Prosciutto cotto sotto esame: Berrino solleva preoccupazioni su nitriti, nitrati e l’importanza delle verdure.

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Il prosciutto cotto è cancerogeno? Berrino mette i puntini sulle ‘i’: “Il problema principale sono nitriti e nitrati. I salumi vanno sempre accompagnati da tante verdure”
Prosciutto cotto e rischio tumori
Il consumo di prosciutto cotto rientra nel capitolo dei salumi e viene valutato, sul piano oncologico, alla luce della presenza di conservanti a base di nitriti e nitrati. Per gli esperti di epidemiologia nutrizionale, come il medico oncologo Franco Berrino, il nodo non è il singolo prodotto, ma l’esposizione abituale e cumulativa a queste sostanze nella dieta quotidiana.
Le agenzie internazionali, tra cui Iarc e Oms, classificano le carni trasformate come cancerogene per l’uomo, con un’associazione più netta per il tumore del colon-retto. Il prosciutto cotto, pur percepito come “leggero” rispetto ad altri insaccati, appartiene alla stessa categoria regolatoria quando contiene additivi nitriti e nitrati.
Il rischio non è legato al consumo occasionale, ma a un modello alimentare che include salumi più volte alla settimana, fin dall’infanzia. La cottura industriale e la lunga conservazione possono favorire la formazione di nitrosammine, composti ritenuti cancerogeni, soprattutto in assenza di un adeguato apporto di alimenti vegetali protettivi.
Nitriti, nitrati e come limitarli
Secondo Berrino, il problema principale dei salumi non è il grasso in sé, ma la combinazione di carne processata, sale e conservanti. I nitriti (E249, E250) e i nitrati (E251, E252) vengono aggiunti per prevenire la proliferazione batterica e stabilizzare colore e aroma, ma possono generare composti tossici durante la digestione.
Un approccio prudente prevede di scegliere, quando possibile, prodotti senza nitriti e nitrati aggiunti, leggere con attenzione le etichette e ridurre le porzioni e la frequenza di consumo. Le linee guida di molte società scientifiche suggeriscono di considerare i salumi come alimento “da eccezione” e non da routine.
Sostituire una parte dei secondi piatti a base di carne trasformata con legumi, pesce e carni fresche poco lavorate consente di abbattere l’esposizione complessiva. Anche il minore apporto di sale contribuisce al contenimento del rischio cardiovascolare, spesso associato al rischio oncologico nella stessa persona.
Perché abbinarli sempre alle verdure
Il consiglio di accompagnare salumi e prosciutto cotto con abbondanti verdure si basa su meccanismi biochimici precisi. Le verdure fresche, in particolare quelle ricche di vitamina C, polifenoli e fibre, possono ridurre la formazione di nitrosammine a livello gastrico e intestinale, modulando la risposta infiammatoria e ossidativa.
Per Berrino, un piatto che include insalata, verdure crude di stagione, cavoli o ortaggi colorati rappresenta una sorta di “controparte protettiva” rispetto alle componenti più problematiche dei salumi. L’effetto non annulla il rischio legato a consumi elevati e continui, ma contribuisce a limitarne l’impatto biologico.
Sul piano pratico, questo significa evitare panini solo con prosciutto cotto, preferendo pasti in cui la quota animale è ridotta e circondata da vegetali, cereali integrali e legumi. L’insieme del pattern alimentare, più che il singolo alimento, determina il profilo di rischio a lungo termine.
FAQ
D: Il prosciutto cotto è classificato come cancerogeno?
R: Rientra nella categoria delle carni trasformate, che Iarc ha classificato come cancerogene per l’uomo quando consumate con regolarità.
D: Il rischio riguarda anche il consumo saltuario?
R: Il maggior rischio emerge con un consumo frequente e abituale; l’assunzione occasionale ha un impatto molto più contenuto sul rischio globale.
D: Perché nitriti e nitrati sono considerati problematici?
R: Perché possono trasformarsi in nitrosammine, composti ritenuti cancerogeni, soprattutto in condizioni digestive favorevoli alla loro formazione.
D: Come posso ridurre l’esposizione a questi conservanti?
R: Limitando la quantità di salumi, scegliendo prodotti senza nitriti e nitrati aggiunti e variando le fonti proteiche nella settimana.
D: Le verdure aiutano davvero a contrastare gli effetti dei salumi?
R: Sì, l’abbondanza di vitamina C, antiossidanti e fibre nelle verdure può ridurre la formazione di composti nocivi e migliorare la salute intestinale.
D: I bambini possono mangiare prosciutto cotto?
R: Può essere consumato solo saltuariamente, privilegiando alimenti freschi e minimamente processati in un contesto di dieta varia.
D: Esistono alternative più sicure per i panini?
R: Sì, ad esempio hummus, legumi schiacciati, formaggi freschi magri, uova e verdure grigliate, ruotando spesso le farciture.
D: Qual è la fonte giornalistica originale citata dagli esperti?
R: Le posizioni attribuite a Franco Berrino sono state riprese e discusse in articoli di cronaca sanitaria pubblicati da Adnkronos e altre testate italiane specializzate.




