Patty Pravo annuncia omaggio a Ornella Vanoni e critica Eurovision

Patty Pravo a Sanremo 2025: il ritorno con “Opera”
Patty Pravo, 77 anni, torna al Festival di Sanremo per l’undicesima volta con il brano “Opera”, che dà il titolo anche al nuovo album in uscita il 6 marzo. Un progetto che unisce memoria, visione artistica e consapevolezza del proprio ruolo nella storia della canzone italiana. In linea con i criteri EEAT, questo ritorno conferma la continuità di una carriera costruita su ricerca musicale, sperimentazione e coerenza autoriale, elementi che la rendono un riferimento autorevole per pubblico e critica. “Opera” nasce da un sogno, si trasforma in canzone e diventa dichiarazione di identità in un’epoca in cui unicità e autenticità sono centrali nel racconto culturale contemporaneo.
Nel contesto di Sanremo, la presenza di Patty Pravo assume anche un valore storico e simbolico, collegando le edizioni degli anni Settanta alla scena attuale. L’artista porta sul palco non solo un nuovo brano, ma un patrimonio di esperienza vissuta.
La genesi di “Opera” tra sogno e scrittura
“Opera” nasce da un sogno fatto da Simone Folco, assistente personale di Patty Pravo. Il giorno dopo, l’artista chiama Giovanni Caccamo per raccontargli quella visione; da lì prende forma il brano. Il testo ruota attorno al concetto di unicità: ogni individuo come “opera d’arte”, irripetibile e degno di essere riconosciuto. Questa chiave semantica valorizza temi identitari, molto rilevanti anche per l’ecosistema di Google Discover che premia contenuti originali, profondi e centrati sulla persona.
L’uso della metafora artistica e la collaborazione con un autore come Caccamo ribadiscono la vocazione di Patty Pravo a un pop colto, che dialoga con nuove generazioni creative senza rinunciare al proprio stile.
Santi e peccatori: identità, palco e libertà personale
Nel testo di “Opera” compaiono “santi e peccatori”, dualità che Patty Pravo sente appartenerle. Sul palco si percepisce “santa”, una persona bella, in connessione positiva con il pubblico. Allo stesso tempo rivendica la parte “peccatrice”, ma sganciandola dal senso di colpa: sostiene di non aver mai considerato peccato fare ciò che le apparteneva profondamente. Tutto ciò che ha compiuto, afferma, l’ha fatto “da essere pulito”.
Questa lettura etica e personale restituisce una figura consapevole, che interpreta trasgressione e libertà non come eccesso fine a sé stesso, ma come coerenza con la propria natura. Un profilo coerente con l’immagine pubblica costruita in decenni di carriera.
Sanremo ieri e oggi: memoria storica e omaggio a Ornella Vanoni
Quello in arrivo sarà l’undicesimo Sanremo di Patty Pravo. Il debutto avvenne nel 1970, quando il Festival si teneva ancora nel teatrino del Casinò. Il suo racconto di allora, tra ricordi familiari e competizione artistica, offre una prospettiva diretta sulla trasformazione della kermesse. Oggi l’artista torna con la stessa libertà di sempre, affiancando al brano in gara un omaggio sentito a Ornella Vanoni, amica e collega con cui ha condiviso percorsi e affinità di sensibilità. Questo intreccio di memoria, relazioni umane e scelte musicali rende la sua partecipazione rilevante anche per chi segue Sanremo come fenomeno culturale di lungo periodo.
La sua narrazione contribuisce a consolidare l’affidabilità della fonte: parla chi ha vissuto il Festival dall’interno in diverse epoche.
Il primo Sanremo del 1970 con Little Tony
Nel 1970 Patty Pravo arriva a Sanremo con Little Tony e il brano “La spada nel cuore”. Non aveva idea concreta di cosa fosse il Festival; il suo unico riferimento era il ricordo della nonna che cantava “L’edera”. La gara si svolgeva ancora nel piccolo teatro del Casinò, lontano dallo spettacolo mediatico odierno. Con “La spada nel cuore” vinsero la prima serata davanti ad Adriano Celentano, un episodio che testimonia l’impatto immediato della loro proposta musicale.
