Polymarket e Kalshi guidano la corsa fintech: investimenti record scuotono il mercato e attirano nuovi capitali
Ritorno degli investimenti e ascesa dei mercati predittivi
Il 2025 segna l’inversione di rotta per il venture capital nel fintech, con una risalita netta dopo quattro anni di contrazione. I dati PitchBook attestano una raccolta globale di 55,94 miliardi di dollari, pari a un incremento del 25% rispetto ai 44,75 miliardi del 2024. La spinta principale arriva dai mercati predittivi, che hanno intercettato nuova liquidità sull’onda dell’interesse per le piattaforme di scommesse sugli esiti di eventi reali, come riportato da Bloomberg.
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Nel perimetro del fintech, le piattaforme di previsione hanno catalizzato l’attenzione degli investitori grazie a modelli di business ad alta scalabilità, liquidità immediata e forti effetti di rete. La componente speculativa, sostenuta da una base utenti in crescita e da una maggiore integrazione con infrastrutture crypto e pagamenti digitali, ha reso questi operatori i principali destinatari dei round più consistenti dell’anno. Il risultato è una riallocazione dei capitali verso player con volumi elevati, governance regolatoria più chiara e pipeline di prodotto orientata a mercati regolamentati.
In questo contesto, l’accelerazione degli investimenti non si traduce in una diffusione generalizzata, ma in una selezione più severa a favore degli attori in grado di offrire profondità di mercato, compliance e traction misurabile. Le piattaforme leader hanno evidenziato capacità di attrarre funding su scala globale, posizionandosi come benchmark per il segmento e fungendo da driver della ripresa complessiva del comparto.
Polymarket e Kalshi catalizzano i round record del 2025
Polymarket ha firmato l’operazione più rilevante dell’anno, chiudendo a ottobre un aumento di capitale da 2 miliardi di dollari e attestandosi a una valutazione di 9 miliardi. La piattaforma di mercati di previsione ha convinto gli investitori grazie a metriche di crescita robuste, liquidità profonda sui principali eventi e un framework di conformità sempre più allineato ai requisiti dei mercati regolamentati. Il round ha consolidato il ruolo dell’azienda come riferimento per il trading su eventi reali, con un posizionamento competitivo che privilegia ampiezza del catalogo, velocità di quotazione e affidabilità dell’infrastruttura.
Kalshi ha replicato la traiettoria con due round ravvicinati: 300 milioni di dollari a ottobre e ulteriori 1 miliardo a dicembre, per una valutazione complessiva di 11 miliardi. La strategia ha puntato sull’espansione in segmenti a elevata domanda e su un modello operativo orientato alla standardizzazione dei contratti e alla gestione del rischio, elementi che hanno favorito l’attrazione di capitali istituzionali. L’esecuzione su scala, unita al rafforzamento delle partnership e alla chiarezza del perimetro regolatorio statunitense, ha contribuito a generare fiducia sul potenziale di monetizzazione nel medio periodo.
Secondo Bloomberg, i due player hanno totalizzato 3,71 miliardi di dollari nel 2025, firmando i round più consistenti negli Stati Uniti e due dei cinque maggiori a livello globale. L’afflusso di risorse si è concentrato su operatori con trazione dimostrabile, capacità di gestire volumi elevati e processi di controllo maturo, delineando una competizione sempre più basata su scala, compliance e resilienza tecnologica. Il dato conferma la centralità dei mercati predittivi all’interno del fintech, con un gap crescente rispetto ad altri verticali per capacità di raccolta e visibilità presso i grandi fondi.
Nel perimetro competitivo, la pressione resta elevata. Attori come Ramp Inc., focalizzata su automazione finanziaria, hanno messo a segno tre round superiori ai 200 milioni di dollari e circa 1 miliardo complessivi, portando la valutazione da 13 a 32 miliardi. Nonostante ciò, la scala dei round di Polymarket e Kalshi ha fissato il nuovo tetto del mercato, orientando le strategie di allocazione dei capitali e ridefinendo le metriche di eccellenza per operatività, governance e time-to-market.
