Pensioni in rialzo da febbraio: le nuove cifre che pochi conoscono

Indice dei Contenuti:
Pensioni, aumenti da febbraio: quando partono i pagamenti e di quanto cresce l’assegno
Calendario dei pagamenti di febbraio
Gli assegni previdenziali di febbraio 2026 saranno accreditati da lunedì 2 febbraio, primo giorno bancabile utile successivo al weekend, per chi ha scelto il versamento su conto corrente presso banche o presso Poste Italiane. Per i titolari che incassano allo sportello, il ritiro seguirà una turnazione alfabetica per cognome, stabilita dall’Inps e dalle stesse Poste Italiane con apposito calendario esposto negli uffici.
L’accredito sui conti correnti, Libretti e carte prepagate abilitate avverrà in un’unica soluzione, comprensiva di eventuali conguagli di rivalutazione e di trattenute fiscali. In filiale, invece, il ritiro allo sportello sarà scaglionato in più giorni per evitare assembramenti, con precedenza per over 75 e soggetti con disabilità certificata.
È consigliabile verificare l’importo anticipatamente tramite il fascicolo previdenziale online sul sito Inps o tramite i servizi digitali di home banking e app delle principali banche, così da controllare la presenza della rivalutazione 2026 e dei conguagli relativi al 2025. In caso di scostamenti rilevanti rispetto ai mesi precedenti è opportuno rivolgersi a patronati o professionisti abilitati per un controllo puntuale del cedolino.
Rivalutazione 2026 e nuovi importi
Per il 2026 la perequazione automatica delle prestazioni previdenziali, agganciata all’inflazione programmata, è fissata all’1,4%, con recupero pieno solo per gli assegni più bassi. Il trattamento minimo sale così a 611,85 euro mensili, prima delle ritenute fiscali, con un adeguamento particolarmente rilevante per chi si colloca nelle fasce più deboli.
La rivalutazione è riconosciuta al 100% fino a quattro volte il minimo Inps, al 90% tra quattro e cinque volte il minimo e al 75% oltre tale soglia: più cresce l’assegno, dunque, minore è la quota di indicizzazione effettivamente riconosciuta. L’aumento di febbraio potrà risultare più evidente qualora si sia concluso il conguaglio legato al recupero dei dati inflattivi del 2025.
Si attendono ancora i chiarimenti applicativi sull’eventuale erogazione già da febbraio del contributo aggiuntivo di 20 euro mensili destinato ai pensionati “fragili”, misura prevista dalla legge di bilancio 2026. La somma aggiuntiva, se accreditata, si sommerà agli effetti della perequazione, incidendo in modo diretto sui redditi più bassi e sui soggetti con condizioni di salute o socio-economiche particolarmente critiche.
Effetto Irpef e vantaggi in busta
Accanto alla rivalutazione, sul cedolino 2026 entra a regime il taglio della seconda aliquota Irpef, che scende dal 35% al 33% per i redditi complessivi tra 28.000 e 50.000 euro lordi annui. La riduzione dell’imposta si traduce in un beneficio stimato di circa 440 euro l’anno, pari a poco meno di 37 euro al mese, con variazioni legate alla situazione personale e alle detrazioni spettanti.
Il vantaggio fiscale si somma all’indicizzazione degli assegni, generando un incremento complessivo che può risultare significativo per il ceto medio previdenziale. È importante tuttavia ricordare che l’importo netto in pagamento dipende anche da addizionali regionali e comunali, da eventuali recuperi fiscali e da altre trattenute, ad esempio per pignoramenti o cessioni del quinto.
Per una stima puntuale, è consigliato consultare il cedolino pensione disponibile sul portale Inps, dove sono dettagliate voci lorde, trattenute e netto pagato. In caso di dubbi su aliquote, conguagli o applicazione delle nuove regole fiscali, è opportuno rivolgersi a un Caf, a un patronato o a un consulente del lavoro, in modo da verificare l’esatta applicazione delle norme introdotte dalla legge di bilancio 2026.
FAQ
D: Quando viene pagata la pensione di febbraio 2026 su conto corrente?
R: L’accredito parte lunedì 2 febbraio 2026, primo giorno bancabile utile.
D: Come si ritira la pensione in contanti presso Poste Italiane?
R: Il ritiro avviene allo sportello seguendo un calendario alfabetico per cognome, definito da Poste Italiane e Inps.
D: Di quanto aumenta il trattamento minimo nel 2026?
R: Il trattamento minimo sale a 611,85 euro mensili lordi grazie alla rivalutazione dell’1,4%.
D: Tutte le pensioni ricevono la stessa percentuale di rivalutazione?
R: No, l’adeguamento è pieno solo fino a quattro volte il minimo; oltre questa soglia scende al 90% e poi al 75%.
D: Quando saranno versati i 20 euro aggiuntivi per i pensionati fragili?
R: L’avvio effettivo dipende dai decreti attuativi della legge di bilancio 2026 e dai tempi tecnici dell’Inps.
D: Come incide il taglio dell’Irpef sulla pensione?
R: La riduzione della seconda aliquota dal 35% al 33% genera mediamente circa 440 euro netti in più all’anno per chi rientra nella fascia interessata.
D: Dove posso controllare importo e conguagli della mia pensione?
R: Attraverso il fascicolo previdenziale sul sito Inps, accedendo con Spid, Cie o Cns, o richiedendo assistenza a patronati e Caf.
D: Qual è la fonte giornalistica di riferimento per queste informazioni?
R: I dati richiamano le anticipazioni pubblicate dalla stampa economica nazionale, tra cui gli articoli su pensioni e rivalutazione diffusi da Il Messaggero e altre testate specializzate in finanza pubblica.




