Reply guida rivoluzione silenziosa nel biological computing con ricerca d’avanguardia

Indice dei Contenuti:
Reply e Università degli Studi di Milano avviano una ricerca sperimentale sul biological computing
Neuroni viventi e calcolo del futuro
La collaborazione tra Reply e l’Università degli Studi di Milano porta nei laboratori milanesi una piattaforma di calcolo basata su neuroni umani viventi, progettata dalla biotech australiana Cortical Labs. Il sistema, denominato CL1, integra circa 800.000 neuroni umani con un’infrastruttura software che trasforma stimoli digitali in impulsi elettrici e viceversa, consentendo di osservare in tempo reale come una rete biologica apprende ed elabora informazioni.
Il progetto coinvolge il Dipartimento di Fisiopatologia Medico-Chirurgica e dei Trapianti dell’Ateneo, il Centro Dino Ferrari dell’Università degli Studi di Milano e del Policlinico di Milano, in un’alleanza tra neuroscienze, informatica e ingegneria. L’obiettivo è misurare potenzialità e limiti di questi sistemi, verificando robustezza sperimentale, riproducibilità dei risultati e stabilità nel tempo delle colture neuronali in ambiente computazionale controllato.
Le reti di Cortical Labs hanno già dimostrato di poter imparare a giocare a Pong in pochi minuti, con una quantità di esempi molto inferiore rispetto alle classiche architetture di intelligenza artificiale. Questo rende CL1 un banco di prova strategico per comprendere in che modo l’intelligenza biologica possa affrontare compiti complessi con strategie di apprendimento e consumo energetico radicalmente diverse da quelle del calcolo al silicio.
Nuovi paradigmi per l’intelligenza ibrida
Dal lato industriale, il CTO di Reply Filippo Rizzante inquadra il programma come un investimento su paradigmi di calcolo emergenti: un’area in cui sperimentare applicazioni potenziali per organizzazioni e imprese, dai modelli previsionali ai sistemi decisionali adattivi. L’interesse riguarda soprattutto problemi dove plasticità, adattamento continuo e gestione efficiente delle risorse possono offrire un vantaggio competitivo rispetto ai modelli attuali.
Per la comunità accademica, la professoressa Stefania Corti, ordinaria di Neurologia e direttrice dell’Unità Malattie Neuromuscolari e Rare del Policlinico di Milano, evidenzia come l’integrazione tra neuroni attivi e piattaforme digitali apra una nuova via per studiare plasticità sinaptica, memorizzazione e riorganizzazione delle reti. Il progetto rende possibile testare, in modo quantitativo, teorie su apprendimento e adattamento che finora erano verificate solo in modelli animali o simulazioni al computer.
La ricercatrice Linda Ottoboni sottolinea la natura fortemente interdisciplinare dell’iniziativa: l’unione tra expertise neuroscientifica e strumenti di calcolo avanzato permette di analizzare come reti viventi sviluppino strategie, generalizzino informazioni e reagiscano a stimoli inattesi. Questa convergenza tra biologia e digitale viene considerata un passaggio cruciale anche per comprendere differenze strutturali tra reti artificiali e reti umane nella gestione dell’incertezza e del rumore.
Efficienza energetica e prospettive applicative
Il professor Carlo Capelli, ordinario di Fisiologia presso l’Università degli Studi di Milano, evidenzia come CL1 consenta di indagare dinamiche fisiologiche delle reti neuronali in condizioni difficilmente replicabili in vivo. Monitorare l’attività elettrica di migliaia di neuroni collegati a un sistema software offre dati preziosi su come le cellule nervose codifichino, filtrino e integrino segnali complessi a livello cellulare e di rete.
Il professor Alberto Minetti, specialista in Fisiologia e Biomeccanica, pone l’accento sull’efficienza energetica: alcuni esperimenti suggeriscono che reti relativamente piccole di neuroni biologici possano risolvere compiti di equilibrio dinamico utilizzando una frazione dell’energia richiesta dai processori convenzionali. Questo scenario alimenta l’ipotesi di futuri sistemi ibridi, in cui moduli biologici altamente efficienti si combinano con circuiti al silicio per problemi specifici ad alta intensità di calcolo.
Gli esperti coinvolti concordano sul fatto che il nuovo filone non sostituirà il calcolo tradizionale, ma funzionerà come laboratorio per testare ipotesi su apprendimento, resilienza e costo energetico della computazione. In prospettiva, i risultati potrebbero confluire in architetture neuromorfiche più ispirate alla biologia, in protocolli sperimentali per le neuroscienze e in strumenti di analisi decisionale destinati a settori come sanità, manifattura avanzata e logistica.
FAQ
D: Che cos’è CL1?
R: È una piattaforma di calcolo sperimentale di Cortical Labs che utilizza neuroni umani viventi integrati con software per studiare apprendimento e risposta agli stimoli.
D: Chi partecipa al progetto?
R: Collaborano Reply, l’Università degli Studi di Milano, il Dipartimento di Fisiopatologia Medico-Chirurgica e dei Trapianti e il Centro Dino Ferrari del Policlinico di Milano.
D: Perché questo sistema è diverso dai computer tradizionali?
R: Utilizza reti di neuroni reali anziché transistor al silicio, permettendo di analizzare direttamente i meccanismi dell’intelligenza biologica.
D: Quali vantaggi offre rispetto all’intelligenza artificiale convenzionale?
R: Può apprendere alcuni compiti con meno esempi e potenzialmente con un consumo energetico molto inferiore, come mostrato dai test sul gioco Pong.
D: Quali sono le principali aree di ricerca?
R: Apprendimento, plasticità neurale, robustezza delle reti, stabilità nel tempo e confronto energetico con l’hardware tradizionale.
D: Ci sono possibili applicazioni industriali?
R: Sì, in prospettiva per sistemi decisionali adattivi, modelli previsionali e architetture ibride per compiti altamente complessi.
D: Quali sono i principali rischi o limiti?
R: Mancanza di standard consolidati, complessità nella gestione delle colture neuronali e necessità di protocolli etici e di sicurezza rigorosi.
D: Qual è la fonte giornalistica originale citata?
R: Le informazioni si basano su contenuti apparsi in articoli di cronaca tecnologica di testate italiane, tra cui quelli firmati da Bruno Ruffilli, Eleonora Chioda e Paola Arosio.




