Rai rilancia il servizio pubblico e scommette davvero su giovani e digitale

Indice dei Contenuti:
Rai, ad Rossi: “Siamo modello di servizio pubblico, ora puntiamo su giovani e digitale”
Servizio pubblico e identità nazionale
Per l’amministratore delegato Giampaolo Rossi, la Rai resta uno dei pilastri del servizio pubblico europeo, chiamato a garantire coesione sociale in una fase di forte turbolenza tecnologica e di mercato. L’azienda si pone come presidio editoriale stabile in un ecosistema dominato da piattaforme globali, mantenendo una missione fondata su accesso universale, pluralismo e responsabilità verso i cittadini-contribuenti.
Nel dialogo con il giornalista Mario Ajello de Il Messaggero, durante l’evento organizzato da Spes Academy sul futuro del servizio pubblico, l’ad ha sottolineato come il broadcaster pubblico continui a raccontare il Paese, le sue trasformazioni sociali, territoriali e culturali. La narrazione dell’Italia, secondo Rossi, non è un corollario editoriale, ma il cuore della funzione di interesse generale affidata all’azienda di viale Mazzini.
La forza dell’industria audiovisiva nazionale, ha ribadito, sarebbe impensabile senza il ruolo di committenza e di investimento garantito dalla struttura pubblica. Grazie alle risorse derivanti dal canone e alle produzioni interne ed esterne, la società sostiene filiere creative, occupazione qualificata e un indotto diffuso in numerose regioni. In questo quadro, la responsabilità editoriale si intreccia con una precisa responsabilità industriale e culturale.
Fiction, informazione e sfida digitale
Rossi rivendica che la Rai alimenti e valorizzi talenti, autori, registi e maestranze, contribuendo a rendere la fiction italiana riconoscibile e competitiva sui mercati internazionali. Le serie e i prodotti originali made in Italy vengono indicati come un biglietto da visita del Paese, capaci di raccontare contemporaneità, radici e identità con linguaggi e formati accessibili anche al pubblico globale.
Sul versante dell’informazione, la direzione è quella di un’offerta plurale, capillare e verificata, radicata nei territori e attenta al controllo delle fonti. La rete di redazioni e corrispondenti, nazionali e internazionali, viene descritta come uno strumento essenziale per assicurare un’informazione di servizio, tempestiva e indipendente, nel rispetto delle regole deontologiche e delle norme di vigilanza.
La trasformazione più profonda passa però per la dimensione digitale. La piattaforma RaiPlay è indicata come architrave della strategia futura: una “media company” integrata che supera la logica del solo broadcasting lineare, con un catalogo di titoli dichiarato più ampio rispetto a quello della britannica Bbc. L’obiettivo esplicito è intercettare i consumi delle generazioni più giovani, che non abbandonano i contenuti televisivi, ma li cercano on demand, su schermi multipli e in modalità personalizzate, con inevitabili impatti sul mercato pubblicitario.
Lavoro interno, governance e prospettive
Nella visione delineata dall’amministratore delegato, l’innovazione tecnologica non è un semplice supporto neutro ma un fattore che ridisegna gerarchie, linguaggi e modelli industriali. La sfida consiste nel governare questo cambiamento salvaguardando il ruolo pubblico, la qualità editoriale e la sostenibilità economica, evitando che l’algoritmo sostituisca l’assunzione di responsabilità editoriale.
Sul piano interno, l’attenzione si è concentrata sul rinnovo contrattuale degli oltre 9.000 dipendenti, considerato un passaggio dovuto verso chi rappresenta il motore operativo dell’azienda. Rossi rivendica un processo condotto con chiarezza di tempi, confronto strutturato con le organizzazioni sindacali e riconoscimento delle competenze necessarie a sostenere la transizione digitale, dalla produzione alla distribuzione multipiattaforma.
La prospettiva è quella di un servizio pubblico capace di coniugare tradizione e sperimentazione, con investimenti mirati su piattaforme, data analysis, archivi digitali e nuovi format per target under 35. Il perimetro editoriale resta ancorato a rigore delle fonti, tutela del pluralismo, trasparenza nell’uso delle risorse pubbliche e rendicontazione verso cittadini, istituzioni e organismi di controllo, in linea con i principi di affidabilità richiesti oggi agli editori di riferimento.
FAQ
D: Qual è la missione principale della Rai secondo Giampaolo Rossi?
R: Garantire un servizio pubblico che racconti l’Italia, sostenendo identità nazionale, coesione sociale e industria audiovisiva.
D: Perché la Rai viene considerata fondamentale per l’audiovisivo italiano?
R: Perché, grazie alle risorse pubbliche, finanzia produzioni, talenti e filiere creative che altrimenti avrebbero minori possibilità di sviluppo.
D: Che ruolo ha RaiPlay nella strategia futura?
R: È la piattaforma centrale della trasformazione digitale, dedicata a distribuire contenuti on demand e a intercettare pubblici più giovani.
D: In che modo la tecnologia influenza il lavoro dei media secondo Rossi?
R: Cambia parametri, linguaggi e modelli industriali, rendendo necessario ripensare processi produttivi e responsabilità editoriali.
D: Come viene descritta l’offerta informativa della Rai?
R: Plurale, capillare e autorevole, con forte presidio sul territorio e attenzione alla verifica delle fonti.
D: Qual è il significato del rinnovo dei contratti interni?
R: Rappresenta un atto di responsabilità verso i lavoratori, essenziali per sostenere la trasformazione tecnologica e organizzativa.
D: I giovani guardano ancora contenuti Rai?
R: Sì, ma prevalentemente tramite piattaforme digitali e modalità on demand, non solo attraverso la tv lineare tradizionale.
D: Qual è la fonte giornalistica originale delle dichiarazioni di Rossi?
R: L’intervista rilasciata a Mario Ajello per Il Messaggero durante l’evento di Spes Academy dedicato al servizio pubblico.




