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Posizionamento SEO: come cambiano le strategie con Penguin 4.0 e Possum

17 Novembre 2016

Dopo tanta, spasmodica attesa, è finalmente arrivato l’ultimo update dell’algoritmo di Google, Penguin 4.0. I primi mesi possono essere già significativi per fare un bilancio e cercare di capire l’entità dell’impatto che l’aggiornamento ha avuto sulle strategie di posizionamento SEO.

Ora Google processa oltre 40.000 ricerche al secondo, 144 milioni ogni ora: anche se una percentuale minima (diciamo lo 0,0001%) di quelle ricerche fosse riferibile ad un determinato prodotto, il brand di riferimento avrebbe 14.400 possibilità ogni ora per essere promosso.

Non è quindi il caso di permettere che una link building di bassa qualità causi la perdita di così tanti potenziali utenti.

Oltre a Penguin 4.0, Google a settembre ha rilasciato anche un altro aggiornamento, che a molti potrebbe essere sfuggito: si tratta di Possum, un algoritmo che stabilisce il ranking delle ricerche locali, apportando diverse e profonde modifiche anche ai profili Google My Business.

Per avere un’idea più chiara sulle modalità operative di Google per quanto riguarda l’assegnazione del ranking, facciamo una panoramica su Penguin 4.0 e su Possum.

Google Penguin 4.0: una rivoluzione per le strategie di posizionamento SEO

L’ultimo aggiornamento dell’algoritmo si concentra sulla ridefinizione del processo di valutazione dei link di qualità. La prima grande novità è che Penguin 4.0 è in tempo reale. Questo significa che le modifiche vengono applicate in maniera continua invece che ad intervalli di tempo, con effetti altamente impattanti sull’attività di posizionamento SEO.

Google ora può monitorare i siti che utilizzano pratiche di link building non trasparenti in tempo reale, penalizzando quindi subito chi prima riusciva invece ad aggirare i controlli tra un update e l’altro. Tutto a vantaggio di chi svolge attività di link building in maniera onesta, perché non dovrà subire la concorrenza sleale di chi attua politiche scorrette.

Alla stessa maniera, chi involontariamente o per inesperienza commette degli errori, perché magari ha utilizzato una strategia errata, non deve attendere un nuovo aggiornamento per veder svanire le penalizzazioni.

L’altra grande novità riguarda il modo in cui Google gestirà le penalizzazioni: ora l’abbassamento del rank verrà applicato solo alle pagine incriminate e non più all’intero sito. Questo permette chiaramente ampi spazi di manovra, dando il via libera a sperimentazioni e a nuove strategie di posizionamento SEO.

Con Penguin 4.0 Google gioca duro con chi è scorretto, ma garantisce a tutti la possibilità di riparare immediatamente agli errori.

Possum: la ridefinizione della ricerca locale

Possum non si è fatto notare, è arrivato all’improvviso ed in maniera quasi misteriosa, visto che all’inizio di settembre in molti si sono chiesti come mai i propri profili Google My Business avessero subito cambiamenti netti in termini di posizionamento. Inizialmente, poi, il silenzio di Google risultava addirittura inquietante.

È stata però notata una variante nella valutazione dei business locali: le attività operanti leggermente al di fuori di una determinata area (ad esempio una città) ottenevano, prima di Possum, pochi riscontri, se non effetti controproducenti, nell’aggiungere un identificatore locale nella propria lista di parole chiave. Ad esempio, un cambio gomme situato fuori dall’area metropolitana romana non riceveva grande aiuto inserendo tra le parole chiave “gommista Roma”.

Dopo l’aggiornamento, invece, è stato notato proprio il contrario, e cioè che attività localizzate fuori determinate aree, se ottimizzate anche con keyword locali specifiche, sono riuscite a scalare diverse posizioni nella ricerca di quelle keyword. Quindi magari un fioraio di Ciampino si posiziona bene per parole chiave come “fioraio roma sud”.

Diventa più influente anche la posizione fisica di chi compie la ricerca su Google. Un utente di Milano vedrà risultati differenti rispetto ad uno di Roma nella ricerca delle stesse parole chiave, mentre se un’attività ha sedi presenti sia a Napoli che a Salerno, ad esempio una clinica dentistica, sarà posizionata a Napoli anche con la keyword “dentista Salerno” e viceversa, sebbene più in basso rispetto alla parola chiave corrispondente alla città in cui si trova.

Ma il cambiamento maggiore riguarda la decisione di Google di basare i risultati del 3-pack su indirizzo e affiliazione, mentre prima contavano solo i numeri di telefono e i nomi dei domini. Questa novità può comportare numerosi stravolgimenti per le attività con sedi multiple e a siti web affiliati, perché Il nuovo algoritmo Possum scarta le pagine che vengono considerate troppo legate tra loro.

L’ultimo tassello del puzzle relativo al filtro locale è la sua abilità a restituire pagine affiliate in base alle parole chiave. Se prendiamo l’esempio di un’attività gastronomica in franchising, le parole chiave “miglior ristorante” restituiranno il nome dell’azienda, mentre la ricerca per keyword come “miglior ristorante di carne”, indicherà un ristorante preciso facente parte della catena (probabilmente perché ha le migliori recensioni per quanto riguarda la carne).

La conclusione? Possum e Penguin 4.0 fanno molta leva sulla user experience per incentivare strategie SEO pulite e di qualità.

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