Pensione anticipata a 64 anni solo per questi lavoratori: requisiti decisivi

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Pensione a 64 anni: ecco chi può nel 2026 e chi invece viene escluso
Requisiti chiave per l’uscita a 64 anni nel 2026
Nel 2026 la pensione a 64 anni tramite pensione anticipata contributiva resta accessibile solo a chi ricade interamente nel sistema contributivo puro. Il criterio decisivo è la data del primo versamento previdenziale: può accedere soltanto chi ha il primo accredito successivo al 31 dicembre 1995, senza alcuna eccezione.
È sufficiente anche un solo contributo, di qualsiasi natura, accreditato prima del 1996 per essere automaticamente esclusi dalla misura, indipendentemente dall’ammontare dei versamenti successivi. Vanno valutati con estrema cautela riscatti di periodi anteriori, come il servizio militare o gli anni universitari, se collocati prima del 1996, perché potrebbero cancellare il diritto all’uscita a 64 anni.
Oltre al requisito anagrafico di almeno 64 anni, servono almeno 20 anni di contribuzione effettiva e una pensione teorica non inferiore a tre volte l’assegno sociale dell’anno di decorrenza. Per il 2026, dato un assegno sociale pari a 546,23 euro, la soglia ordinaria di accesso si colloca a 1.638,69 euro mensili lordi, con controlli stringenti da parte di INPS sui calcoli contributivi.
Chi resta escluso e perché la platea è ristretta
Restano fuori tutti i lavoratori che presentano anche un solo contributo antecedente al 1996, compresi i periodi figurativi, volontari o riscattati, se collocati temporalmente prima di quella data. In molti casi, la stessa domanda di riscatto di vecchi periodi può trasformarsi in un boomerang, azzerando la possibilità di anticipo rispetto alla pensione di vecchiaia a 67 anni.
Sono esclusi anche coloro che, pur avendo l’età e i 20 anni di versamenti necessari, non raggiungono l’importo minimo richiesto. La pensione teorica, calcolata con il solo metodo contributivo, deve toccare almeno tre volte l’assegno sociale, parametro che nel 2026 risulta difficilmente raggiungibile per carriere discontinue, bassi salari o lunghi periodi part-time.
Un ulteriore elemento di rigidità deriva dal fatto che, dal 2026, il governo ha escluso espressamente le rendite dei fondi pensione e della previdenza complementare dal calcolo utile al superamento della soglia. In pratica, il montante accumulato nella previdenza integrativa non può essere utilizzato per colmare il divario rispetto al limite minimo richiesto, restringendo di fatto la platea a contribuenti con storie lavorative continuative e retribuzioni medio-alte.
Calcoli, soglie e vantaggi per le lavoratrici madri
Per verificare il diritto alla misura nel 2026 occorre sommare i contributi accreditati nelle varie gestioni INPS e richiedere una proiezione ufficiale dell’assegno. I requisiti restano quattro: almeno 64 anni di età, almeno 20 anni di contribuzione, primo versamento successivo al 31 dicembre 1995 e importo della pensione pari ad almeno tre volte l’assegno sociale.
Sono previste soglie ridotte per le lavoratrici con figli. Con un figlio il limite minimo scende a 2,8 volte l’assegno sociale, pari a circa 1.529 euro mensili nel 2026; con due o più figli il parametro si abbassa a 2,6 volte, cioè circa 1.420 euro. Si tratta comunque di importi elevati, che richiedono carriere lunghe, continue e con retribuzioni stabili.
L’anticipo ottenibile è di tre anni rispetto alla pensione di vecchiaia ordinaria fissata a 67 anni, ma proprio la combinazione di vincolo temporale sul primo accredito, minimo di 20 anni di contributi e soglia d’importo così alta rende la misura strutturalmente selettiva. Per questo è consigliabile rivolgersi a un patronato o a un consulente del lavoro abilitato prima di prendere decisioni irreversibili su riscatti o ricongiunzioni.
FAQ
D: Chi può andare in pensione a 64 anni nel 2026?
R: Solo chi ha il primo contributo dopo il 31 dicembre 1995, almeno 64 anni di età, 20 anni di versamenti e una pensione non inferiore a tre volte l’assegno sociale.
D: Cosa accade se ho anche un solo contributo prima del 1996?
R: Si viene esclusi automaticamente dalla pensione anticipata contributiva a 64 anni, anche se tutti gli altri requisiti sono rispettati.
D: Il servizio militare prima del 1996 può creare problemi?
R: Sì, se valorizzato come contributo anteriore al 1996 determina l’esclusione dalla misura a 64 anni e va valutato con attenzione.
D: Quanto deve valere la pensione nel 2026 per accedere?
R: L’assegno deve raggiungere almeno 1.638,69 euro lordi al mese, pari a tre volte l’assegno sociale di 546,23 euro.
D: Le lavoratrici madri hanno condizioni più favorevoli?
R: Sì, con un figlio il limite scende a 2,8 volte l’assegno sociale, con due o più figli a 2,6 volte.
D: La previdenza complementare conta per raggiungere la soglia minima?
R: No, dal 2026 le rendite dei fondi pensione non sono considerate nel calcolo della soglia per la pensione anticipata contributiva.
D: Quanti anni di contributi servono almeno?
R: Sono necessari almeno 20 anni di contribuzione effettiva accreditata nelle gestioni INPS interessate.
D: Qual è la fonte giornalistica di riferimento per queste informazioni?
R: Le indicazioni riportate si basano su elaborazioni redazionali e ricostruzioni pubblicate da testate specializzate in previdenza, come gli approfondimenti di Il Sole 24 Ore.




