Pirateria online e pezzotto aumentano rischi legali, economici e informatici
Indice dei Contenuti:
Pirateria online, frodi e furto dati: quanto pagano davvero gli utenti
La diffusione di contenuti in streaming illegale coinvolge milioni di utenti italiani che cercano film, serie e partite gratis. Dietro piattaforme pirata e “pezzotti” si nasconde però una catena strutturata di furti di dati, malware e truffe economiche. In Italia, secondo le ultime analisi presentate alla Camera dei Deputati, ogni utente che utilizza servizi illeciti di streaming perde in media oltre 1.200 euro. Tra il 2022 e il 2025 il danno complessivo generato da frodi collegate alla pirateria è cresciuto oltre 1,4 miliardi di euro. Gli esperti avvertono: chi cerca risparmio immediato diventa il vero prodotto venduto sul mercato criminale dei dati personali.
In sintesi:
- Ogni utente che usa streaming illegale perde in media 1.204 euro in frodi e truffe.
- Il danno economico complessivo supera 1,42 miliardi di euro nel 2025, +14,5% in tre anni.
- I siti pirata sono tra i principali canali di malware, phishing e furto dati sensibili.
- Il 76% dei siti pirata più visitati espone gli utenti a rischi di frodi economiche.
Dai numeri alle truffe: come agiscono le piattaforme pirata
Le analisi dell’Istituto per la Competitività, illustrate dal presidente Stefano da Empoli alla Camera, fotografano una pirateria sempre meno “romantica” e sempre più industriale. Un utente che utilizza lo streaming illegale perde in media 1.204 euro. La cifra sale sensibilmente con l’età: tra i 45-54 anni la perdita media è di 1.507 euro, quasi identica ai 1.505 euro registrati per la fascia 55-64 anni, meno esperta di sicurezza digitale.
Il danno complessivo è in forte crescita: nel 2022 le frodi collegate a furti di dati e uso di piattaforme illegali hanno generato 1,24 miliardi di euro di perdite. Nel 2023 si è saliti a 1,32 miliardi, fino a superare 1,42 miliardi nel 2025: un aumento di circa il 14,5% in tre anni.
Stefano da Empoli sottolinea che è ormai riduttivo parlare solo di tutela del diritto d’autore: le piattaforme illegali sono oggi “uno dei principali veicoli di diffusione di malware, attacchi di phishing e sottrazione dei dati personali sensibili”. I dati vengono poi rivenduti sul dark web, alimentando mercati clandestini che sfruttano account bancari, identità digitali e credenziali rubate.
I siti pirata offrono video, partite e serie con un’interfaccia apparentemente familiare, ma ospitano stabilmente:
- malware nascosti in player, file e pubblicità;
- pagine di phishing che imitano banche e servizi noti;
- spyware capaci di monitorare attività e password;
- ransomware che bloccano i dispositivi e chiedono riscatti.
Banner aggressivi, pop-up multipli e torrent “gratis” sono spesso solo esche tecniche per intercettare credenziali bancarie e informazioni sensibili. Secondo lo studio, chi utilizza il cosiddetto “pezzotto” corre un rischio fino a dieci volte superiore rispetto a un utente che usa piattaforme legali.
Particolarmente esposta la fascia 15-25 anni: il 62% dei giovani che accedono a contenuti illegali dichiara di aver subito almeno un attacco informatico. A livello internazionale, il 76% dei siti pirata più visitati espone gli utenti a tentativi di frode economica.
Come sintetizza Ivano Gabrielli, direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, “il prezzo di un prodotto illegale siamo noi”. L’offerta gratuita serve a non far nascere sospetti, coprendo modelli di business criminali centrati sulla monetizzazione dei dati personali.
Lo schema ricorrente è lineare:
- viene offerto o venduto un prodotto illegale a costo zero o quasi;
- all’utente vengono richiesti dati personali e di pagamento;
- l’utente viene inserito in circuiti di spam, phishing e download di malware che si auto-installano e sottraggono informazioni.
Questa economia illegale parallela genera introiti stimati in circa 1,2 miliardi di euro. Parallelamente, i dati della Polizia Postale indicano che nel 2024 le somme sottratte da truffe online e frodi informatiche hanno superato i 229 milioni di euro. Non tutto è direttamente connesso alla pirateria, ma le piattaforme illegali rappresentano un canale privilegiato per intercettare nuove vittime.
Pirateria digitale, consapevolezza e rischi futuri per gli utenti
L’evidenza dei numeri ribalta un pregiudizio diffuso: con la pirateria non guadagna l’utente, ma l’ecosistema criminale che lo utilizza come “merce”. Il risparmio apparente su abbonamenti e contenuti si traduce in perdite economiche pesanti, furto di identità e blocco dei dispositivi.
Il rischio, spiegano gli esperti, è che l’incremento dei ricavi criminali spinga verso attacchi ancora più sofisticati, mirati e difficili da riconoscere, soprattutto su smartphone. I giovani, già oggi sovraesposti, rischiano di diventare il bersaglio principale di queste evoluzioni.
La risposta passa da tre assi: uso prevalente di piattaforme legali, aggiornamento costante dei dispositivi e formazione digitale continua, a partire da scuole e famiglie. Senza un cambio culturale, la pirateria resterà una porta d’ingresso privilegiata per nuove forme di cybercrimine e frodi su larga scala.
FAQ
Quanto perde in media un utente che usa lo streaming illegale?
In media un utente che utilizza servizi di streaming illegale perde circa 1.204 euro, tra truffe, frodi economiche e furti di dati sensibili collegati alle piattaforme pirata.
Perché i siti pirata sono così pericolosi per i dati personali?
I siti pirata sono pericolosi perché ospitano malware, phishing e spyware che intercettano password, credenziali bancarie, indirizzi e identità digitali, poi rivenduti sul dark web.
Quali utenti sono più esposti ai rischi della pirateria online?
Sono particolarmente esposti i giovani 15-25 anni e gli over 45: i primi per abitudine d’uso, i secondi per minore alfabetizzazione digitale.
Come posso ridurre il rischio di truffe legate allo streaming illegale?
È fondamentale usare solo piattaforme legali, evitare “pezzotti”, aggiornare antivirus e sistemi operativi e non inserire mai dati bancari su siti non certificati.
Quali sono le fonti delle informazioni su pirateria e frodi online?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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