace distribuzione degli spazi di parcheggio e delle aree di attesa, riducendo le congestioni nei centri abitati.
Parallelamente, il boom di prenotazioni rappresenta un termometro del potenziale economico dei raduni social: alberghi, b&b, ristoranti e impianti sciistici registrano un’impennata di richieste. Tuttavia, senza un’adeguata pianificazione, l’effetto boomerang è dietro l’angolo: un sovraffollamento ingestibile può scoraggiare il turismo famigliare e quello di fascia alta, più stabile e redditizio.
Influencer, neve e sicurezza: un equilibrio delicato
L’arrivo di figure come la tiktoker Rita De Crescenzo, capace in passato di richiamare oltre diecimila persone e più di duecento bus in un solo weekend, conferma il peso degli influencer nelle dinamiche turistiche delle aree montane. Un semplice video che mostra neve, divertimento e panorami può innescare una vera e propria “migrazione istantanea” di follower, con tempi di reazione molto più rapidi rispetto ai canali promozionali tradizionali.
Le autorità locali hanno imparato sulla propria pelle quanto un evento non pianificato possa mettere in crisi la viabilità, i servizi e la sicurezza. Oggi il modello di controllo dei bus, applicato anche nel primo weekend di febbraio, viene affiancato da una vigilanza potenziata: presenze costanti delle forze dell’ordine, pattugliamenti mirati e controlli su droga e alcol, come dimostra il recente sequestro di sostanze stupefacenti a carico di alcuni giovani.
Nel frattempo, i comprensori sciistici registrano presenze in crescita, con migliaia di turisti ogni giorno. Il vero banco di prova diventa la capacità di conciliare l’effetto traino degli influencer con la salvaguardia del territorio, della vivibilità per i residenti e dell’immagine a lungo termine delle località di montagna, sempre più esposte alla viralità dei social.
FAQ
D: Perché viene limitato il numero di bus turistici?
R: Per evitare il collasso della viabilità locale e garantire sicurezza e servizi adeguati a residenti e visitatori.
D: Che cos’è il “modello dei 50 bus”?
R: È un sistema che fissa una soglia massima di bus autorizzati, con accesso consentito solo tramite pass rilasciato dal Comune.
D: Come funziona la “dogana” sulla statale?
R: È un punto di controllo dove le forze dell’ordine verificano pass, documenti e autorizzazioni prima di consentire l’accesso.
D: Qual è il ruolo degli influencer in questi raduni?
R: Pubblicando video e contenuti virali, gli influencer possono richiamare migliaia di persone in poche ore.
D: I controlli riguardano anche droga e alcol?
R: Sì, vengono effettuati controlli mirati, con sequestri di sostanze stupefacenti quando necessario.
D: I residenti come vengono tutelati?
R: Attraverso limiti ai flussi, presidi di sicurezza e piani di viabilità studiati per ridurre disagi e code.
D: Questi modelli possono essere usati in altre località?
R: Sì, molte amministrazioni stanno valutando di adottare sistemi simili per gestire eventi e raduni social.
D: Qual è la fonte delle informazioni descritte?
R: Le informazioni sono derivate da ricostruzioni giornalistiche basate su quanto riportato dal quotidiano Il Centro.




