Porsche in frenata: crollano le consegne, cosa rivela il -10% sullo stato del lusso su quattro ruote

Indice dei Contenuti:
Dati di consegna e variazioni annuali
Porsche ha chiuso il 2025 con 279.449 veicoli consegnati a livello globale, in calo del 10% rispetto ai 310.718 del 2024. Il dato arriva direttamente dalla casa di Zuffenhausen, che certifica una contrazione su base annua dopo il picco dello scorso esercizio. Le immatricolazioni indicano un raffreddamento della domanda in diversi mercati chiave, con impatti differenti a seconda delle aree geografiche.
▷ Lo sai che da oggi puoi MONETIZZARE FACILMENTE I TUOI ASSET TOKENIZZANDOLI SUBITO? Contatto per approfondire: CLICCA QUI
La flessione, pur significativa, si inserisce in un contesto di riposizionamento del mix prodotto e di transizione tecnologica, con pesi crescenti delle alimentazioni elettrificate. Il volume complessivo resta comunque elevato nel confronto storico del marchio, confermando la tenuta del brand nel segmento premium-sportivo. Le dinamiche di mercato del 2025 evidenziano inoltre una maggiore selettività dei clienti sul prezzo e sulla dotazione tecnologica.
Dal punto di vista trimestrale, il rallentamento si è manifestato in modo progressivo nel corso dell’anno, con un impatto più marcato nei mercati in contrazione. La comparazione sull’intero 2025 rispetto al 2024 evidenzia un riequilibrio dei canali di vendita e una maggiore attenzione alla redditività per modello. L’azienda segnala che il focus resta sulla qualità delle consegne e sull’ottimizzazione dei margini, in un contesto competitivo in rapido mutamento.
Andamento per alimentazione ed elettrificazione
Nel 2025 la quota di modelli full electric di Porsche ha raggiunto il 22,2% delle consegne, mentre gli ibridi si sono attestati al 12,1%. Complessivamente, le motorizzazioni elettrificate hanno segnato una crescita del 7,4% su base annua, segnalando un’accelerazione della transizione tecnologica del marchio.
In Europa, per la prima volta, i veicoli a batteria hanno superato quelli a combustione, evidenziando una domanda più matura e incentivi regolatori più incisivi. Il mix di gamma riflette un riposizionamento verso piattaforme a zero emissioni e soluzioni ibride plug-in, con un impatto diretto sulla pianificazione industriale.
La progressione dell’elettrico è stata sostenuta da un’offerta più ampia e da aggiornamenti software-OTA, mentre gli ibridi hanno trovato spazio come alternativa di transizione per clienti orientati alla performance. Il marchio conferma la priorità su efficienza e autonomia, con investimenti mirati nella ricarica e nell’integrazione ecosistema-vehicle.
Differenze regionali e cambi ai vertici
In Germania le consegne di Porsche hanno registrato un calo del 16%, mentre nel resto dell’Europa la contrazione si è attestata al 13%, segnalando un indebolimento generalizzato della domanda premium nel Vecchio Continente.
In Nordamerica i volumi sono rimasti sostanzialmente in linea con il 2024, indicando stabilità su un mercato che continua a privilegiare margini e personalizzazioni.
In Cina la flessione ha toccato il 26%, appesantita dall’intensificarsi della concorrenza nell’elettrico e dal rallentamento del comparto del lusso, con ripercussioni dirette sulle tempistiche di consegna e sulle configurazioni più remunerative.
Le dinamiche divergenti rispetto alla casa madre Volkswagen evidenziano una sensibilità maggiore di Porsche ai segmenti alto di gamma, con impatti più marcati in area DACH ed Asia.
La strategia commerciale si sta orientando verso protezione dei prezzi e selezione dei canali, in attesa di una normalizzazione della domanda nei mercati in contrazione.
Sul fronte governance, da inizio gennaio Michael Leiter ha assunto l’incarico di amministratore delegato, mentre Oliver Blume concentra il proprio perimetro sulla guida di Volkswagen, delineando una catena di comando più netta per l’esecuzione industriale.
La nuova leadership di Stoccarda punta a consolidare la redditività nei mercati maturi e a riequilibrare l’esposizione in Cina, con priorità a modelli elettrici ad alto margine e a un presidio più mirato del retail.
Le scelte operative includono una gestione più prudente delle scorte e un accento sulla qualità delle consegne, coerenti con l’obiettivo di difendere il posizionamento nel segmento luxury-sportivo.
La continuità nella transizione tecnologica resta centrale, con coordinamento più stretto con la casa madre per piattaforme e supply chain.
FAQ
- Quali sono i mercati più in calo per Porsche nel 2025? Germania (-16%), resto d’Europa (-13%) e Cina (-26%).
- Com’è andato il Nordamerica? Volumi stabili, sostanzialmente invariati rispetto al 2024.
- Quali fattori pesano sul calo in Cina? Concorrenza crescente nell’elettrico e indebolimento del mercato del lusso.
- In cosa Porsche differisce da Volkswagen nei risultati regionali? Maggiore esposizione al segmento high-end, con impatti più forti in Europa e Asia.
- Chi è il nuovo CEO di Porsche? Michael Leiter è subentrato a inizio gennaio.
- Qual è il ruolo di Oliver Blume? Si concentra sulla gestione di Volkswagen.
- Qual è la fonte dei dati sulle consegne? Comunicazione ufficiale di Porsche riportata da ANSA.




