Prevenzione incendi Ticino svolta storica dopo la tragedia di Crans-Montana cosa cambia davvero per tutti

Indice dei Contenuti:
## Nuove misure cantonali per la sicurezza nei locali pubblici
Canton Ticino accelera sulla prevenzione incendi nei locali pubblici dopo la tragedia di Crans-Montana, trasformando lo shock in un piano operativo vincolante per il settore della ristorazione e dell’intrattenimento. Le autorità cantonali hanno annunciato un pacchetto di misure che punta a ridurre in modo drastico il rischio di incidenti al chiuso legati a fuochi e fumo.
Al centro dell’intervento del consigliere di Stato Claudio Zali c’è l’introduzione di un divieto netto dell’uso di materiale pirotecnico in spazi interni: niente più fuochi d’artificio, effetti scenici con fiamme o dispositivi similari in discoteche, bar, ristoranti e club. A questo si affianca un aumento programmato della frequenza delle ispezioni, con verifiche più ravvicinate sul rispetto delle norme antincendio già in vigore.
Il nuovo quadro prevede inoltre sanzioni più pesanti per chi non si adegua, con l’obiettivo di rendere sconveniente qualsiasi deroga alle regole di sicurezza. L’indirizzo politico è chiaro: responsabilità immediata, controlli sistematici e tolleranza zero verso comportamenti che possano mettere a rischio clienti e personale. Le modifiche, secondo l’impegno pubblico di Zali, dovranno tradursi in disposizioni concrete nell’arco di poche settimane, imponendo agli esercenti un rapido adeguamento delle proprie pratiche operative.
## Il ruolo di GastroTicino tra formazione e sensibilizzazione
Prima ancora che il Canton Ticino annunciasse il giro di vite, GastroTicino aveva già richiamato i propri associati alla prudenza, inviando una circolare il 7 gennaio con indicazioni puntuali sulla sicurezza antincendio nei locali pubblici. Il messaggio agli esercenti è stato immediato e senza ambiguità: stop a qualsiasi tipo di fuoco aperto all’interno di ristoranti, bar, club e discoteche, incluse le candele scintillanti utilizzate spesso per festeggiamenti ai tavoli.
Il direttore Gabriele Beltrami ha spiegato come l’associazione abbia scelto di agire rapidamente, ricordando agli affiliati una vera e propria checklist operativa: formazione del personale, verifica delle vie di fuga, controllo della segnaletica e valutazione delle procedure in caso di emergenza. In Ticino la formazione dei ristoratori è obbligatoria e legata a un esame, elemento che non è previsto allo stesso modo in tutti i cantoni svizzeri, come dimostra il caso del Vallese, dove l’addestramento non è vincolante.
Accanto ai richiami formali, GastroTicino ha organizzato corsi specifici di gestione degli incendi, strutturati in due mezze giornate, destinati non solo ai titolari ma anche al personale in sala e dietro il bancone. L’iniziativa è stata messa in forte evidenza sul sito dell’associazione, con grafiche d’allerta pensate per non passare inosservate e una data precisa, il 5 febbraio, per offrire un aggiornamento tecnico mirato a chi lavora quotidianamente a contatto con il pubblico.
## Controlli, sanzioni e reazioni dei gestori ticinesi
Il rafforzamento dei controlli in Ticino non nasce solo dallo choc per quanto avvenuto a Crans-Montana. Già prima dei fatti di Capodanno, le autorità cantonali e GastroTicino avevano concordato una verifica sistematica dei locali su tutto il territorio, con sopralluoghi mirati alla sicurezza antincendio e alla gestione delle emergenze.
Nel giugno 2023 è stata modificata la legge sugli esercizi pubblici: ogni ristorante, bar o club ha tre anni di tempo, fino al 15 giugno 2026, per rinnovare l’autorizzazione del locale. Il rilascio del permesso dipende dall’idoneità degli spazi, certificata dal Comune tramite ispezioni su vie di fuga, materiali utilizzati e eventuali modifiche strutturali non dichiarate.
La normativa Lear prevede un solo esito per chi viola le prescrizioni: la chiusura dell’esercizio. Una sanzione unica e particolarmente pesante, pensata come deterrente contro ogni tentativo di eludere regole e controlli. Sul campo, però, i gestori che rispettano le norme non mostrano ostilità. Paolo Franzi, co-proprietario dell’Underground disco club di Lugano, sottolinea che verifiche più frequenti non incidono sull’attività se gli impianti sono a norma e testati. Per la clientela, osserva Beltrami, la consapevolezza di controlli serrati rappresenta un fattore di fiducia aggiuntivo.
FAQ
- Quali sono le principali misure adottate dal Canton Ticino dopo la tragedia di Crans-Montana?
Le autorità ticinesi hanno annunciato il divieto di materiale pirotecnico nei locali chiusi, un aumento della frequenza dei controlli antincendio e sanzioni più severe per gli esercenti che non rispettano le norme di sicurezza. - Chi è il principale riferimento politico per il nuovo corso sulla prevenzione incendi in Ticino?
Il nuovo indirizzo è stato esplicitato dal consigliere di Stato Claudio Zali, che ha promesso di tradurre le misure in atti concreti nel giro di poche settimane. - Che ruolo ha avuto GastroTicino nella sensibilizzazione degli esercenti?
GastroTicino ha inviato una circolare agli affiliati già il 7 gennaio, raccomandando lo stop a ogni tipo di fuoco aperto al chiuso e richiamando una checklist di sicurezza su formazione, vie di fuga e procedure di emergenza. - La formazione in materia di sicurezza è obbligatoria per i ristoratori ticinesi?
Sì. In Ticino i ristoratori devono superare un esame obbligatorio, a differenza di altri cantoni come il Vallese, dove la formazione non è vincolante. - Entro quando i locali pubblici devono rinnovare l’autorizzazione in base alla legge ticinese?
Tutti gli esercizi pubblici devono rifare l’autorizzazione entro il 15 giugno 2026. Il Comune verifica idoneità dei locali, vie di fuga, materiali e assenza di modifiche strutturali non autorizzate. - Qual è la sanzione prevista dalla Lear per chi non rispetta le norme di sicurezza?
La Lear, legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione, prevede un’unica sanzione per le violazioni gravi: la chiusura del locale. - Qual è la fonte giornalistica delle informazioni sulle nuove misure in Ticino?
Le informazioni riportate derivano dai servizi della RSI, in particolare dagli approfondimenti de “il Quotidiano” e da un articolo firmato da SEIDISERA-Alain Melchionda, oltre al contributo di GastroTicino.




