Report torna con inchieste sorprendenti: cosa vedrai davvero nella nuova puntata

Incidenti stradali e autovelox: cosa non torna davvero
Ogni anno sulle strade italiane muoiono circa tremila persone, nonostante autovelox, limiti e piani sicurezza. Le inchieste di Report, guidato da Sigfrido Ranucci su Rai 3, mostrano crepe profonde in controlli, norme e infrastrutture. Dietro le statistiche ci sono decisioni politiche, interessi locali e apparecchi installati più per fare cassa che per salvare vite.
Autovelox tra sicurezza e business dei Comuni
Molti autovelox vengono collocati in tratti sicuri, in rettilineo, lontano da incroci pericolosi, ma ad altissimo rendimento per i bilanci comunali. Report documenta bandi opachi, appalti a società private che incassano percentuali sulle multe e segnaletica insufficiente.
La normativa, frammentata e continuamente modificata, rende difficile il controllo incrociato tra prefetture, polizie locali e ministeri. I ricorsi al giudice di pace esplodono, ma pochi automobilisti hanno tempo e mezzi per contestare.
Il risultato è un sistema che incentiva la sanzione ripetuta, non la riduzione strutturale della velocità, con investimenti minimi su illuminazione, attraversamenti pedonali protetti e trasporto pubblico.
Guard-rail killer e infrastrutture fuori norma
Le barriere laterali, nate per trattenere i veicoli, in molti tratti non rispettano gli standard aggiornati e diventano letali per motociclisti e ciclisti. Report mostra guard-rail vecchi, montati a un’altezza errata o privi della lama inferiore salvamotociclista.
La manutenzione viene spesso rimandata per anni: concessionarie e enti locali litigano sulle competenze, mentre i bilanci privilegiano nuove opere rispetto al rifacimento delle tratte esistenti.
I collaudi durano pochi giorni, ma le strade restano in esercizio per decenni senza monitoraggi sistematici su usura, drenaggio dell’acqua, tenuta dei giunti e visibilità notturna nelle curve a raggio ridotto.
Scuola, circolari e storia: chi decide cosa possono pensare gli studenti
Nel servizio “Nel merito della scuola”, Danilo Procaccianti entra nel cuore delle nuove Indicazioni nazionali volute dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. La riscrittura dei programmi di storia e la pioggia di circolari ridisegnano tempi, contenuti e margini di libertà delle aule italiane, incidendo sullo spazio concesso al pensiero critico.
Nuovi programmi di storia e rischio riscrittura del passato
Le nuove linee guida spingono verso percorsi più cronologici e semplificati, riducendo talvolta il lavoro sui nessi tra passato e attualità. Insegnanti e dirigenti, intervistati da Report, temono che i nodi più sensibili del Novecento vengano compressi.
L’attenzione al “canone” degli eventi rischia di lasciare meno spazio alle storie marginali: migrazioni, lotte sociali, minoranze.
Molte scuole denunciano inoltre manuali aggiornati in ritardo, formazione insufficiente e una crescente distanza tra l’enfasi ministeriale sulla “memoria” e il tempo reale disponibile in classe per analizzare le fonti in modo critico.
Circolari, autonomia scolastica e clima nelle aule
Le circolari ministeriali, sempre più numerose e dettagliate, intervengono su visite didattiche, gestione delle assemblee studentesche, inviti agli esperti esterni e perfino linguaggio usato nei progetti.
Molti dirigenti, racconta Report, temono di esporsi a contenziosi e preferiscono autorizzare solo attività “neutrali”, riducendo dibattiti su temi divisivi come guerre, diritti civili, ambiente.
L’autonomia scolastica nata per valorizzare i territori si trasforma in un terreno minato, dove ogni scelta può essere letta come presa di posizione politica, con il rischio di congelare innovazione didattica e partecipazione studentesca.
