Ray Ban Meta usati su due donne che ricevono umiliazioni indicibili sui social

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Occhiali smart e video rubati
Nel cuore di Londra, durante una pausa pranzo in un negozio, Dilara viene avvicinata da un uomo alto che le rivolge frasi ammiccanti sui suoi capelli rossi, tentando di ottenere il suo numero di telefono. La conversazione prosegue in ascensore, lei rifiuta con educazione e la situazione sembra chiudersi lì.
Solo più tardi scopre di essere stata ripresa di nascosto tramite occhiali smart Ray-Ban Meta, e che il video è stato caricato su TikTok, dove supera 1,3 milioni di visualizzazioni. Nel filmato compare chiaramente il suo numero di telefono, esponendola a centinaia di messaggi e chiamate indesiderate; è costretta a cambiarlo per proteggersi.
L’uomo dietro la telecamera aveva già pubblicato decine di contenuti simili, tutti realizzati senza consenso, trasformando interazioni quotidiane in “contenuti virali” monetizzabili. Le immagini di una donna reale diventano materiale da intrattenimento, commentato, giudicato, sessualizzato da sconosciuti. Per la giovane lavoratrice, la violazione non è solo digitale ma profonda: la perdita di controllo sul proprio corpo e sulla propria identità, resa improvvisamente pubblica senza alcun filtro.
Spiaggia, social e umiliazione
Sulla costa del West Sussex, in una giornata apparentemente normale, la 56enne Kim viene avvicinata da un uomo che indossa smart glasses Meta mentre è in bikini sulla spiaggia. Lui la lusinga con complimenti sul suo aspetto e avvia una conversazione informale, senza far intuire in alcun modo che sta registrando ogni istante.
Il video finisce poi su TikTok e ottiene quasi 7 milioni di visualizzazioni: Kim ne viene a conoscenza solo alle 5 del mattino, quando il figlio, allarmato dai messaggi degli amici, la chiama per avvertirla che è diventata virale. In poche ore, sconosciuti iniziano a contattarla con richieste sessuali esplicite, domande su presunti profili OnlyFans e offerte di denaro per vedere immagini intime.
Il modello che emerge dalle testimonianze raccolte da BBC è chiaro: uomini adulti usano occhiali smart e piattaforme video per registrare interazioni con donne in contesti pubblici, presentandole come “lezioni pratiche” su come approcciare. In cambio di abbonamenti ai canali, dispensano consigli e tecniche, mentre le protagoniste inconsapevoli diventano materiale didattico e bersaglio di insulti, commenti offensivi e minacce sessuali.
Vuoti di legge e responsabilità
Le storie di Dilara, Kim e di altre donne che hanno contattato BBC evidenziano un vuoto normativo nel Regno Unito: non esiste una legge specifica che vieti a qualcuno di filmare persone in un luogo pubblico senza ottenere il loro consenso. Di conseguenza, chi registra e pubblica questi contenuti difficilmente può essere perseguito, anche quando la diffusione comporta gravi danni alla vita privata e alla sicurezza delle vittime.
Nel caso di Dilara, dopo la segnalazione, TikTok le ha comunicato di non aver individuato inizialmente violazioni delle proprie linee guida. Solo in seguito, a causa del volume di insulti e molestie tra i commenti, il video è stato rimosso per “bullismo e molestie”. La giovane ha sintetizzato il senso di impotenza con parole dure: non è accettabile che altri possano filmare, sfruttare, sessualizzare e monetizzare il corpo altrui senza permesso, riducendo una persona a semplice contenuto.
Intanto, secondo i dati di EssilorLuxottica, oltre 2 milioni di paia di occhiali smart in collaborazione con Meta sono stati venduti tra ottobre 2023 e febbraio 2025. L’azienda guidata da Mark Zuckerberg sottolinea la presenza di una spia rossa per segnalare la registrazione, ma le inchieste di BBC mostrano come la luce possa essere coperta o disattivata, rendendo difficile per chiunque capire se sia in corso una ripresa.
FAQ
D: Perché queste registrazioni con occhiali smart sono così problematiche?
R: Perché trasformano momenti quotidiani in contenuti virali senza consenso, esponendo le persone a molestie, violazione della privacy e sfruttamento dell’immagine.
D: Quali dispositivi sono coinvolti nei casi descritti?
R: Vengono citati soprattutto gli smart glasses Ray-Ban Meta, capaci di registrare video in modo discreto e di condividerli rapidamente sui social.
D: Che ruolo ha avuto TikTok nella diffusione dei video?
R: I video sono stati pubblicati su TikTok, dove hanno accumulato milioni di visualizzazioni prima della rimozione, amplificando insulti, sessualizzazione e contatti indesiderati verso le vittime.
D: Le persone che filmano possono essere denunciate nel Regno Unito?
R: In genere no, perché manca una legge specifica che vieti di filmare in spazi pubblici senza consenso, salvo casi che rientrino in altre fattispecie di reato, come stalking o minacce.
D: Cosa ha dichiarato Meta sulla sicurezza degli occhiali smart?
R: Meta evidenzia la presenza di una spia luminosa che indica quando il dispositivo registra, ma questa può essere facilmente coperta o disattivata, riducendone l’efficacia come strumento di trasparenza.
D: Chi guadagna da questi contenuti virali?
R: I creatori dei video, spesso uomini adulti, costruiscono audience e abbonamenti sui social, monetizzando l’esposizione non consensuale di altre persone.
D: Come hanno reagito le piattaforme ai casi di Dilara e Kim?
R: Inizialmente con risposte lente o minimizzanti; solo dopo numerose segnalazioni e la mole di commenti offensivi, i contenuti sono stati rimossi per violazione delle policy su bullismo e molestie.
D: Qual è la fonte giornalistica che ha reso note queste storie?
R: Le vicende di Dilara, Kim e delle altre donne sono state documentate da un’inchiesta della BBC, da cui proviene il resoconto originale.




