Pinterest sotto esame per i persistenti rischi e limiti dellintelligenza artificiale
Pinterest sommersa da contenuti AI e segnalazioni errate degli utenti
La piattaforma di curation visuale Pinterest è al centro di nuove polemiche per la gestione dell’intelligenza artificiale. Diversi utenti, intervistati da 404 Media, denunciano che il sistema automatico di moderazione e l’etichetta “AI modified” starebbero colpendo immagini umane legittime, soprattutto con donne protagoniste, mentre i contenuti generati da AI aumentano.
Le criticità emergono sulle bacheche globali degli iscritti e nei risultati di ricerca, in un contesto di trasformazione verso un social “AI‑powered”.
Le segnalazioni sono esplose tra il 2025 e l’inizio 2026, dopo l’aggiornamento della privacy policy e il lancio di nuovi strumenti AI come Pinterest Canvas e l’assistente shopping Pinterest Assistant. Gli utenti contestano l’impatto su esperienza d’uso, privacy e trasparenza delle decisioni automatizzate.
In sintesi:
- Utenti denunciano segnalazioni errate e labeling “AI modified” su immagini umane, soprattutto con donne.
- Filtri anti‑AI di Pinterest sarebbero inefficaci: contenuti generati invadono feed e bacheche.
- Account sospesi da moderazione automatizzata, con spiegazioni scarse e processi d’appello percepiti opachi.
- Strategia aziendale sempre più orientata ad “AI‑powered products”, tra privacy e reputazione a rischio.
Moderazione automatizzata, filtri AI e privacy: cosa sta succedendo su Pinterest
Secondo l’inchiesta di 404 Media, su Pinterest immagini reali vengono spesso etichettate come “AI modified” o rimosse, mentre i contenuti realmente generati da modelli di intelligenza artificiale continuano a circolare indisturbati. Il fenomeno colpirebbe in modo particolare fotografie con protagoniste donne, sollevando dubbi su bias algoritmici e sul training dei sistemi di moderazione.
Gli utenti segnalano inoltre che i nuovi controlli per limitare la presenza di immagini AI nei suggerimenti non funzionano come promesso: nonostante i filtri, le bacheche restano popolate da “AI slop”, ovvero immagini generate in massa, di bassa qualità o palesemente sintetiche.
La gestione degli account è un altro fronte caldo: diversi profili sarebbero stati bannati da sistemi automatizzati, con indicazioni minime o confuse sulle violazioni contestate. In risposta, Pinterest ha dichiarato a 404 Media: “We publish clear guidelines on adult sexual content and nudity and use a combination of AI and human review for enforcement. We have an appeals process where a human reviews the content and reactivates it when we’ve made a mistake.” Gli utenti, però, parlano di appelli poco efficaci e tempi lunghi.
Il malcontento si inserisce in una strategia aziendale che da anni punta sull’AI. Nel marzo 2025, Pinterest ha aggiornato la privacy policy chiarendo che i pin pubblici possono essere utilizzati per addestrare i modelli di machine learning interni, inclusa la base del modello Pinterest Canvas.
A maggio 2025, mentre crescevano le lamentele per feed saturi di immagini generate artificialmente, numerosi utenti hanno segnalato sospensioni diffuse degli account, sospettando un malfunzionamento dei sistemi di moderazione automatica.
In ottobre sono arrivati strumenti per filtrare alcune categorie di contenuti AI dalle raccomandazioni, ma la stessa azienda ha avvertito che non avrebbero eliminato del tutto il problema. A gennaio 2026, un filing alla SEC ha annunciato il licenziamento di centinaia di dipendenti per “riprioritizzare AI‑powered products and capabilities”, in scia al lancio dell’assistente shopping Pinterest Assistant. Nel frattempo, la proliferazione di “AI slop” si estende a tutto l’ecosistema social: dai brainrot YouTube Shorts alle immagini generate da Grok su X, fino agli influencer interamente sintetici che rielaborano contenuti di creator reali su TikTok.
Possibili scenari futuri tra regolazione AI e fiducia degli utenti
Le tensioni su Pinterest anticipano un nodo cruciale per tutte le piattaforme: come conciliare l’uso massivo dell’AI con la tutela dell’esperienza utente, della privacy e della qualità informativa.
In assenza di meccanismi di controllo più trasparenti e di correttivi efficaci alla moderazione algoritmica, il rischio è una fuga progressiva degli utenti più esigenti verso spazi digitali percepiti come più “umani”.
Nei prossimi mesi le risposte di Pinterest saranno osservate da vicino da regolatori, inserzionisti e altre big tech, mentre cresce la pressione pubblica per standard condivisi di etichettatura, audit indipendenti dei modelli e reali opzioni di opt‑out dall’uso dei contenuti personali per l’addestramento AI.
FAQ
Perché molti utenti di Pinterest sono scontenti dei contenuti AI?
Gli utenti lamentano un’esperienza peggiorata: feed invasi da immagini generate, qualità percepita in calo e segnalazioni errate di contenuti autentici, soprattutto quando ritraggono donne o contenuti sensibili.
I filtri per bloccare le immagini AI su Pinterest funzionano davvero?
No, secondo varie testimonianze i filtri non impediscono l’arrivo di immagini AI nelle raccomandazioni e sulle bacheche, limitandosi a ridurre parzialmente alcune categorie.
Cosa succede se il mio account Pinterest viene sospeso per errore?
Esiste un processo di appello: Pinterest afferma che un revisore umano analizza il caso e può riattivare l’account, ma gli utenti segnalano lentezza e scarsa trasparenza.
Come Pinterest utilizza i miei pin pubblici per addestrare l’intelligenza artificiale?
Pinterest dichiara, nella privacy policy aggiornata nel 2025, che i pin pubblici alimentano i propri modelli di machine learning, compresi Pinterest Canvas e altri sistemi interni.
Qual è la fonte principale delle denunce sulla moderazione AI di Pinterest?
Le informazioni provengono soprattutto da un approfondito articolo di 404 Media, integrato dalle dichiarazioni ufficiali di Pinterest e da precedenti analisi di Mashable.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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