Piemonte, latte estero low cost travolge il mercato: l’effetto dazi spinge le stalle verso la chiusura

Indice dei Contenuti:
Cause del crollo dei prezzi
Piemonte e in particolare Cuneo affrontano uno scivolone del latte spot a 28-30 centesimi/litro, livello che minaccia di trascinare al ribasso i rinnovi dei contratti sotto i costi di produzione. Il comparto si trova in una fase di inversione congiunturale inattesa dopo mesi di crescita, con squilibrio evidente tra domanda e offerta. Le organizzazioni agricole segnalano un rischio di crisi strutturale della filiera.
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Le cause sono molteplici: calo dei consumi dei prodotti trasformati, spinta dell’offerta per l’aumento della produzione mondiale, incertezza sui dazi statunitensi e svalutazione del dollaro che riduce la competitività. A ciò si somma il ritiro di mercati chiave come la Cina, che frena l’export e amplifica le giacenze. L’eccesso di latte invenduto alimenta pressioni ribassiste e innesca aspettative negative lungo tutta la catena.
In Piemonte operano circa 1.300 allevamenti con quasi 230 mila capi, pari al 9% delle consegne nazionali: un peso che rende acuto l’effetto prezzo su margini e liquidità. Nella provincia di Cuneo, tra le prime per volumi, il nodo è aggravato dal rischio di svalutazione del latte locale rispetto alle importazioni, con ricadute su formaggi Dop e sull’occupazione agricola.
Fonte: Confagricoltura Piemonte, Coldiretti Cuneo – rielaborazione da articoli locali
Impatto dei dazi e delle importazioni
L’incertezza sui dazi, in particolare sul fronte statunitense, irrigidisce gli sbocchi esteri e rende volatile la pianificazione delle industrie lattiero-casearie, comprimendo i listini alla stalla. La svalutazione del dollaro indebolisce la competitività delle esportazioni italiane, mentre il rallentamento della Cina riduce l’assorbimento di prodotto trasformato, aumentando le scorte interne. In questo contesto, il latte estero a basso prezzo entra sul mercato con funzione calmierante ma distorsiva dei valori riconosciuti ai produttori locali.
Coldiretti Cuneo denuncia importazioni considerate speculative che deprimono il latte piemontese proprio quando la domanda cala, con il rischio di chiusure di stalle e perdita di un intero ecosistema economico e sociale. La provincia di Cuneo, tra le prime per produzione e per filiera Dop, vede erodersi il differenziale di qualità se miscelazioni e approvvigionamenti “UE” o “extra UE” sostituiscono materia prima locale. La trasparenza in etichetta diventa cruciale per orientare il consumo e difendere il valore territoriale.
Confagricoltura Piemonte sollecita un presidio congiunto industria–allevatori per governare i flussi d’importazione e attenuare l’effetto dei dazi sui listini interni, evitando che il latte spot estero determini i prezzi dei rinnovi contrattuali sotto i costi. Senza interventi coordinati, l’onda lunga delle barriere commerciali e delle triangolazioni rischia di scaricarsi sui margini aziendali.
Fonte: Confagricoltura Piemonte, Coldiretti Cuneo – rielaborazione da articoli locali
Proposte e tavoli di filiera
Confagricoltura Piemonte chiede la convocazione urgente di un Tavolo della filiera con l’assessore Paolo Bongioanni e la componente industriale per riequilibrare domanda e offerta. Priorità: allineare i rinnovi contrattuali ai costi reali, programmare i volumi, attivare strumenti anticiclici su scorte e trasformazione. Obiettivo immediato: impedire che il prezzo spot condizioni i listini sotto soglia di sostenibilità.
Per Enrico Allasia ed Enrico Racca serve una regia condivisa su surplus e flussi, favorendo collocazione verso prodotti a maggiore valore (Dop) e gestione temporanea dell’eccedenza. Proposto un monitoraggio continuo dei prezzi e dei flussi import, con indicatori trasparenti a tutela degli allevatori. Il Tavolo dovrebbe definire clausole di salvaguardia nei contratti e incentivi alla qualità certificata.
Coldiretti Cuneo sollecita l’industria a valorizzare la materia prima locale, limitando approvvigionamenti esteri ritenuti speculativi e rafforzando l’etichettatura d’origine per orientare i consumi. La provincia di Cuneo punta sulla filiera Dop e su impegni vincolanti per evitare chiusure di stalle e dispersione di competenze, con misure per liquidità e continuità operativa.
Fonte: Confagricoltura Piemonte, Coldiretti Cuneo – rielaborazione da articoli locali
FAQ
- Perché è urgente un Tavolo della filiera? Per coordinare industria e allevatori su prezzi, volumi e gestione delle scorte, evitando listini sotto i costi.
- Chi dovrebbe partecipare? Regione Piemonte, associazioni agricole, industria lattiero-casearia e rappresentanze dei trasformatori Dop.
- Quali misure immediate sono proposte? Clausole di salvaguardia nei contratti, monitoraggio prezzi/import, sostegno alla liquidità e programmazione dei volumi.
- Come valorizzare il latte locale? Rafforzando l’origine in etichetta, privilegiando conferimenti locali e indirizzando l’eccedenza verso prodotti a maggior valore.
- Che ruolo hanno i Dop di Cuneo? Assorbono materia prima, difendono prezzo e qualità, stabilizzano i margini lungo la filiera.
- Qual è la posizione delle organizzazioni? Confagricoltura spinge per governance e contratti sostenibili; Coldiretti chiede stop alle importazioni speculative e tutela dell’origine.




