Pechino Express domina, Isola dei Famosi sfida il formato rischiando flop
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Isola dei Famosi cambia pelle: il modello Pechino Express alla prova
Mediaset prepara per il 2025 una rivoluzione radicale de L’Isola dei Famosi, dopo l’edizione meno vista di sempre condotta da Veronica Gentili.
Il reality di Canale 5, girato in Honduras, dovrebbe abbandonare la diretta, lo studio e gli opinionisti, puntando tutto su montaggio e scrittura autoriale.
L’obiettivo, dichiarato ma non ufficializzato, è avvicinarsi al modello vincente di Pechino Express, reality game di Banijay Italia oggi fiore all’occhiello di Sky.
La ventesima edizione dell’Isola, le cui riprese sarebbero programmate per giugno, sarà così il test decisivo per capire se un format nato per la tv generalista può rigenerarsi secondo le logiche della serialità montata, in un contesto di forte pressione sugli ascolti e di taglio dei costi produttivi.
In sintesi:
- Canale 5 valuta un’Isola dei Famosi senza diretta, studio, opinionisti e inviato in Honduras.
- Il modello di riferimento è Pechino Express, reality itinerante di successo targato Sky.
- L’operazione nasce soprattutto da esigenze economiche e dalla crisi d’ascolti del format.
- Il precedente flop de La Talpa rende il progetto ad altissimo rischio editoriale.
Da oltre vent’anni L’Isola dei Famosi è tra i format più costosi della tv italiana: lunga permanenza in Honduras, grande dispiegamento tecnico, cachet di conduttori, opinionisti e cast di “vip” sempre meno realmente tali.
La stagione 2025, chiusa con una media di 1.829.000 spettatori, ha certificato la crisi strutturale del programma.
Da qui l’idea di Piersilvio Berlusconi: azzerare la macchina della diretta e trasformare l’Isola in un prodotto interamente montato, dove l’intervento degli autori diventa centrale, come nelle storiche strisce quotidiane.
In prima serata finirebbero quindi condensati prove, dinamiche di gruppo, nomination ed eliminazioni, senza televoto in tempo reale e senza il rituale talk da studio.
Il rischio editoriale è alto: un reality nato sulla partecipazione del pubblico potrebbe perdere la sua cifra identitaria proprio mentre esplodono nuovi format ad alto impatto come The Traitors Italia di Prime Video, affidato ad Alessia Marcuzzi.
Costi, ascolti e precedenti: cosa insegna il flop de La Talpa
Il progetto-Isola arriva in un contesto di contrazione dei budget e di forte attenzione al rapporto costi/risultati.
La diretta dall’estero è una delle voci più onerose: collegamenti satellitari, strutture in Honduras, intera squadra autoriale e tecnica sul posto, studio in Italia e cachet “doppi” per conduttrice e opinionisti.
Mediaset ha già sperimentato l’abbandono della diretta con il ritorno de La Talpa, affidata nel 2024 a Diletta Leotta e ambientata a Viterbo anziché in location esotiche.
Anche lì, montaggio al posto della diretta, nessuno studio e un impianto più “seriale”: il risultato è stato un ascolto medio del 12,48% di share, con chiusura anticipata e flop conclamato.
L’Isola rischia di replicare lo schema: un brand molto noto, ma logorato e percepito come ripetitivo, avviato a una “cura dimagrante” che potrebbe ridurne ulteriormente l’appeal, trasformando l’operazione di risparmio in un boomerang d’immagine.
La differenza con Pechino Express è strutturale.
Il reality di viaggio, per otto anni in Rai e poi su Sky, è nato come prodotto integralmente montato, senza studio, televoto o giudici, basato su scrittura, ritmo e scoperta geografica e culturale.
I numeri Auditel su Sky – dall’1,54% di share del 2022 al 2,30% del 2024 – non sarebbero sostenibili per Rai o Mediaset, ma in ambiente pay-tv contano soprattutto qualità percepita, fidelizzazione e consumo on demand.
La tredicesima edizione è partita nel 2025 con 752.000 spettatori e il 3,30% di share alla prima puntata, per poi assestarsi su valori inferiori ma comunque coerenti con il posizionamento del brand.
In questo scenario, Pechino Express è diventato un asset stabile al pari di X Factor e MasterChef, libero dalla “tirannia” dello share generalista.
Perché l’Isola Express resta un azzardo e cosa aspettarsi
Pechino Express funziona perché è itinerante, imprevedibile, sempre diverso: ogni stagione cambia Paese, percorsi, incontri casuali, reazioni dei concorrenti lungo il viaggio.
L’Isola, al contrario, è per definizione statica: stessa cornice caraibica, dinamiche ripetute (fame, litigi, prove fisiche, nomination), cast spesso riciclati.
Trasformarla in prodotto montato può migliorarne il ritmo, ma non ne cambia la natura ciclica.
Il rischio è ritrovarsi con una “versione discount di Pechino Express”: meno costosa, più corta, ma incapace di offrire la stessa ricchezza narrativa.
Uno stop di qualche anno, con ripensamento profondo del format, avrebbe forse garantito più ossigeno al brand.
Invece Mediaset sceglie la strada dell’“Isola Express”: ultima chiamata per un reality che potrebbe o trovare una nuova vita editoriale o chiudere definitivamente il suo lungo ciclo televisivo.
FAQ
Quando dovrebbe partire la nuova edizione sperimentale dell’Isola dei Famosi?
La nuova edizione, la ventesima, dovrebbe iniziare le riprese a giugno, con messa in onda prevista nella prossima stagione televisiva su Canale 5.
Cosa cambia per il pubblico con l’abolizione della diretta dell’Isola?
Il cambiamento comporta niente televoto in tempo reale, niente studio e opinionisti, ma una narrazione completamente montata, con eliminazioni e dinamiche decise in fase di post-produzione.
Perché Pechino Express è considerato un modello vincente da Mediaset?
Pechino Express è considerato vincente perché unisce viaggio, cultura e competizione, con forte identità autoriale, montaggio serrato e un seguito fedele, soprattutto nel pubblico abbonato di Sky e Tv8.
Il fallimento de La Talpa può influenzare il destino dell’Isola dei Famosi?
Sì, il flop de La Talpa dimostra che togliere la diretta non basta a rilanciare un format; senza un’idea forte il rischio di nuovo insuccesso è concreto.
Quali sono le fonti principali utilizzate per questo approfondimento televisivo?
Le informazioni derivano da un’elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.