Concentrazione dei capitali e impatto del clima regolatorio
Il rimbalzo degli investimenti si accompagna a una riduzione nel numero di operazioni, con 3.712 deal nel 2025, in calo del 19% rispetto al 2024 secondo Bloomberg. La dinamica segnala una netta concentrazione dei capitali su pochi attori con metriche comprovate, mentre l’ammontare complessivo resta distante dal picco del 2021 (123,99 miliardi di dollari). La selettività degli investitori premia piattaforme con governance matura, scalabilità immediata e tracciabilità della compliance, con effetti visibili sull’accesso al capitale e sulla valutazione degli asset.
In parallelo, il quadro normativo più permissivo negli Stati Uniti durante la seconda amministrazione Trump ha ridotto gli ostacoli all’integrazione tra fintech, crypto e banking tradizionale, alimentando nuove partnership commerciali e accelerando i percorsi di listing. Nel 2025, Coinbase Global Inc. ha annunciato accordi con Citigroup e PNC Financial Services Group, mentre l’allentamento regolatorio ha favorito una nuova ondata di IPO che ha visto debuttare in Borsa realtà come Circle, Gemini, Chime, Klarna e Wealthfront. Questa cornice ha incrementato la disponibilità di capitali growth, migliorato le exit expectations e reso più prevedibili le traiettorie di monetizzazione.
La competizione interna al settore rimane intensa. Oltre ai mercati predittivi, operatori come Ramp Inc. hanno intercettato flussi significativi con tre round superiori ai 200 milioni di dollari e circa 1 miliardo complessivo raccolto, con la valutazione salita da 13 a 32 miliardi. Tuttavia, la scala degli aumenti di capitale di Polymarket e Kalshi ha orientato i benchmark di mercato, accentuando la polarizzazione verso piattaforme con liquidità profonda, controllo del rischio istituzionale e standard contrattuali replicabili in più giurisdizioni.
La risultante è un ecosistema a “spina dorsale” rafforzata: meno deal, tagli medi più elevati e una pipeline di listing che riapre il canale di monetizzazione per i late-stage. In questo assetto, l’accesso preferenziale ai capitali è correlato alla chiarezza regolatoria, alla capacità di integrazione con infrastrutture bancarie e alla dimostrabilità di use case scalabili, elementi che hanno reso i mercati predittivi il baricentro della ripartenza del fintech nel 2025.
FAQ
- Qual è stato l’ammontare complessivo dei finanziamenti fintech nel 2025?
Secondo PitchBook, le società fintech hanno raccolto 55,94 miliardi di dollari, in aumento del 25% rispetto al 2024.
- Perché i mercati predittivi hanno attirato più capitali nel 2025?
Hanno combinato alta scalabilità, liquidità immediata, compliance più chiara e una forte domanda legata alle piattaforme di scommesse su eventi reali.
- Quali round hanno segnato il primato nel 2025?
Polymarket ha chiuso un aumento da 2 miliardi di dollari a ottobre, mentre Kalshi ha raccolto 300 milioni a ottobre e 1 miliardo a dicembre.
- Il numero di deal è aumentato o diminuito?
È diminuito: 3.712 operazioni nel 2025, in calo del 19% rispetto al 2024, indicando una maggiore concentrazione dei capitali.
- Qual è stato l’impatto del contesto regolatorio statunitense?
Un approccio più permissivo ha facilitato partnership tra fintech/crypto e banche tradizionali e alimentato una nuova ondata di IPO.
- Quali aziende oltre ai mercati predittivi si sono distinte nella raccolta?
Ramp Inc. ha completato tre round sopra i 200 milioni di dollari, raggiungendo circa 1 miliardo complessivo e una valutazione di 32 miliardi.