Sicurezza alimentare, allevamenti e tartufi: cosa finisce davvero nel piatto
Le inchieste “Febbre alta” di Giulia Innocenzi e “Truffle Land” di Lucina Paternesi, sempre dentro Report, seguono il filo che unisce macelli, allevamenti intensivi, epidemie animali e mercato del tartufo. Le telecamere entrano nei punti ciechi della filiera, dove controlli carenti e speculazioni stressano consumatori, ambiente e piccoli produttori.
Carne scaduta, influenza aviaria e controlli al limite
Dopo il caso del macello Bervini, Report ricostruisce il destino di carne prossima alla scadenza o già scaduta, tracciandone passaggi tra depositi intermedi, lavorazioni industriali e prodotti trasformati.
L’emergenza influenza aviaria mostra milioni di animali abbattuti in allevamenti ad alta densità, dove biosicurezza e benessere animale vengono spesso sacrificati ai volumi produttivi.
Le immagini raccolte evidenziano criticità su modalità di stordimento, smaltimento delle carcasse e tempi di intervento veterinario, mentre i sistemi informativi pubblici restano lenti nell’avvisare in modo comprensibile i cittadini.
Tartufo tra patrimonio Unesco e mercato drogato
Il mondo del tartufo, riconosciuto dall’Unesco come patrimonio culturale immateriale, vive una crisi silenziosa delle tartufaie naturali, aggravata dalla siccità e dall’uso intensivo del suolo.
Report documenta come fiere e ristoranti continuino a esibire grandi quantità di prodotto, mentre i cercatori locali denunciano rese sempre più basse e prezzi all’ingrosso volatili.
Il rischio è l’ingresso massiccio di tartufi esteri, congelati o aromatizzati, spacciati per eccellenze italiane, con etichette poco chiare e controlli limitati sulle miscele usate in oli e salse “al tartufo”.
FAQ
Perché il numero di morti sulle strade italiane non cala più?
Dopo i progressi dei primi anni Duemila, investimenti su infrastrutture, manutenzione e controlli mirati si sono rallentati. La frammentazione delle competenze e l’uso degli autovelox come fonte di entrata frenano una strategia realmente integrata di sicurezza stradale.
Le nuove Indicazioni di storia limitano davvero il pensiero critico?
Non lo impongono esplicitamente, ma riducendo tempi e spazi per l’analisi delle fonti lasciano meno margine a percorsi laboratoriali. Molto dipenderà dall’autonomia effettiva di docenti e istituti e dal loro coraggio nel proporre letture plurali del passato.
Cosa rischiano i consumatori con le criticità nei macelli?
Il rischio principale è una perdita di fiducia nella filiera, più che un pericolo immediato e generalizzato. Tuttavia, falle nei controlli e gestione opaca di carne prossima alla scadenza aumentano la probabilità di frodi commerciali e di episodi isolati di contaminazione.
Perché l’influenza aviaria colpisce così duramente gli allevamenti intensivi?
Gli allevamenti ad alta densità facilitano la circolazione dei virus e rendono più complessa una biosicurezza rigorosa. Ambienti chiusi, grandi numeri e rotazioni rapide degli animali amplificano ogni falla sanitaria, imponendo abbattimenti di massa.
Il tartufo che troviamo nei ristoranti è sempre italiano?
No. Il mercato globale e la scarsità delle tartufaie naturali favoriscono importazioni dall’estero e uso di aromi sintetici. Senza etichette trasparenti e controlli puntuali, il consumatore fatica a distinguere tartufo fresco italiano da miscele più economiche.
Qual è la fonte principale delle inchieste citate?
Le informazioni richiamate derivano dalle anticipazioni e dai contenuti della trasmissione di approfondimento giornalistico Report, condotta da Sigfrido Ranucci e trasmessa da Rai 3 con servizi di Giulio Valesini, Cataldo Ciccolella, Lidia Galeazzo, Alessia Pelagaggi, Danilo Procaccianti, Giulia Innocenzi e Lucina Paternesi.




