Psichiatra contesta allontanamento della madre dalla casa famiglia: nessun rischio reale, solo minaccia presunta

Un bambino Trevallion rifiuta il cibo nella casa famiglia di Vasto
Uno dei bambini Trevallion, affidati alla casa famiglia di Vasto (Chieti) dal 20 novembre, ha iniziato a rifiutare il cibo perché lontano dalla madre Catherine.
Il minore, secondo fonti vicine al nucleo, avrebbe collegato il digiuno all’assenza della mamma, allontanata venerdì scorso in base a un provvedimento del Tribunale per i minorenni dell’Aquila.
La vicenda riguarda i cosiddetti “bimbi della famiglia nel bosco”, già al centro di un intenso dibattito pubblico.
Oggi la Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza Marina Terragni ha visitato la struttura di Vasto per verificare condizioni, tutele e impatto psicologico del collocamento.
L’obiettivo delle istituzioni è contemperare la protezione dei minori con il diritto alla continuità affettiva, mentre cresce la preoccupazione per i possibili traumi legati alla separazione familiare.
In sintesi:
- Uno dei bambini Trevallion in casa famiglia a Vasto rifiuta il cibo senza la madre.
- Catherine è stata allontanata dai figli dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila.
- La Garante Marina Terragni visita la struttura e denuncia rischi di traumi duraturi.
- Sotto esame formazione, strumenti e gestione dei servizi sociali nel caso Trevallion.
Le parole della Garante e le criticità dei servizi sociali
Durante la visita alla casa famiglia di Vasto, Marina Terragni ha chiesto una soluzione rapida, centrata sul benessere emotivo dei minori.
“Mi auguro che questa storia possa risolversi velocemente, con il minor danno possibile per i piccoli”, ha dichiarato, spiegando di presentarsi “come se fossi una bambina che rappresenta l’interesse dei bambini”.
La Garante ha evitato uno scontro frontale con gli operatori sociali, ma ha evidenziato una falla strutturale: “Non voglio assolutamente dare la croce agli assistenti sociali, ma sicuramente esiste un problema di formazione”.
Secondo Terragni, i servizi territoriali si trovano spesso ad affrontare situazioni altamente sensibili senza strumenti adeguati, inclusi competenze su differenze linguistiche e culturali, centrali nel caso della famiglia Trevallion.
In presenza di un “gap linguistico e culturale”, ha sottolineato, lo Stato dovrebbe adattarsi alla famiglia, anche cambiando assistente sociale quando la relazione diventa insostenibile.
Terragni ha richiamato il consenso degli esperti: “Come usciranno i bimbi quando usciranno da qui? Traumatizzati, ma non lo dico io, lo dicono i luminari della psichiatria di questo Paese”.
Traumi, fiducia istituzionale e prossime mosse sul caso Trevallion
Il rifiuto del cibo da parte di uno dei piccoli Trevallion conferma la fragilità emotiva dei minori esposti a separazioni improvvise.
La previsione di esiti traumatici, richiamata dalla Garante Marina Terragni, impone una verifica rigorosa di ogni scelta giudiziaria e socio-assistenziale.
Nei prossimi giorni saranno cruciali l’ascolto specialistico dei bambini, la valutazione psicologica indipendente e un eventuale riassetto del progetto educativo in casa famiglia.
Al centro, la necessità di ridurre al minimo la rottura con la madre Catherine, garantendo al contempo sicurezza, continuità relazionale e rispetto delle decisioni del Tribunale per i minorenni dell’Aquila.
Il caso potrà diventare un banco di prova nazionale per ridefinire protocolli, formazione e responsabilità dei servizi sociali nei procedimenti di allontanamento dei minori.
FAQ
Perché uno dei bambini Trevallion rifiuta di mangiare?
Il rifiuto del cibo è legato all’assenza della madre Catherine, allontanata dai figli dopo il provvedimento del Tribunale per i minorenni dell’Aquila.
Dove si trovano attualmente i bambini della famiglia Trevallion?
I minori si trovano in una casa famiglia di Vasto, in provincia di Chieti, dove sono ospitati dal 20 novembre scorso.
Qual è il ruolo della Garante Marina Terragni nel caso Trevallion?
Marina Terragni monitora il rispetto dei diritti dei minori, sollecita soluzioni meno traumatiche e segnala criticità di formazione nei servizi sociali coinvolti.
Perché si parla di traumi psicologici per i bambini nel bosco?
Si parla di traumi perché la separazione improvvisa dalla madre e la permanenza in struttura possono generare danni emotivi, come indicato da psichiatri e specialisti.
Quali sono le fonti utilizzate per questo articolo sul caso Trevallion?
L’articolo deriva da una elaborazione congiunta di contenuti Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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