Rita De Crescenzo sfida il sindaco: a Roccaraso esplode la battaglia social che divide la città
Appello virale e memoria del caos
L’appello “Adeguatamente” lanciato su TikTok da Rita De Crescenzo ha riacceso l’attenzione su Roccaraso, con un video che invita a “organizzarsi e andare a sciare tutti insieme” e che sta catalizzando migliaia di interazioni. Il messaggio, diretto a una community numerosa e reattiva, ripropone una dinamica già vista: l’effetto di massa innescato dalla popolarità dell’influencer.
Indice dei Contenuti:
▷ Lo sai che da oggi puoi MONETIZZARE FACILMENTE I TUOI ASSET TOKENIZZANDOLI SUBITO? Contatto per approfondire: CLICCA QUI
La memoria collettiva torna a gennaio dello scorso anno, quando l’afflusso imponente di persone partite dalla Campania paralizzò la viabilità del centro e i principali accessi alla località abruzzese. La circolazione andò in stallo, i trasporti locali furono messi sotto stress e le autorità furono costrette a gestire un fine settimana di emergenza con interventi straordinari per ripristinare l’ordine.
Il nuovo invito rischia di replicare quel copione: un impulso virale che, in assenza di un coordinamento preventivo, può trasformarsi in criticità logistiche per una destinazione alpina abituata a grandi flussi turistici ma non a mobilitazioni improvvise dettate dai trend social. La portata del fenomeno digitale, sommandosi alla stagionalità sciistica, impone un’attenzione particolare alla gestione dei numeri e dei tempi di arrivo.
Il linguaggio diretto e inclusivo dell’influencer, unito all’eco dei commenti e delle condivisioni, sta già alimentando l’aspettativa di un nuovo ritrovo di massa. Sullo sfondo, restano le immagini del caos precedente: strade bloccate, attività rallentate, forze dell’ordine impegnate nel deflusso. È il precedente più ingombrante con cui la località abruzzese dovrà inevitabilmente confrontarsi di fronte alla prospettiva di una “invasione bis”.
Sfida al sindaco e reazioni della comunità
“Sindaco, noi siamo pronti”. L’uscita di Rita De Crescenzo, pronunciata guardando in camera, ha assunto i contorni di una chiamata pubblica al confronto con il primo cittadino di Roccaraso. Un messaggio che, pur con toni più morbidi rispetto al passato, mantiene l’impronta di una sfida aperta: da un lato la forza aggregativa dei social, dall’altro l’esigenza istituzionale di garantire ordine e programmazione.
Nel tessuto locale si registra una spaccatura evidente. Tra i sostenitori della tiktoker prevale l’entusiasmo per un evento percepito come spontaneo e inclusivo; tra i residenti e gli operatori economici cresce la cautela. Le indiscrezioni che circolano tra i vicoli del paese indicano apprensione soprattutto tra i commercianti, consapevoli che un afflusso improvviso può rallentare o bloccare le operazioni quotidiane. Alcuni ristoratori storici valutano già turnazioni straordinarie del personale, scorte aggiuntive e sistemi di prenotazione più rigidi per evitare il collasso dei servizi essenziali nei momenti di picco.
La posizione del sindaco Francesco Di Donato è al centro dell’attenzione: la comunità si aspetta una linea chiara, capace di coniugare rispetto per la libera iniziativa dei visitatori e tutela della vivibilità. Resta da capire se prevarrà una strategia di comunicazione prudente o un’interlocuzione diretta con l’influencer e con la sua platea. Nel frattempo, il dibattito sui social amplifica ogni segnale, con commenti polarizzati che vanno dalla disponibilità a collaborare fino alla richiesta di limiti stringenti sull’accesso e la sosta.
In questo quadro, le associazioni di categoria invitano a distinguere tra turismo pianificato e mobilitazioni virali, sollecitando procedure chiare: informazione preventiva sui flussi, gestione degli orari di arrivo, coordinamento con i parcheggi e con la rete del trasporto pubblico. La percezione, a livello cittadino, è che l’episodio non sia solo una questione di ordine pubblico, ma un banco di prova per la reputazione della località e per la convivenza tra promozione digitale e sostenibilità territoriale.
