Petrolio e accise, perché il taglio non ferma i rincari dei carburanti

Crisi energetica e rincari carburanti in Italia dopo la guerra in Iran
La nuova crisi energetica globale, innescata dalla guerra in Iran e dal blocco delle navi nello stretto di Hormuz, sta colpendo l’Italia con un rapido rialzo dei carburanti. Lunedì 23 marzo, secondo elaborazioni su dati del ministero delle Imprese e de Il Sole 24 Ore, il diesel ha sfiorato i 2 euro al litro in diverse regioni, nonostante il taglio delle accise deciso dal governo. Gli aumenti più marcati si registrano nelle Marche, in Sardegna e in Toscana, mentre in Molise, Campania e Calabria è stata superata la soglia psicologica dei 2 euro. Va leggermente meglio per la benzina, con una media nazionale in calo rispetto alla settimana precedente. La dinamica dei prezzi sta alimentando preoccupazioni su inflazione, costi di trasporto e tenuta del potere d’acquisto delle famiglie italiane.
In sintesi:
- Crisi energetica globale per guerra in Iran e blocco navale nello stretto di Hormuz.
- Diesel a 1,985 euro al litro in Italia, con rialzi diffusi nel weekend.
- Marche, Sardegna e Toscana guidano gli aumenti ma restano tra le più convenienti.
- Molise, Campania e Calabria oltre 2 euro al litro sul diesel.
Il prezzo medio del diesel in Italia, lunedì 23 marzo, si è attestato a 1,985 euro al litro, in crescita rispetto a venerdì 20 marzo di 0,004 euro al litro. Questo incremento, registrato dopo un weekend di rialzi, segnala come il taglio delle accise disposto dal governo non sia stato sufficiente ad assorbire gli shock internazionali provenienti dal Medio Oriente.
Secondo le rilevazioni del ministero delle Imprese, la risalita più significativa si registra nelle Marche, con un aumento di 0,034 euro al litro. Nonostante ciò, la regione mantiene il prezzo medio più basso d’Italia a 1,969 euro al litro. Subito dietro figurano Sardegna (+0,023 euro al litro) e Toscana (+0,021 euro al litro), che restano comunque tra le aree più competitive per il diesel.
La soglia dei 2 euro al litro è stata invece valicata in Molise (2,005 euro), Campania (2,002 euro) e toccata in Calabria (2 euro). Va leggermente meglio per la benzina, con una media nazionale a 1,723 euro al litro, inferiore di circa 1,5 centesimi rispetto al 20 marzo, segnale di una volatilità meno accentuata rispetto al diesel.
Perché il diesel corre più della benzina e gli effetti su famiglie e imprese
Il diesel è più esposto agli shock geopolitici perché è il carburante dominante nel trasporto merci e in larga parte della mobilità privata italiana. L’interruzione parziale dei flussi petroliferi attraverso lo stretto di Hormuz, cruciale per le esportazioni di greggio dall’area del Golfo Persico, ha spinto verso l’alto le quotazioni internazionali dei distillati medi.
In questo contesto, l’intervento del governo con il taglio delle accise ha solo attenuato, ma non invertito, la tendenza al rialzo. Gli operatori della distribuzione stanno progressivamente adeguando i listini alla nuova fase di costo, con differenze territoriali legate alla logistica, alla concorrenza locale e al peso delle imposte regionali.
Per famiglie e imprese italiane, la combinazione di diesel vicino o superiore ai 2 euro al litro e di un’inflazione ancora elevata rischia di tradursi in ulteriori aumenti dei prezzi dei beni trasportati, stressando in particolare il settore autotrasporto, l’agroalimentare e i servizi di consegna.
Prospettive, rischi e possibili contromisure nel medio periodo
Nei prossimi mesi l’evoluzione dei prezzi dei carburanti dipenderà soprattutto dalla durata della guerra in Iran, dalla stabilità dello stretto di Hormuz e dalle decisioni dei grandi produttori di petrolio. Eventuali ulteriori interruzioni dei traffici marittimi potrebbero innescare nuove fiammate sui listini italiani, in particolare per il diesel.
Il governo potrebbe essere costretto a valutare interventi fiscali aggiuntivi o meccanismi automatici di sterilizzazione delle accise, per evitare un nuovo shock sul potere d’acquisto. Parallelamente, la crisi rafforza la centralità delle politiche di diversificazione energetica, dall’aumento degli stoccaggi alla spinta sulle rinnovabili e sull’efficienza nei trasporti, come veicoli elettrici e biocarburanti avanzati.
FAQ
Quanto costa oggi in media il diesel in Italia?
Attualmente il diesel costa in media 1,985 euro al litro, secondo dati aggiornati al 23 marzo su rilevazioni nazionali.
Quali regioni italiane hanno il diesel più caro?
Attualmente Molise, Campania e Calabria registrano i prezzi più elevati, attestandosi intorno o oltre i 2 euro al litro.
In quali regioni il diesel resta più conveniente?
Al momento le Marche presentano il prezzo medio più basso, circa 1,969 euro al litro, seguite da Sardegna e Toscana.
Come stanno andando i prezzi della benzina rispetto al diesel?
Attualmente la benzina mostra una dinamica più moderata, con una media nazionale di circa 1,723 euro al litro, in lieve calo rispetto ai giorni precedenti.
Qual è la fonte delle informazioni sui prezzi dei carburanti?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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