Rai, minacce shock alla giornalista a Crans-Montana: il retroscena che nessuno ha osato raccontare
Indice dei Contenuti:
Clima teso e richieste di responsabilità
Crans-Montana vive da due settimane un clima di forte tensione dopo la tragedia avvenuta nel locale Le Constellation, dove sono morti 40 giovani e oltre 100 sono rimasti gravemente feriti. La comunità chiede responsabilità chiare e risposte rapide su una strage che, secondo molti, si sarebbe potuta evitare con controlli adeguati e vigilanza effettiva. Le vittime, oltre 150 giovanissimi coinvolti in una vera trappola mortale, alimentano l’urgenza di accertare omissioni e negligenze.
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Uno dei due coniugi che gestiscono il locale, ora sotto sequestro, è in carcere, mentre l’inchiesta procede per ricostruire il concorso di eventuali altri attori. Al momento, oltre ai due indagati, non risultano ulteriori iscrizioni nel registro della procura, ma l’attenzione resta puntata da subito anche sul Comune di Crans-Montana. I vertici amministrativi hanno ammesso che da cinque anni mancavano i controlli sulla struttura, un vuoto ispettivo che potrebbe avere inciso in modo determinante.
L’inerzia di lungo periodo e l’assenza di verifiche documentate sollevano interrogativi su procedure, responsabilità interne e catene decisionali. La combinazione di gestione privata sotto indagine e vigilanza pubblica carente delinea uno scenario critico, su cui la magistratura è chiamata a intervenire con priorità e trasparenza per escludere ogni forma di impunità.
Ostacoli alla stampa e minacce alla giornalista Rai
L’attività dei cronisti sul campo incontra resistenze crescenti a Crans-Montana, con episodi che ostacolano l’accesso alle fonti e la raccolta di testimonianze. La giornalista del Tg2 Silvia Squizzato è stata fermata dalle forze di polizia locali mentre tentava di rivolgere domande al sindaco Nicolas Féraud. Un cordone di sicurezza ha impedito qualsiasi contatto diretto, bloccando l’intervista in modo sistematico.
Alcuni funzionari del Comune hanno rivolto all’inviata un avvertimento perentorio, invitandola a non avvicinarsi al primo cittadino neppure in luoghi pubblici. La frase «se vi avvicinate a lui, sarà a vostro rischio e pericolo» è stata riferita come monito intimidatorio, incompatibile con il regolare esercizio del diritto di cronaca e con gli standard europei di trasparenza.
Non si tratta di un caso isolato: nei giorni precedenti altri inviati Rai sarebbero stati allontanati con modalità aggressive da persone ritenute vicine ai coniugi che gestivano Le Constellation. In un episodio i giornalisti sono stati bagnati con una pompa dell’acqua, in un altro accerchiati a bordo dell’auto, con chiari profili di intimidazione.
Reazioni istituzionali e appelli alla libertà di informazione
Il sindacato Unirai-Figec ha condannato le intimidazioni come un attacco al libero esercizio della professione, chiedendo il pieno rispetto del diritto di cronaca a Crans-Montana. La richiesta è di garantire condizioni operative sicure per i cronisti e di tutelare l’accesso alle fonti, indispensabile per far luce sulle responsabilità del rogo di Capodanno.
Nel comunicato si esprime solidarietà a Silvia Squizzato e si sollecita un cambio di passo nelle relazioni tra istituzioni locali e stampa, con procedure chiare per interviste e aree di accesso. L’appello è rivolto anche alle autorità di pubblica sicurezza affinché cessino prassi ostruzionistiche e venga rispettata la normativa sulla libertà di informazione.
All’iniziativa sindacale si aggiunge l’intervento dell’ambasciatore italiano, che ha chiesto maggior rispetto e protezione per gli inviati Rai. Le sollecitazioni convergono su un punto: assicurare trasparenza amministrativa e cooperazione istituzionale, evitando zone d’ombra che possano ostacolare l’accertamento dei fatti e la corretta informazione dell’opinione pubblica.
FAQ
- Qual è il contesto dell’inchiesta a Crans-Montana?
Indagine su responsabilità pubbliche e private dopo la strage nel locale Le Constellation, con verifiche su controlli mancanti e gestione. - Chi è la giornalista coinvolta negli episodi di intimidazione?
Silvia Squizzato, inviata del Tg2, bloccata mentre tentava di intervistare il sindaco Nicolas Féraud. - Che posizione ha assunto il sindacato Unirai-Figec?
Denuncia minacce alla libertà di stampa, esprime solidarietà e chiede rispetto del diritto di informazione. - Ci sono stati altri episodi contro i media?
Sì, inviati Rai riferiscono di allontanamenti aggressivi, spruzzi d’acqua e accerchiamenti in auto. - Qual è il ruolo delle autorità locali?
Richieste di trasparenza e cooperazione; ammessi cinque anni senza controlli sulla struttura interessata. - Che interventi diplomatici sono stati avviati?
L’ambasciatore italiano ha chiesto garanzie di sicurezza e rispetto per i cronisti presenti a Crans-Montana. - Qual è la fonte giornalistica citata?
Dichiarazioni e denunce riportate dal sindacato Unirai-Figec, indicate come riferimento informativo.




