Pensione: scopri ora le nuove scorciatoie per uscire prima con la Legge di Bilancio aggiornata

Indice dei Contenuti:
Canali ordinari e requisiti 2026
Legge di Bilancio 2026 ridisegna l’uscita dal lavoro, confermando solo i canali ordinari e la proroga dell’APE sociale. Dal 1° gennaio 2026, niente rinnovo per gli strumenti sperimentali: la flessibilità in uscita si restringe e valgono regole uniformi e stabili.
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La pensione di vecchiaia resta accessibile a 67 anni con almeno 20 anni di contributi, senza finestre di attesa: maturati i requisiti, la decorrenza è immediata. Per chi è nel sistema interamente contributivo, è necessario che l’assegno superi l’importo dell’assegno sociale; se la soglia non è raggiunta, l’uscita slitta a 71 anni con almeno 5 anni di versamenti effettivi.
Viene cancellata in via definitiva la misura, mai operativa, che avrebbe consentito di sommare la pensione obbligatoria con prestazioni dei fondi pensione per centrare il requisito economico minimo. Confermata, invece, la distinzione netta tra vecchiaia e anticipo, con requisiti contributivi e anagrafici separati e controlli più stringenti sulla sostenibilità degli assegni.
Anticipata, precoci e bonus al rinvio
La pensione anticipata ordinaria resta l’asse centrale per chi vanta carriere lunghe. Nel regime misto servono 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini, con finestra mobile di tre mesi prima del primo rateo.
Nel sistema integralmente contributivo l’accesso è possibile a 64 anni con almeno 20 anni di versamenti e un assegno pari ad almeno tre volte l’assegno sociale, anche qui con slittamento di tre mesi alla decorrenza. I requisiti restano uniformi e non sono previste deroghe temporanee.
Per i lavoratori precoci rimane il canale a 41 anni di contribuzione a prescindere dal genere, condizionato a 12 mesi di versamenti prima dei 19 anni, iscrizione ante 1996 e presenza di tutele specifiche previste dalla normativa, con finestra di tre mesi.
Confermato il bonus Giorgetti per chi rinvia l’uscita: i dipendenti che maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2026 possono proseguire l’attività rinunciando all’accredito dei contributi a proprio carico. La quota non versata viene liquidata in busta paga e non concorre al reddito imponibile; il datore di lavoro è esonerato dal versamento della corrispondente contribuzione.
Non sono stati rinnovati Quota 103 e Opzione donna: restano fruibili solo per chi ha cristallizzato i requisiti entro il 31 dicembre 2025.
Ape sociale: beneficiari, importi e scadenze
L’APE sociale resta l’unica misura ponte attiva nel 2026, finanziata dallo Stato e indirizzata a categorie fragili in uscita verso la pensione di vecchiaia. Accesso a partire da 63 anni e 6 mesi con almeno 30 anni di contributi, come requisito generale previsto dalla normativa vigente.
Ne usufruiscono disoccupati dopo specifiche cessazioni tutelate, caregiver che assistono un familiare da almeno sei mesi, invalidi civili con percentuale pari o superiore al 74% e addetti a mansioni gravose con periodi prolungati di attività. La platea è selettiva e subordinata a verifica INPS dei requisiti personali, contributivi e oggettivi.
L’assegno è temporaneo e non costituisce pensione definitiva: importo calcolato sulla pensione maturata al momento della domanda, erogato per 12 mensilità, con tetto massimo di 1.500 euro lordi mensili.
Non è compatibile con indennità di disoccupazione; ammesso solo il cumulo con redditi occasionali da lavoro autonomo entro 5.000 euro l’anno. Il pagamento prosegue fino al raggiungimento dell’età per la vecchiaia, senza effetti sulla misura del trattamento futuro.
Per l’accesso occorre la certificazione del diritto: scadenze fissate al 31 marzo 2026 o, in alternativa, al 15 luglio 2026. È prevista una finestra tardiva entro il 30 novembre, subordinata alla disponibilità delle risorse stanziate e all’ordine cronologico delle domande.
FAQ
- Chi può richiedere l’APE sociale nel 2026? Disoccupati tutelati, caregiver da almeno sei mesi, invalidi civili ≥74% e lavoratori in attività gravose con requisiti contributivi.
- Qual è l’età minima per accedere? 63 anni e 6 mesi, con almeno 30 anni di contributi.
- Quanto paga l’APE sociale? Importo legato alla pensione maturata, fino a 1.500 euro lordi per 12 mensilità.
- L’APE è cumulabile con altri redditi? Non con indennità di disoccupazione; ammesso solo lavoro autonomo occasionale fino a 5.000 euro annui.
- Quando scade la domanda? Certificazione del diritto entro 31 marzo 2026 o 15 luglio 2026; domanda tardiva entro 30 novembre se ci sono fondi.
- L’APE incide sulla futura pensione? È un sostegno temporaneo e non modifica i requisiti né la decorrenza della pensione di vecchiaia.
- Qual è la fonte delle regole 2026? Disposizioni della Legge di Bilancio 2026 e indicazioni INPS, come riportato dagli approfondimenti di stampa specializzata e cronache economiche nazionali.




