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penetrare nel tuo smartphone attraverso la vulnerabilità di Whatsapp e WeChat ed altre app di messaggistica istantanea

7 Ottobre 2013

Il boom delle app di messaggistica istantanea hanno fatto sì che l’aspetto più importante in base al quale scegliamo le varie tariffe Wind, Vodafone, Tim, etc. sia il numero di Gb per la connessione dati e non più gli sms. Questi infatti ormai li inviamo gratuitamente, e sono circa 25 miliardi di ogni giorno. Tuttavia, il rovescio della medaglia ci dice che non sempre i messaggini gratuiti sono anche sicuri.

Stiamo parlando di WhatsApp, uno dei sistemi di messaggistica istantanea per smartphone e cellulari più utilizzati al mondo (e in Italia, proprio grazie ai pacchetti internet mobile di Tim, Tre, e di tutte le grandi compagnie telefoniche). Stando agli ultimi test effettuati mostra evidenti falle di sicurezza nel proprio sistema di funzionamento.

Qualche tempo fa alcuni ricercatori sul blog FilePerms hanno effettuato un reverse engineering dell’app, e partendo dall’interfaccia sono risaliti al codice di programmazione rilevando come il software lavori in chiaro senza utilizzare sistemi di crittografia.

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Alle numerose critiche susseguite all’esperimento, l’azienda proprietaria dell’applicazione ha risposto elaborando un sistema di crittografia che però si è rivelato comunque facilmente aggirabile (è stato dimostrato che i messaggi sono intercettabili e che è possibile produrre delle comunicazioni utilizzando il numero telefonico di altre persone).

L’azienda tedesca Curesec ha addirittura invitato gli utenti a non utilizzare l’app, mentre esperti e addetti ai lavori hanno posto il problema su basi più generali: “Si è sicuri usando WhatsApp? La domanda è: sicuro da cosa? – ha dichiarato a riguardo Stefano Zanero, professore del Politecnico di Milano – “Discutere in generale della vulnerabilità delle app non ci porta lontano. Sono state vulnerabili, lo saranno probabilmente in futuro”.

Le stesse criticità rilevate su WhatsApp sono state poi riscontrate a proposito di WeChat, app di messaggistica istantanea cinese sempre più usata in Italia e nel mondo. Molto simile a WhatsApp in quanto a funzionamento, l’app mostra evidenti bug legati alla sicurezza e violabilità dei messaggi inviati, con l’informatico Roberto Paleari ad aver dimostrato che è possibile intercettare le password degli account installati sullo smartphone ed utilizzarle a proprio piacimento.

L’app di messaggistica gratuita WeChat vuole rassicurare i propri utenti circa i rischi per la privacy che si possono correre fornendo i propri dati a questa applicazione. A questo proposito è stato elaborato un vademecum per utilizzare il servizio in modo più sicuro.
Il primo elemento a tutela della privacy è la richiesta di una doppia via di conferma per iniziare a chattare con un contatto, che quindi deve prima accettare la nostra richiesta di amicizia. Inoltre il servizio di geolocalizzazione, utile per trovare amici e vicini, può essere disattivato da coloro che non vogliano usare questa funzione. Infine, l’applicazione offre delle impostazioni per permettere agli utenti di non rendere visibile il proprio numero di cellulare e per proteggere la propria privacy limitando i contatti che possono visualizzare i post e le foto pubblicate.

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