Pensioni in ritardo fino a quattro anni, chi rischia lo slittamento

Pensioni in ritardo fino a quattro anni, chi rischia lo slittamento

8 Aprile 2026

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Pensioni più lontane per molti lavoratori contributivi: chi rischia il rinvio

Dal 2027 le pensioni di vecchiaia in Italia si allontaneranno per effetto degli adeguamenti alla speranza di vita.
Gli incrementi anagrafici, fissati dall’ISTAT e recepiti da INPS e legge di Bilancio, impatteranno soprattutto chi rientra nel sistema contributivo puro.
A partire dal 2028, alcuni lavoratori potranno subire rinvii fino a oltre 4 anni rispetto ad altri, a causa dei vincoli di importo minimo e delle regole introdotte dalle riforme Dini e Fornero.

Il risultato è una crescente polarizzazione: chi ha carriere continue e retribuzioni medio-alte può accedere a uscite anticipate, mentre chi ha versato contributi discontinui o bassi rischia di dover lavorare molto più a lungo.

In sintesi:

  • Dal 2027 e 2028 aumentano età e requisiti per la pensione di vecchiaia.
  • I lavoratori contributivi puri possono subire rinvii fino a oltre quattro anni.
  • Per uscire a 64 anni servono 20 anni di contributi e soglia minima elevata.
  • Senza importo minimo, in alcuni casi la pensione scatta solo a 71 anni.

Le pensioni di vecchiaia saranno adeguate alla speranza di vita: dal 2027 servirà un mese in più per il diritto, aumento però limitato a un solo anno di applicazione.

Dal 2028 l’asticella si alza ulteriormente: ai dodici mesi già previsti si aggiungono altri due mesi, portando l’età di vecchiaia a 67 anni e 3 mesi.

Questi adeguamenti, confermati dall’ultima legge di Bilancio sulla base dei dati ISTAT, sono già stati recepiti dall’INPS, che ha aggiornato circolari operative e simulatori online. Per i lavoratori, però, il vero nodo non è solo l’età formale di uscita, ma l’intreccio tra requisiti anagrafici, anni di contribuzione e soglie minime di importo previste dal sistema contributivo.

Come il sistema contributivo può rinviare la pensione fino a 4 anni

Dal 1996 la riforma Dini ha introdotto il sistema contributivo, basato sui contributi versati lungo l’intera carriera e non più solo sulle retribuzioni finali.

Chi ha iniziato a lavorare dopo il 1995 rientra nel contributivo puro; chi possedeva contributi precedenti si colloca invece in un sistema misto o, per alcune quote, ancora retributivo.

Per i contributivi puri non cambia soltanto il metodo di calcolo, ma soprattutto le regole di accesso: per la pensione di vecchiaia è richiesto il raggiungimento di un importo minimo della pensione, oltre all’età e all’anzianità contributiva.

Il sistema prevede anche uscite agevolate, come la pensione anticipata contributiva a 64 anni, ma solo per chi rispetta paletti molto stringenti; chi non li soddisfa è costretto a spostare in avanti il pensionamento, talvolta di fino a 4 anni in più.

Soglie di importo e nuove disuguaglianze previdenziali future

I limiti di importo sono oggi il principale fattore di rinvio. Per la pensione anticipata contributiva a 64 anni servono almeno 20 anni di contributi e un assegno pari ad almeno 3 volte l’assegno sociale.

Nel 2026, con assegno sociale stimato intorno a 546 euro mensili, la pensione minima richiesta sale a circa 1.638 euro al mese. Chi non raggiunge questa soglia deve attendere i 67 anni, quando basta un importo pari all’assegno sociale.

Se nemmeno questo requisito è soddisfatto, l’uscita slitta fino a 71 anni, età in cui cadono i vincoli di importo minimo e bastano anche solo 5 anni di contributi.

Il modello previdenziale attuale tende quindi ad ampliare la distanza tra carriere forti e fragili, con il rischio di un aumento delle disuguaglianze sociali tra pensionati delle prossime generazioni.

FAQ

Quando aumenterà l’età per la pensione di vecchiaia?

Dal 2027 è previsto un aumento di un mese, seguito dal 2028 da un incremento complessivo fino a 67 anni e 3 mesi.

Chi rischia di andare in pensione più tardi degli altri?

Rischiano soprattutto i lavoratori nel sistema contributivo puro, con carriere discontinue o retribuzioni basse, che non raggiungono le soglie minime richieste.

Quali requisiti servono per la pensione anticipata contributiva a 64 anni?

Servono almeno 20 anni di contributi e un importo pensionistico pari ad almeno tre volte l’assegno sociale vigente.

Cosa succede se non raggiungo l’importo minimo a 67 anni?

In assenza dell’importo minimo, la pensione di vecchiaia slitta fino ai 71 anni, quando l’accesso diventa incondizionato.

Da quali fonti sono tratte e rielaborate queste informazioni sulle pensioni?

Le informazioni derivano da un’elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.

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