Razzo cinese in rotta verso la Terra, mappe aggiornate delle aree a rischio

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Rientro incontrollato: cosa sappiamo davvero
Il detrito spaziale ZQ‑3 R/B, secondo stadio del razzo cinese Zhuque‑3 lanciato il 3 dicembre dalla startup LandSpace, è atteso per un rientro incontrollato in atmosfera venerdì 30 gennaio. L’oggetto, lungo circa 12 metri e con una massa stimata di 11 tonnellate, viene monitorato con attenzione dalle reti internazionali di sorveglianza spaziale, che aggiornano costantemente l’orbita e la finestra temporale di rientro. Il comportamento aerodinamico negli strati più alti dell’atmosfera resta però difficile da prevedere con precisione.
Il rientro incontrollato significa che non esiste una manovra programmata per guidare il secondo stadio verso un corridoio sicuro sopra l’oceano, pratica ormai consolidata per molti lanciatori occidentali. Le variazioni della densità atmosferica, influenzate anche dall’attività solare, possono modificare sensibilmente l’ora e il luogo di rientro. Gli esperti sottolineano che gran parte della struttura di ZQ‑3 R/B si disintegrerà per effetto del calore e delle sollecitazioni, ma alcuni frammenti più densi potrebbero raggiungere il suolo.
Le mappe di rischio attualmente diffuse indicano che le aree più esposte si trovano nelle fasce abitate comprese tra le medie latitudini nord e sud, dove l’orbita del secondo stadio transita più spesso. Tuttavia, la probabilità che un frammento colpisca una persona o un’infrastruttura è estremamente bassa, inferiore a quella di essere colpiti da un fulmine, secondo gli standard statistici più utilizzati nel settore aerospaziale.
Rischi per la popolazione e gestione dell’emergenza
Le autorità spaziali e di protezione civile dei Paesi potenzialmente interessati stanno ricevendo aggiornamenti regolari dalle agenzie di tracciamento, così da preparare eventuali comunicazioni al pubblico nelle ore immediatamente precedenti al rientro di ZQ‑3 R/B. In caso di traiettoria che sorvoli aree densamente popolate, verranno diffuse istruzioni semplici: restare al chiuso, evitare di toccare eventuali rottami e segnalare alle forze dell’ordine ogni oggetto sospetto trovato al suolo.
I frammenti che dovessero sopravvivere alla fase di disintegrazione ad alta quota avranno comunque una velocità ridotta grazie alla resistenza atmosferica, ma restano potenzialmente pericolosi per impatto e per la possibile presenza di residui di carburante o materiali tecnici. I protocolli standard prevedono l’intervento di squadre specializzate per la bonifica, coordinate con le autorità sanitarie e ambientali, in modo da evitare contaminazioni locali. L’esperienza maturata con precedenti rientri non controllati rappresenta una base operativa importante.
Molti governi europei, inclusa l’Italia, si affidano ai dati del programma spaziale dell’Unione Europea e alle informazioni condivise da ESA e EUSST, che mettono a disposizione previsioni affinate nelle ultime ore di volo. La comunicazione al pubblico sarà calibrata per evitare allarmismi, ma senza sottovalutare il dovere di trasparenza. Gli esperti invitano a diffidare da mappe virali e previsioni sensazionalistiche circolate sui social senza riferimento a fonti istituzionali verificate.
Corsa ai lanci privati e responsabilità nello spazio
Il rientro di ZQ‑3 R/B riapre il dibattito sulla responsabilità dei nuovi operatori privati nel settore spaziale, tra cui la cinese LandSpace, impegnata nello sviluppo di lanciatori di nuova generazione. La competizione globale con attori come SpaceX, Blue Origin e i principali gruppi europei spinge verso cicli di test sempre più rapidi, con rischio di aumentare lo spazio di manovra per eventi non completamente pianificati come i rientri incontrollati. Le normative internazionali, basate sul Trattato sullo Spazio Extra‑atmosferico del 1967, assegnano comunque la responsabilità finale allo Stato che autorizza il lancio.
Le linee guida di mitigazione dei detriti spaziali raccomandano ormai da anni il rientro controllato dei grandi stadi di razzo o la loro collocazione in orbite cimitero. Tuttavia, l’adozione effettiva di queste pratiche non è uniforme e dipende da costi, tecnologia disponibile e priorità strategiche dei singoli Paesi. Nel caso di Zhuque‑3, il secondo stadio non è stato programmato per un de‑orbiting mirato, riproponendo uno schema operativo che molte comunità scientifiche considerano superato alla luce dell’aumento esponenziale del traffico spaziale.
Il rientro di ZQ‑3 R/B alimenta anche il confronto geopolitico sulla trasparenza dei dati: una comunicazione più tempestiva dei parametri di volo permetterebbe a tutti gli utenti di accedere a previsioni omogenee, migliorando la fiducia pubblica. Organismi come ONU e UNOOSA stanno lavorando a raccomandazioni più stringenti, mentre cresce la pressione dell’opinione pubblica per regole chiare a tutela della sicurezza globale e della sostenibilità a lungo termine delle attività in orbita.
FAQ
D: Che cos’è ZQ‑3 R/B?
R: È il secondo stadio del razzo cinese Zhuque‑3, un detrito spaziale di circa 11 tonnellate in rientro incontrollato.
D: Quando è previsto il rientro in atmosfera?
R: La finestra stimata è venerdì 30 gennaio, ma l’orario esatto può variare nelle ultime ore per effetto della densità atmosferica.
D: Dove cadranno i frammenti?
R: Non è possibile indicare un punto preciso; le aree potenzialmente coinvolte sono nelle medie latitudini nord e sud sorvolate dall’orbita.
D: Qual è il rischio per le persone?
R: Estremamente basso: la maggior parte della struttura si disintegra e la probabilità di essere colpiti da un frammento è considerata trascurabile.
D: Cosa devo fare se vedo cadere un rottame?
R: Non toccarlo, allontanarsi e avvisare immediatamente forze dell’ordine o protezione civile locale.
D: Chi è responsabile in caso di danni?
R: In base ai trattati internazionali, la responsabilità ultima ricade sullo Stato che ha autorizzato il lancio, in questo caso la Cina.
D: Come vengono tracciati oggetti come ZQ‑3 R/B?
R: Con reti radar e telescopi gestiti da agenzie spaziali, forze armate e consorzi civili come ESA ed EUSST.
D: Qual è la fonte originale delle informazioni su questo rientro?
R: I dati derivano principalmente dalle comunicazioni ufficiali sulle missioni del razzo Zhuque‑3 e dagli avvisi diffusi dalla startup cinese LandSpace e dai sistemi internazionali di sorveglianza spaziale.




