Premi di produttività quasi esentasse fino a 5mila euro cambiano la busta paga di milioni di lavoratori

Indice dei Contenuti:
Premi di produttività: detassazione quasi totale fino a 5.000 euro
Flat tax all’1%: perché cambia la busta paga
La Manovra varata dal Governo porta la tassazione sulle somme collegate ai risultati aziendali a un livello simbolico, con un prelievo che diventa di fatto marginale per una larga platea di dipendenti. La misura riguarda le somme collegate a incrementi misurabili di performance e ai piani di partecipazione agli utili, con un tetto massimo fissato a 5.000 euro per ciascun anno.
La base normativa resta l’articolo 1, commi 182-189, della L. 208/2015, che aveva introdotto una tassazione sostitutiva del 10 per cento rispetto all’IRPEF e alle relative addizionali. Il legislatore è intervenuto prima riducendo l’aliquota al 5 per cento e ora comprimendola all’1 per cento, per rendere lo strumento più competitivo rispetto ad altre forme di remunerazione.
Il beneficio opera esclusivamente per i rapporti di lavoro subordinato e si applica su importi lordi erogati dal datore di lavoro, senza necessità di conguagli successivi da parte del lavoratore. In assenza di rinuncia formale, la detassazione viene riconosciuta direttamente in busta paga, con un impatto immediato sul netto mensile.
Requisiti, limiti e casi esclusi
Per accedere alla tassazione sostitutiva è necessario che il lavoratore non abbia percepito, nell’anno precedente, redditi da lavoro dipendente superiori a 80.000 euro. La soglia viene verificata dal datore di lavoro sulla base dei dati in proprio possesso e, in caso di più datori, può richiedere una specifica autodichiarazione da parte dell’interessato.
Le somme agevolate devono derivare da obiettivi di produttività, redditività, qualità, efficienza o innovazione, fissati in modo da risultare oggettivamente misurabili e verificabili secondo i criteri del decreto interministeriale del 25 marzo 2016 del Ministero del Lavoro e del Ministero dell’Economia. Senza indicatori chiari e documentabili, il premio rientra nel regime fiscale ordinario.
È inoltre indispensabile che i premi trovino fondamento in contratti aziendali o territoriali sottoscritti da organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative o dalle rappresentanze interne (RSA o RSU), regolarmente depositati presso il Ministero del Lavoro. Restano fuori dalla disciplina i classici bonus discrezionali e i cosiddetti fringe benefit, che seguono regole autonome e non richiedono accordi collettivi.
Gestione pratica, fringe benefit e scelta del lavoratore
La tassazione all’1 per cento viene applicata automaticamente dal datore di lavoro al momento dell’erogazione del premio, a condizione che siano stati rispettati i vincoli contrattuali e formali previsti dalla legge. Il lavoratore non deve presentare istanze o domande, salvo il caso in cui intenda rinunciare alla flat tax per optare per la tassazione ordinaria, scelta che va comunicata per iscritto.
La rinuncia può risultare conveniente, ad esempio, per chi dispone di ampie detrazioni o deduzioni in dichiarazione dei redditi che ridurrebbero l’aliquota media effettiva su quel reddito aggiuntivo al di sotto dell’1 per cento, evenienza comunque rara. L’opzione per il regime ordinario è individuale e non condiziona il trattamento fiscale degli altri colleghi.
Occorre tenere distinta questa disciplina da quella dei fringe benefit, ossia beni e servizi concessi in natura, che godono di una soglia di esenzione separata: fino a 1.000 euro, innalzata a 2.000 euro per i lavoratori con figli fiscalmente a carico. Premi di risultato e fringe benefit possono coesistere, massimizzando il vantaggio fiscale complessivo riconosciuto in busta paga.
FAQ
D: Qual è l’aliquota applicata ai premi di produttività nel biennio 2026-2027?
R: Per i premi di risultato e la partecipazione agli utili l’aliquota sostitutiva è fissata all’1 per cento entro il limite di 5.000 euro annui.
D: Qual è il tetto massimo detassabile per ciascun lavoratore?
R: Il limite complessivo di importi agevolati è pari a 5.000 euro lordi per anno, oltre i quali si applica il regime IRPEF ordinario.
D: Chi può beneficiare della flat tax sui premi?
R: I lavoratori dipendenti che, nell’anno precedente, non hanno superato 80.000 euro di reddito da lavoro subordinato.
D: È necessario presentare domanda per ottenere la tassazione all’1%?
R: No, l’applicazione è automatica in presenza dei requisiti; il lavoratore interviene solo se vuole rinunciare al regime agevolato.
D: I fringe benefit rientrano nella stessa disciplina dei premi di produttività?
R: No, hanno un proprio tetto di esenzione (1.000 o 2.000 euro) e non richiedono accordi aziendali o territoriali.
D: Quali atti definiscono gli obiettivi di produttività agevolabili?
R: Gli obiettivi devono rispettare i criteri fissati dal decreto interministeriale del 25 marzo 2016 di Ministero del Lavoro e MEF.
D: Qual è la norma di riferimento originaria per la detassazione?
R: La disciplina nasce con l’articolo 1, commi 182-189, della Legge 208/2015, che ha introdotto l’imposta sostitutiva sui premi di risultato.
D: Qual è la fonte giornalistica che ha diffuso per prima i dettagli operativi?
R: Le principali indicazioni applicative sono state riportate da Il Sole 24 Ore, che ha analizzato l’impatto della Manovra sui premi di produttività.