Piani di sicurezza e incognite del turismo social
Le forze dell’ordine e gli uffici comunali hanno avviato un confronto operativo per prevenire la congestione della viabilità e tutelare i servizi essenziali. L’ipotesi di un piano straordinario prevede presidi agli accessi principali, sensi unici temporanei nelle arterie più sensibili, monitoraggio in tempo reale dei flussi e una regia unica per coordinare polizia locale, carabinieri, operatori del soccorso alpino e gestori degli impianti.
Tra le misure allo studio figurano aree di parcheggio decentrate con navette, contingentamento degli ingressi nelle zone pedonali più affollate e un sistema informativo dedicato con aggiornamenti su tempi di attesa, disponibilità dei posti auto e condizioni meteo. Si valuta anche un rafforzamento del TPL nelle fasce orarie di punta e un protocollo per lo smistamento dei gruppi, con indicazioni su orari di arrivo e itinerari consigliati per evitare colli di bottiglia.
Gli esercenti chiedono linee guida condivise: turni estesi ma regolati, gestione preventiva delle scorte, prenotazioni online per ristoranti e noleggi sci, punti di attesa esterni per disciplinare l’accesso ai locali. Le associazioni locali sollecitano un canale ufficiale di comunicazione con la community digitale, così da tradurre l’invito virale in un afflusso gestibile, evitando raduni spontanei e concentrazioni improvvise nelle stesse fasce orarie.
Resta l’incognita del turismo social, che non segue i modelli previsionali tradizionali: le decisioni dei partecipanti si formano in poche ore, sulla scia di contenuti condivisi e trend. L’imprevedibilità del picco, sommata alla stagionalità sciistica, impone soglie di allerta dinamiche e un uso esteso di strumenti digitali per la stima dei flussi. In assenza di un coordinamento preventivo, il rischio è replicare lo schema del passato: strade bloccate, servizi sotto pressione, tempi di deflusso rallentati.
Le autorità locali puntano su tre leve: prevenzione (informazione anticipata e percorsi differenziati), mitigazione (limitazioni temporanee alla sosta e alla circolazione, navette e presidi) e comunicazione (avvisi tempestivi su canali istituzionali e social). L’obiettivo è garantire la fruizione della località senza compromettere sicurezza, mobilità e continuità delle attività economiche. La risposta organizzativa dovrà misurarsi con la velocità dei trend: se l’afflusso si materializzerà, la tenuta del sistema dipenderà dalla capacità di modulare le misure in tempo reale.
FAQ
- Perché l’appello di Rita De Crescenzo riguarda direttamente Roccaraso?
Perché un precedente afflusso generato dai suoi contenuti ha causato blocchi della viabilità e criticità operative, rendendo necessario un piano di gestione dedicato. - Quali misure di sicurezza sono in valutazione?
Presidi agli accessi, parcheggi decentrati con navette, sensi unici temporanei, contingentamenti in aree sensibili e monitoraggio in tempo reale dei flussi. - Come verranno informati visitatori e residenti in caso di picchi?
Tramite canali istituzionali e social con aggiornamenti su traffico, disponibilità parcheggi, orari consigliati e eventuali limitazioni alla circolazione. - Gli operatori economici come si stanno preparando?
Con turnazioni straordinarie, scorte aggiuntive, sistemi di prenotazione online e procedure di accesso contingentato ai locali nei momenti di massimo afflusso. - Qual è il principale rischio del turismo generato dai social?
L’imprevedibilità dei picchi, che rende difficile pianificare risorse e trasporti e può provocare congestione improvvisa e rallentamenti dei servizi. - Che ruolo ha il sindaco Francesco Di Donato in questo contesto?
Definire una linea chiara, coordinare le misure con le forze dell’ordine e guidare la comunicazione pubblica per bilanciare accoglienza e sicurezza.




