Piattaforma innovativa trasforma vecchie musicassette dei mercatini in audio digitale

Intertapes, l’archivio globale delle audiocassette ritrovate
Un nastro magnetico dimenticato in un mercatino di Barcellona diventa la chiave di un progetto di memoria collettiva. Con Intertapes, il designer Seva Varfolomeev, fondatore del Retry Studio, trasforma le audiocassette anonime trovate in viaggio in un archivio digitale aperto, dove ogni registrazione è trattata come un reperto culturale. Non è nostalgia per il vintage, ma un lavoro sistematico su tecnologia, formati, provenienze e contesti d’uso del nastro magnetico, in linea con le logiche dell’archivistica digitale contemporanea. L’obiettivo è documentare e rendere consultabile un patrimonio sonoro effimero – memo personali, mix, registrazioni radio, software – spesso escluso dagli archivi istituzionali.
Alla base c’è un approccio quasi forense: ascolto, analisi, ipotesi su chi ha registrato, quando e perché, in un “gioco investigativo” che coinvolge utenti e contributori da più paesi.
Dal lutto per Lou Ottens alla mappatura dei formati
Nel 2021 la morte di Lou Ottens, ingegnere Philips dietro l’audiocassetta e co-inventore del CD, spinge Seva Varfolomeev a studiare il nastro magnetico come tecnologia e come campo di competizione tra formati audio. Nasce così la sezione “Formats” del sito Intertapes, dove vengono illustrati e contestualizzati diversi standard su nastro. Il lavoro non è un semplice tributo retro, ma un tentativo di documentare l’evoluzione tecnica e l’uso quotidiano di supporti minori, spesso trascurati dalle storie ufficiali dei media.
Parallelamente, Varfolomeev avvia una campagna di digitalizzazione sistematica delle cassette trovate in viaggi e mercatini, soprattutto prive di etichetta o con annotazioni ambigue, costruendo un corpus sonoro che incrocia geografie, lingue e microstorie individuali.
Un gioco investigativo che diventa pratica curatoriale
L’ascolto delle cassette si trasforma in un processo di indagine: decifrare voci, rumori ambientali, lingue, riferimenti culturali, per collocare ogni nastro in uno spazio e in un tempo plausibili. Amici e conoscenti iniziano a portare a Seva Varfolomeev cassette insolite raccolte durante i loro viaggi, ampliando il perimetro geografico e linguistico dell’archivio. Ciò che nasce come hobby personale evolve in pratica curatoriale: selezione, descrizione, contestualizzazione, con attenzione a non ridurre i contenuti a semplice folklore sonoro.
La ricostruzione parziale delle storie diventa parte integrante del progetto: alcune cassette vengono interpretate in modo convincente, altre restano volutamente enigmatiche, preservando la dimensione di mistero che accompagna molti archivi privati recuperati a distanza di decenni.
Un archivio condiviso tra design digitale e memoria sonora
Il sito di Intertapes adotta un’interfaccia ispirata ai menu inventario della prima PlayStation, con oggetti 3D accompagnati da metadati e note di ascolto. L’esperienza punta sull’esplorazione: ogni cassetta è un oggetto da esaminare, non solo da riprodurre. Copertine, etichette, annotazioni manoscritte, indizi linguistici e culturali sono raccolti e interpretati, in un’ottica di ricerca più che di intrattenimento. Da archivio personale, la piattaforma evolve verso un archivio condiviso, grazie all’invio spontaneo di cassette da parte di utenti di diversi paesi, trasformando Intertapes in un osservatorio diffuso sulle culture sonore informali.
L’obiettivo dichiarato è strutturare un sistema di contributi guidato dalla comunità, mantenendo standard di curatela e documentazione.
Dalla griglia 3D ai metadati: come funziona Intertapes
La home di Intertapes presenta una libreria a griglia di cassette tridimensionali: ogni elemento apre una scheda con scansioni ad alta risoluzione di copertine ed etichette, note del curatore, risultati di ricerche su luoghi, stazioni radio, marchi, ricorrenze storiche. L’ascolto è integrato in un quadro descrittivo che valorizza contesto e provenienza. Questo approccio risponde alle buone pratiche di archiviazione digitale: attribuzione di metadati, documentazione delle fonti, tracciamento del processo di scoperta. Il design, giocoso in superficie, maschera un lavoro meticoloso su catalogazione e leggibilità, pensato per permettere agli utenti di esplorare, confrontare e collegare materiali eterogenei attraverso percorsi personali.
Da archivio personale a piattaforma guidata dalla comunità
Col passare del tempo, altri collezionisti e curiosi iniziano a spedire cassette a Seva Varfolomeev, trasformando Intertapes in un archivio distribuito. Oggi il catalogo comprende una prima selezione pubblicata e circa 150 nastri in coda per la digitalizzazione, con provenienze da Spagna, Germania, Turchia, Georgia, Serbia, Stati Uniti, Giappone, Paesi Bassi, Francia, Guinea e altri contesti. Anche cassette raccolte nello stesso luogo fisico possono raccontare comunità linguistiche e mondi culturali diversi, riflettendo migrazioni, diaspore, turismi, economie informali.
