Pensionati, l’Inps chiede la restituzione indebita di assegni fino mille euro

Pensioni di aprile 2026, importi più bassi e recuperi Inps: cosa sapere
Da mercoledì 1° aprile 2026 molti pensionati italiani vedranno un assegno più leggero rispetto a marzo, con trattenute fiscali aggiuntive e minori maggiorazioni sociali.
Le verifiche tecniche dell’Inps hanno inoltre individuato circa 15mila beneficiari che, nel 2025, hanno ricevuto una detrazione Irpef non spettante, con obbligo di restituzione fino a mille euro.
I pagamenti saranno regolari su conti correnti bancari e postali, mentre negli uffici di Poste Italiane resterà in vigore la turnazione alfabetica per evitare code.
Il quadro si inserisce in un sistema previdenziale che conta oltre 21,25 milioni di pensioni vigenti al 1° gennaio 2026, con forti squilibri territoriali e di genere negli importi.
In sintesi:
- Da aprile 2026 assegni più bassi per addizionali Irpef e stop arretrati maggiorazioni sociali.
- Circa 15mila pensionati dovranno restituire detrazioni fiscali non dovute fino a mille euro.
- Pensioni pagate dal 1° aprile 2026, con calendario alfabetico agli sportelli postali.
- Quasi la metà delle pensioni sotto 750 euro, forte divario tra uomini e donne.
Gli importi di aprile 2026 saranno condizionati soprattutto da tre voci.
Primo, le addizionali regionali e comunali Irpef 2025, che da ora vengono recuperate a rate mensili fino a novembre, riducendo il netto in pagamento.
Secondo, le maggiorazioni sociali: a marzo i beneficiari hanno incassato 60 euro (quota corrente di 20 euro più arretrati di gennaio e febbraio), mentre da aprile resta solo la quota mensile ordinaria di 20 euro, facendo apparire il cedolino più basso.
Terzo, i conguagli fiscali per chi rientra nei controlli Inps sulle detrazioni errate: qui si potranno avere riduzioni significative, soprattutto se si sceglie la restituzione in unica soluzione.
Detrazioni errate, recuperi Inps e calendario dei pagamenti
L’Inps ha accertato un errore nel riconoscimento di una detrazione Irpef riservata ai lavoratori dipendenti, applicata invece a circa 15mila pensionati con redditi tra 20mila e 40mila euro.
Questa detrazione indebita ha gonfiato gli assegni del 2025, generando ora la necessità di un recupero fino a circa 1.000 euro per posizione, variabile in base a reddito e durata dell’errore.
I rimborsi dovrebbero partire dal cedolino di aprile 2026: i dettagli sono consultabili nell’area personale MyInps, con indicazione dell’importo dovuto e delle modalità di trattenuta.
Chi percepisce pensioni più alte potrà subire il recupero in unica soluzione, mentre per assegni medio-bassi è prevista la rateizzazione, per contenere l’impatto sul reddito mensile.
Per i pagamenti, il 1° aprile 2026 è il primo giorno bancabile: accrediti su conti bancari e postali in giornata, prelievi in contanti solo sotto i 1.000 euro netti.
Negli uffici di Poste Italiane resta la turnazione alfabetica:
Dalla A alla B: mercoledì 1° aprile 2026;
Dalla C alla D: giovedì 2 aprile 2026;
Dalla E alla K: venerdì 3 aprile 2026;
Dalla L alla O: sabato 4 aprile 2026;
Dalla P alla R: martedì 7 aprile 2026;
Dalla S alla Z: mercoledì 8 aprile 2026.
I numeri Inps mostrano criticità strutturali e forti disuguaglianze
Il nuovo Osservatorio Inps sulle pensioni vigenti al 1° gennaio 2026 fotografa un sistema vasto ma profondamente diseguale.
Le pensioni complessive sono 21.257.999, in lieve aumento sul 2025 (+0,6%): il 79,2% di natura previdenziale (16.840.238 prestazioni) e il 20,8% assistenziale (4.417.761).
La spesa annua raggiunge 353,5 miliardi di euro, di cui 325 miliardi per prestazioni previdenziali (+2,3%) e 28,5 miliardi per quelle assistenziali (+5,6%).
Le gestioni dei lavoratori dipendenti rappresentano il 53,8% delle pensioni e il 41,6% degli importi erogati: il Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti da solo pesa per il 36,7%, la Gestione Dipendenti Pubblici per il 14,9%.
Le gestioni dei lavoratori autonomi coprono il 23,9% delle prestazioni e il 18% della spesa; le prestazioni assistenziali incidono per il 20,8% dei trattamenti e l’8,1% della spesa.
Territorialmente, il 47,8% delle pensioni è erogato al Nord, il 30,9% a Sud e Isole, il 19,3% al Centro; in termini di importi, il Nord sale al 51,6%, il Sud scende al 27,6%, il Centro al 20,8%.
L’età media dei pensionati è 74,3 anni: 71,9 per gli uomini, 76,3 per le donne.
Il dato più critico riguarda gli importi: il 47,5% delle pensioni (9,7 milioni di trattamenti) è inferiore a 750 euro mensili; 4.091.750 di queste sono collegate al reddito.
Tra 750 e 1.499,99 euro si colloca il 22,4% dei trattamenti (4.755.025), mentre solo il 6,5% (1.385.934) supera i 3.000 euro al mese.
Il divario di genere è marcato: per le donne, le pensioni sotto 750 euro sono 6.367.348, pari al 53,7% dei trattamenti femminili; per gli uomini, 3.336.668, il 35,5% delle prestazioni maschili.
Gli assegni oltre 3.000 euro sono appena il 2,4% per le donne (279.155) contro l’11,8% per gli uomini (1.106.779), a conferma di carriere contributive e salariali femminili più frammentate.
In prospettiva, questi squilibri pongono un tema di sostenibilità sociale: con un’età media elevata e un’ampia platea di assegni molto bassi, ogni variazione fiscale o conguaglio, come quelli di aprile 2026, rischia di incidere direttamente sulla capacità di spesa quotidiana dei pensionati.
FAQ
Perché la pensione di aprile 2026 è più bassa di marzo?
Lo è perché scattano le rate delle addizionali Irpef regionali e comunali 2025 e cessano gli arretrati delle maggiorazioni sociali ricevuti a marzo.
Chi deve restituire soldi all’Inps e da quando parte il recupero?
Devono restituire circa 15mila pensionati con redditi tra 20mila e 40mila euro; i recuperi sono previsti sui cedolini da aprile 2026.
Come verifico trattenute, conguagli e rate sul mio cedolino pensione?
È possibile farlo accedendo all’area personale MyInps, sezione “Cedolino pensione”, dove sono indicati voci, importi trattenuti e motivazioni fiscali.
Quante pensioni in Italia sono inferiori a 750 euro mensili?
Sono il 47,5% dei trattamenti vigenti a inizio 2026, pari a circa 9,7 milioni di pensioni, con oltre 4 milioni legate al reddito.
Da quali fonti sono stati ricavati dati e informazioni dell’articolo?
Derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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