Pensioni, divario tra uomini e donne: chi rischia assegni mensili inferiori a 750 euro

Pensioni 2026 in Italia: numeri, squilibri e nodi strutturali
Al 1° gennaio 2026 l’INPS fotografa un sistema pensionistico italiano in espansione ma strutturalmente squilibrato. Sono in pagamento 21.257.999 trattamenti, contro i 21.141.199 di inizio 2025, per una spesa annua di 353,5 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 345,5 miliardi dell’anno precedente.
L’inclusione, per la prima volta nello stesso monitoraggio, della Gestione Dipendenti Pubblici consente una lettura più completa del sistema. Il quadro mette in evidenza forti differenze per area geografica, genere e importi medi, con il lavoro dipendente che continua a sostenere la quota prevalente della spesa.
I dati, riferiti all’intero territorio nazionale e diffusi all’inizio del 2026, indicano perché il tema pensioni resta centrale nel confronto su sostenibilità finanziaria, equità sociale e futuro del mercato del lavoro.
In sintesi:
- Oltre 21,2 milioni di trattamenti in pagamento nel 2026, spesa annua a 353,5 miliardi.
- Il 79% delle prestazioni è previdenziale, ma forti squilibri territoriali e di genere.
- Il lavoro dipendente concentra oltre il 70% degli importi complessivamente erogati.
- Quasi 10 milioni di assegni sotto 750 euro, soprattutto a carico delle donne.
Distribuzione delle pensioni, territori e nuove liquidazioni
Quasi quattro trattamenti su cinque sono di natura previdenziale (16.840.238), mentre 4.417.761 rientrano nell’area assistenziale. La spesa è ancora più sbilanciata: 325,0 miliardi per le pensioni contributive, 28,5 miliardi per quelle assistenziali.
Le gestioni dei lavoratori dipendenti rappresentano il 53,8% dei trattamenti e assorbono il 71,4% degli importi. Il Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti vale il 36,7% delle prestazioni complessive; la Gestione Dipendenti Pubblici arriva al 14,9%. Il lavoro autonomo mantiene il 23,9% dei trattamenti e il 18% della spesa, mentre le misure assistenziali incidono per il 20,8% sul numero ma solo per l’8,1% sulla spesa.
Sul piano territoriale, il Nord concentra il 46,6% dei trattamenti e il 51,6% della spesa. Sud e Isole si fermano al 31,8% dei trattamenti e al 27,6% della spesa, il Centro al 19,7% e al 20,8%; l’1,8% riguarda residenti all’estero. L’età media dei titolari è di 74,3 anni (71,9 per gli uomini, 76,3 per le donne).
Nel 2025 le nuove liquidazioni sono state 1.540.943, in lieve calo rispetto alle 1.569.105 del 2024, per 18,6 miliardi di euro annui. Tra le prestazioni previdenziali di nuova decorrenza prevale la vecchiaia (62,3%), seguono i superstiti (29,1%) e l’invalidità previdenziale (8,6%). Nell’area assistenziale, il 92,1% delle nuove prestazioni è legato all’invalidità civile.
Importi medi, divari di genere e impatto delle carriere lavorative
Il nodo principale riguarda gli importi. Sotto i 750 euro mensili si colloca il 36% dei trattamenti agli uomini e il 54% a favore delle donne, per circa 9,7 milioni di pensioni complessive. Solo il 42,2% di questi assegni è però legato a requisiti reddituali bassi (integrazione al minimo, maggiorazioni sociali, assegni sociali).
La soglia ridotta non è quindi solo effetto di interventi assistenziali, ma soprattutto di carriere contributive deboli o discontinue, che colpiscono in maniera più marcata le donne e alcune aree del Paese. Il confronto con la Gestione Dipendenti Pubblici è indicativo: 3.171.265 trattamenti per 94 miliardi l’anno, con una media di 2.279 euro mensili (2.746 euro per gli uomini, 1.967 per le donne).
Nelle gestioni previdenziali private la media scende a 1.484 euro, con 1.875 euro agli uomini e 1.166 euro alle donne. Il nuovo Osservatorio INPS conferma quindi che il tema pensioni non è solo quantitativo, ma riguarda soprattutto qualità economica degli assegni, divari di genere e impatto delle carriere lavorative maturate nel tempo.
FAQ
Quante pensioni sono in pagamento in Italia nel 2026?
In Italia risultano in pagamento 21.257.999 trattamenti al 1° gennaio 2026, secondo i dati ufficiali diffusi dall’INPS.
Quanta spesa pubblica assorbe il sistema pensionistico nel 2026?
Il sistema pensionistico assorbe 353,5 miliardi di euro di spesa annua, in aumento rispetto ai 345,5 miliardi del 2025.
Quante pensioni hanno un importo inferiore a 750 euro al mese?
Sono circa 9,7 milioni i trattamenti sotto i 750 euro mensili, con una forte prevalenza di pensioni percepite da donne.
Qual è l’importo medio delle pensioni dei dipendenti pubblici?
L’importo medio mensile nella Gestione Dipendenti Pubblici è pari a 2.279 euro, con 2.746 euro agli uomini e 1.967 alle donne.
Da quali fonti sono stati elaborati i dati sulle pensioni 2026?
I dati derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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