Riforma 730: Novità e modifiche nel provvedimento dell'Agenzia delle Entrate

Riforma 730: Novità e modifiche nel provvedimento dell’Agenzia delle Entrate

11 Marzo 2025

### 730/2025: Le principali novità e cambiamenti fiscali

Nel 2025, il **730** subisce importanti modifiche grazie alla riforma fiscale, consentendo ai contribuenti di dichiarare una gamma più ampia di redditi. Questo modello, destinato a dipendenti e pensionati, potrà ora includere redditi precedentemente accessibili solo tramite il modello **REDDITI PF**. Tra le novità, si evidenziano i redditi soggetti a tassazione separata e le plusvalenze di natura finanziaria. Inoltre, il regime degli scaglioni di reddito subirà un’evidente trasformazione, passando da quattro a tre scaglioni, influenzando così le aliquote IRPEF. Queste modifiche non solo semplificano il processo di dichiarazione, ma mirano a creare una maggiore equità fiscale per i contribuenti italiani.

### Ampliamento della platea di redditi dichiarabili

Con l’entrata in vigore del nuovo modello **730/2025**, si attua un significativo ampliamento della platea di redditi che i contribuenti possono dichiarare. I documenti di recente approvazione, frutto della Legge n°111/2023, permetteranno ai soggetti abilitati di inserire redditi precedentemente riservati unicamente al **modello REDDITI PF**. Tra le nuove categorie, si includono i redditi soggetti a tassazione separata, che ora devono essere riportati nel quadro M, e le plusvalenze finanziarie, specificamente nel quadro T. Questa innovazione rappresenta un passo importante verso una maggiore inclusività nel sistema fiscale, consentendo un monitoraggio più accurato e facilitando la trasparenza delle dichiarazioni. È opportuno sottolineare che tali cambiamenti non solo semplificano i procedimenti burocratici per i contribuenti, ma offrono anche un’opportunità nei controlli fiscali, conferendo così più stabilità al sistema nel complesso.

### Modifiche alle detrazioni e ai bonus fiscali

Le modifiche apportate al modello 730/2025 riguardano anche detrazioni e bonus fiscali, comportando diversi aggiustamenti che influenzeranno il vantaggio economico per i contribuenti. In particolare, la detrazione per i redditi da lavoro dipendente subisce un incremento, passando da 1.880 euro a 1.955 euro per coloro che dichiarano un reddito complessivo fino a 15.000 euro. Questo miglioramento si traduce in un sostegno concreto per le fasce più deboli della popolazione lavorativa. Per il personale della sicurezza e della difesa, la detrazione massima è fissata a 610,50 euro, valida per i redditi da lavoro dipendente non superiori a 30.208 euro nel 2023.

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Inoltre, nel 2024 gli stipendi sotto i 28.000 euro beneficeranno di un bonus di 100 euro, non imponibile, applicabile come indennità di tredicesima. È importante notare che il Trattamento Integrativo sarà disponibile solo se l’imposta lorda supera la detrazione ridotta di 75 euro. Al contempo, per coloro con redditi superiori a 50.000 euro, la detrazione dall’imposta lorda è soggetta a una riduzione di 260 euro.

Le detrazioni per il Superbonus e per le spese relative all’esecuzione di interventi edili sono soggette a modifiche significative. Infatti, per le spese effettuate nel 2024, il tasso di detrazione passerà al 70% e potrà essere rateizzato in dieci quote annuali. Analogamente, le spese per il Sismabonus e per l’eliminazione delle barriere architettoniche seguiranno la stessa logica di rateizzazione. Anche le spese 2023 relative al Superbonus potranno essere rateizzate in dieci anni tramite dichiarazione integrativa, aggiungendo flessibilità ai contribuenti. Tuttavia, è cruciale che i soggetti interessati gestiscano tali opzioni con attenzione, poiché l’opzione è irrevocabile.


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