Pescara Thelen rompe il silenzio sul dramma di Crans-Montana: il racconto che gela il sangue

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Il ricordo della strage
Eliot Thelen, 19 anni, talento della Primavera del Pescara, era dentro il locale “Le Costellation” a Crans-Montana quando le fiamme hanno travolto i presenti, causando morti e feriti. Ha raccontato di aver visto il panico crescere in pochi secondi, tra urla, fumo e corpi a terra, mentre il calore diventava insopportabile.
Nel caos è caduto, è rimasto senza fiato, ha creduto di non farcela. Qualcuno lo ha afferrato e trascinato fuori: non sa chi fosse, ma gli ha salvato la vita. Appena in salvo, ha scoperto di essere senza scarpe e ha ceduto maglia e felpa a chi ne aveva urgente bisogno.
Ha definito quella notte “terribile”, con la consapevolezza di aver “pensato davvero di morire”. Alle critiche per i video girati all’inizio del rogo, ha risposto che la musica era altissima e nessuno percepiva il pericolo, né aveva compreso di dover dare l’allarme. Nella sua compagnia c’era anche Tahirys Dos Santos, giovane del Metz, ora ricoverato con ustioni sul 30% del corpo.
Il ritorno a Pescara
Eliot Thelen ha scelto di restare inizialmente a Crans-Montana, provando a elaborare lo choc prima di rientrare in Lussemburgo dalla famiglia. Con i suoi cari ha programmato il ritorno in Italia, puntando su una routine che potesse aiutarlo a rimettere ordine dopo la tragedia.
Tornare a Pescara è diventato un passaggio decisivo: l’ambiente del club lo sostiene, lo spogliatoio lo protegge, lo staff monitora tempi e carichi. La ripresa degli allenamenti con la Primavera gli ha offerto un appiglio concreto, senza accelerazioni né forzature.
Il campo è oggi uno spazio di equilibrio psicologico. Il calore dei compagni e la presenza costante dello staff tecnico e medico gli consentono di gestire ansia, memoria del trauma e stanchezza emotiva. L’obiettivo è tornare a competere, ascoltando i segnali del corpo e rispettando i tempi dell’elaborazione.
La ripresa tra calcio e solidarietà
Nel rientro a Pescara, il percorso di Eliot Thelen intreccia lavoro sul campo e impegno umano. Gli allenamenti con la Primavera ripartono con gradualità: sedute tecniche ridotte, monitoraggio medico costante, attenzione a respiro, sonno e tolleranza allo sforzo.
Il club struttura un protocollo semplice: carichi progressivi, pause programmate, confronto quotidiano con staff e compagni. L’obiettivo è preservare lucidità e sicurezza, limitando stimoli che possano riattivare lo shock. Il gruppo lo accompagna, senza forzare tempi né aspettative.
Accanto al calcio, emerge la solidarietà: il gesto di cedere maglia e felpa diventa simbolo di una rete che oggi si traduce in vicinanza a chi è ancora in cura, come Tahirys Dos Santos del Metz. Il messaggio è pragmatico: aiutare, informare, rispettare il dolore dei sopravvissuti.
Il club valuta iniziative di sostegno e sensibilizzazione, con attenzione alla privacy dei coinvolti. La parola d’ordine resta essenzialità: allenarsi, stare uniti, offrire supporto concreto. Ogni passo è misurato, ogni ritorno in partita subordinato al benessere psicologico oltre che fisico.
La ripresa passa da routine chiare, responsabilità condivise e una comunità sportiva che trasforma il lutto in cura, evitando clamori e mantenendo il focus sulla persona prima dell’atleta.
FAQ
- Chi è Eliot Thelen?
Calciatore 19enne della Primavera del Pescara, scampato all’incendio di Crans-Montana. - Dove si allena attualmente?
A Pescara, con rientro graduale e controlli dello staff tecnico e medico. - Qual è la priorità nella ripresa?
Benessere psicologico e fisico, con carichi progressivi e monitoraggio costante. - Ci sono iniziative solidali?
Il club valuta azioni di sostegno, nel rispetto della privacy dei coinvolti. - Chi è Tahirys Dos Santos?
Giovane del Metz ricoverato con ustioni, sostenuto dalla rete di compagni e amici. - Perché non si accelera il rientro in partita?
Per evitare ricadute emotive e fisiche, seguendo protocolli di sicurezza. - Qual è la fonte giornalistica citata?
Dichiarazioni riportate in un’intervista a Il Messaggero.




