Pregliasco svela Influenza K: farmaci davvero utili e tempi corretti

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Pregliasco: Influenza K, quali farmaci funzionano davvero e quando assumerli
Picco superato e rischi ancora sottovalutati
Secondo il virologo **Fabrizio Pregliasco**, l’ondata dell’infezione stagionale nota come K ha superato la fase di massimo impatto, ma la circolazione virale resta significativa con milioni di casi stimati in **Italia**. La fase discendente della curva non esclude nuove catene di contagio, favorite da freddo, umidità e ambienti chiusi, soprattutto in scuole, mezzi pubblici e luoghi di lavoro.
Il quadro clinico è spesso più impegnativo rispetto ad altre stagioni: febbre elevata e improvvisa, tosse persistente, dolori muscolari diffusi, mal di testa e marcata spossatezza possono durare diversi giorni, anche in adulti giovani e sani. Questo impatto si riflette su assenze lavorative, pressione sui pronto soccorso e aumento delle richieste di farmaci sintomatici.
Gli esperti di sanità pubblica sottolineano il ruolo della vaccinazione, in particolare per anziani, soggetti fragili e persone con patologie croniche, per ridurre il rischio di polmonite, riacutizzazioni respiratorie e complicanze cardiovascolari. La profilassi, unita alle misure igieniche di base (lavaggio mani, aerazione degli ambienti, mascherina in caso di sintomi), resta uno strumento chiave per contenere la coda epidemica e proteggere le fasce più vulnerabili.
Farmaci che funzionano davvero e quando usarli
Per la gestione dell’infezione K gli antivirali specifici di fascia C, prescrivibili solo dal medico, possono essere utili nei pazienti a rischio di complicanze o con sintomi molto intensi. Il nodo cruciale è il tempismo: vanno assunti il prima possibile, idealmente entro le prime 48 ore dall’esordio, per cinque giorni, due volte al giorno. Se l’inizio della terapia è tardivo, l’efficacia si riduce nettamente e i benefici diventano marginali.
Gli antibiotici, ricorda il professor **Pregliasco**, non sono indicati nella fase iniziale, perché l’origine è quasi sempre virale. Entrano in gioco solo dopo valutazione clinica, in presenza di sospetta sovrainfezione batterica: tosse che da secca diventa produttiva con catarro denso, peggioramento della febbre dopo un apparente miglioramento, dolore toracico o fiato corto. L’uso improprio favorisce resistenze batteriche e reazioni avverse inutili.
In automedicazione, i cardini restano antipiretici e antinfiammatori per contenere febbre e dolori, decongestionanti nasali per periodi limitati e sedativi o fluidificanti della tosse, scelti in base al tipo di sintomo e sempre rispettando dosi e controindicazioni. Riposo, idratazione abbondante ed evitare alcol e fumo sono parte integrante della terapia. Bambini, anziani, cardiopatici e pazienti con malattie croniche devono confrontarsi precocemente con il medico o il pediatra.
Nuovi strumenti di sorveglianza e informazione
Accanto alla gestione individuale dei casi, assume un ruolo centrale il monitoraggio dei virus respiratori. Lo storico **Osservatorio Influenza** si è evoluto nel nuovo **Osservatorio Virus Respiratori** (portale www.virusrespiratori.it), ampliando lo sguardo non solo alla K, ma anche a **Covid-19** e virus respiratorio sinciziale (RSV), oggi tra i principali protagonisti delle infezioni invernali in **Italia** ed in **Europa**.
L’obiettivo è offrire dati aggiornati, mappe di circolazione, approfondimenti scientifici e indicazioni pratiche per cittadini, medici di famiglia e decisori sanitari. Una comunicazione chiara e basata su evidenze, sottolinea **Pregliasco**, è essenziale per contrastare disinformazione, uso improprio dei farmaci e scetticismo vaccinale, con benefici diretti su ricoveri e mortalità.
La piattaforma promuove inoltre campagne di sensibilizzazione su vaccinazione anti-influenzale, anti-Covid e contro RSV nei soggetti eleggibili, insieme a raccomandazioni su mascherine, ventilazione degli ambienti e gestione corretta dei sintomi a domicilio. La sfida, per gli esperti di sanità pubblica, è trasformare le lezioni delle ultime stagioni epidemiche in comportamenti stabili e consapevoli, soprattutto nelle categorie più esposte come anziani, cronici e operatori sanitari.
FAQ
D: L’ondata di K è finita?
R: Secondo Fabrizio Pregliasco la fase di picco è superata, ma la circolazione continuerà ancora per alcune settimane, con una lenta discesa della curva.
D: Quando ha senso usare gli antivirali?
R: Solo su prescrizione medica, entro le prime 48 ore dall’esordio dei sintomi e per 5 giorni consecutivi, soprattutto nei pazienti fragili o con rischio di complicanze.
D: Perché gli antibiotici non vanno presi subito?
R: Perché la causa è virale e l’antibiotico non ha alcun effetto sui virus; si valuta solo se compaiono segni di sovrainfezione batterica.
D: Quali sintomi richiedono il consulto medico urgente?
R: Difficoltà respiratoria, dolore toracico, febbre alta persistente oltre 3-4 giorni, stato confusionale, peggioramento improvviso dopo un’apparente ripresa.
D: Cosa posso usare in automedicazione?
R: Antipiretici, antinfiammatori, prodotti per tosse e naso chiuso, seguendo foglietto illustrativo e chiedendo consiglio a medico o farmacista.
D: La vaccinazione è ancora utile a stagione iniziata?
R: Sì, soprattutto per anziani, cronici, immunodepressi e operatori sanitari, perché riduce rischio di forme gravi e ricovero.
D: Dove trovo dati aggiornati sui virus respiratori?
R: Sul sito dell’Osservatorio Virus Respiratori (www.virusrespiratori.it) e sui portali istituzionali di **Ministero della Salute** e **Istituto Superiore di Sanità**.
D: Qual è la fonte giornalistica delle dichiarazioni di Pregliasco?
R: Le affermazioni citate provengono da un’intervista giornalistica rilasciata dal professor Fabrizio Pregliasco a un quotidiano nazionale italiano specializzato in salute.