Varfolomeev sta coinvolgendo designer e sviluppatori per automatizzare invio e pubblicazione, con l’obiettivo di un archivio realmente comunitario ma governato da criteri chiari di selezione, privacy e tutela delle persone registrate, in linea con le buone pratiche di conservazione del patrimonio sonoro.
Storie intime, viaggi nel tempo e futuri sviluppi in VHS
Fra le registrazioni raccolte, alcune emergono per valore documentario, altre per intensità emotiva. La cassetta “From Luis Miguel to Raquel” è un caso emblematico: una lettera audio di un uomo non vedente a una conduttrice radiofonica, trovata in una scatola anonima ma riconoscibile per l’etichetta in Braille. Altrove compaiono paesaggi sonori di eventi storici, come la 24 Ore di Le Mans del 1992, registrata da diversi punti del circuito. In tutti i casi, Intertapes privilegia materiali non ufficiali: mix di DJ, demo, registrazioni radio domestiche, memo vocali, software per computer su nastro, rumori accidentali. Il criterio è valorizzare forme di creatività e documentazione quotidiana che rischiano altrimenti di scomparire.
Il progetto si prepara inoltre ad aprirsi ai supporti video su nastro, con un focus curatoriale preciso.
Lettere d’amore, paesaggi sonori ed etica dell’ascolto
“From Luis Miguel to Raquel” colpisce per la sua natura di messaggio privato mai pensato per un pubblico. La voce dell’uomo non vedente, innamorato della conduttrice radiofonica, costruisce un documento profondamente intimo, “straziante” e “un po’ scomodo da ascoltare”, come osserva Seva Varfolomeev. Questo pone questioni etiche centrali: fino a che punto è legittimo rendere pubblico un contenuto originariamente privato? Intertapes affronta il tema attraverso contestualizzazione, prudenza nella selezione e un’attenzione particolare a non trasformare le vite altrui in puro intrattenimento. In altri casi, come la registrazione della 24 Ore di Le Mans 1992, il valore è soprattutto documentario: motori, annunci, conversazioni casuali compongono un paesaggio sonoro che permette un “viaggio nel tempo” affidato solo all’immaginazione dell’ascoltatore.
Dall’audiocassetta al VHS: la prossima frontiera
Il prossimo passo per Intertapes è l’estensione al video analogico, in particolare alle cassette VHS. Seva Varfolomeev dichiara interesse per filmati documentari rari, materiali aziendali interni, contenuti educativi e promozionali, grafiche televisive e animazioni, più che per gli spot commerciali già ampiamente digitalizzati altrove. L’idea è creare valore attraverso la curatela: selezione attenta, contestualizzazione storica e culturale, collegamenti tra linguaggi visivi e sonori. In questa prospettiva, Intertapes si posiziona non come semplice collezione di “nostalgia analogica”, ma come laboratorio di ricerca sui media registrati, capace di offrire riferimenti visivi e sonori utili a designer, storici dei media, studiosi di cultura pop e professionisti creativi.
FAQ
Che cos’è Intertapes in sintesi
Intertapes è un archivio digitale curatoriale di audiocassette ritrovate, digitalizzate e contestualizzate, nato dall’iniziativa del designer Seva Varfolomeev a Barcellona, con contributi da più paesi.
Chi è Seva Varfolomeev e qual è la sua esperienza
Seva Varfolomeev è un designer e fondatore del Retry Studio, con un interesse specifico per tecnologia dei nastri magnetici, storia dei formati audio e design di interfacce ispirate al linguaggio videoludico anni Novanta.
Quali tipi di cassette vengono selezionate
Intertapes evita pubblicazioni commerciali di massa e privilegia registrazioni uniche: DJ mix, demo, memo vocali, registrazioni radio domestiche, ambient recordings, rumori accidentali, software su nastro per vecchi computer.
Come funziona l’archivio online di Intertapes
Il sito usa una griglia di cassette 3D; ogni nastro apre una scheda con scansioni di copertine ed etichette, note analitiche, metadati e, quando possibile, ipotesi documentate su provenienza, datazione e contesto culturale.
Da quali paesi provengono le cassette digitalizzate
Le cassette arrivano principalmente da Europa e bacino mediterraneo, con contributi da Spagna, Germania, Turchia, Georgia, Serbia, Stati Uniti, Giappone, Paesi Bassi, Francia, Guinea e altri paesi.
Qual è il valore culturale delle registrazioni raccolte
Le cassette restituiscono microstorie, linguaggi, pubblicità, radio locali, pratiche amatoriali e contesti sonori spesso assenti dagli archivi ufficiali, offrendo materiale utile a storici dei media, antropologi e ricercatori culturali.
Intertapes affronterà anche i formati video analogici
Sì, il progetto prevede l’inclusione di materiali VHS: filmati documentari rari, contenuti aziendali interni, educational, promo e grafiche televisive, valorizzati tramite selezione critica e catalogazione.
Qual è la fonte originale del racconto su Intertapes
Le informazioni e le citazioni di Seva Varfolomeev qui rielaborate provengono da un approfondimento pubblicato da Wired, che ha raccontato nascita e sviluppo del progetto Intertapes.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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