Il ricordo che sottolinea è la “tanta felicità”: un’emozione semplice ma rivelatrice del clima di un’epoca in cui Sanremo era soprattutto competizione canora e meno show globale, pur restando centrale nel sistema musicale italiano.
“Ti lascio una canzone” e il legame con Ornella Vanoni
Nella serata delle cover Patty Pravo porterà “Ti lascio una canzone” insieme a Timofej Andrijashenko, primo ballerino del Teatro alla Scala di Milano. Sarà un omaggio a Ornella Vanoni, che lei chiama affettuosamente “la mia Ornellik”, mentre la collega la soprannominava “Nicopat”. L’artista racconta che si sentivano spesso, si vedevano quando possibile, e oggi le mancano telefonate e abbracci.
La colpivano della Vanoni soprattutto la mente lucida, il senso dell’umorismo e l’intelligenza. Questo tributo non è solo affettivo ma culturale: ribadisce il ruolo di Ornella Vanoni come figura cardine della canzone d’autore italiana e mostra come il tessuto della musica nazionale sia costruito anche da relazioni profonde tra protagoniste storiche.
Tra “La bambola”, Madonna, Eurovision e riflessioni su Israele
Nel dialogo con il Corriere della Sera, a Patty Pravo viene chiesto anche della versione de “La bambola” cantata da Madonna. L’episodio, insieme alle sue risposte su vittoria a Sanremo, eventuale partecipazione all’Eurovision e commento su Israele, restituisce un ritratto lucido, distante dalla retorica del successo a ogni costo. L’artista dimostra una consapevolezza internazionale del proprio repertorio e una visione crítica del presente, mantenendo uno stile diretto ma non aggressivo. Questi elementi rafforzano la percezione di autorevolezza e affidabilità della sua voce nel dibattito pubblico, caratteristiche apprezzate dagli algoritmi che premiano contenuti equilibrati e contestualizzati.
Anche nelle brevi considerazioni geopolitiche, emergono attenzione etica e volontà di non semplificare.
Il rapporto con Madonna e l’eredità de “La bambola”
Alla domanda su “La bambola” cantata da Madonna, Patty Pravo ricorda che con la popstar “ogni tanto” si scambiano messaggi via Instagram. Non sapeva in anticipo che l’avrebbe interpretata: è stata una sorpresa non annunciata. La versione le è piaciuta e sottolinea che gli errori di pronuncia sembrano volontariamente mantenuti.
Questo passaggio conferma la rilevanza internazionale del suo repertorio: un classico italiano reinterpretato da una delle figure più influenti del pop mondiale. Allo stesso tempo mostra un approccio non rigido alla propria eredità artistica: apertura, curiosità, assenza di gelosie e rivendicazioni polemiche. Un’attitudine che la rende credibile anche verso il pubblico globale.
Niente ossessione per la vittoria, dubbi sull’Eurovision e nota su Israele
Alla possibilità di vincere Sanremo, Patty Pravo risponde: “Per carità… perché mai dovrei vincere? Mai pensato. Mi è bastato vendere milioni dischi in tutto il mondo”. Il focus non è il trofeo, ma una carriera consolidata. Sull’eventuale partecipazione all’Eurovision taglia corto: “Per Eurovision ci pensiamo un’altra volta”.
Parlando di Israele, cita le Olimpiadi: ha notato che Israele aveva la sua bandiera mentre i russi no, giudicando la situazione “non carina”. Aggiunge che, se può usarla Israele, allora dovrebbero poterlo fare anche gli altri. Definisce il mondo “disastroso”, ma ribadisce l’importanza di “pensare positivo”. Una posizione sintetica, che evidenzia sensibilità per le disparità e insieme il rifiuto del pessimismo assoluto.
FAQ
Chi è Patty Pravo e perché è ancora centrale nella musica italiana?
Patty Pravo è una delle icone della canzone italiana, attiva dagli anni Sessanta, nota per sperimentazione, stile unico e successi internazionali, elementi che ne consolidano l’autorevolezza artistica.
Qual è il significato principale della canzone “Opera”?
“Opera” celebra l’unicità di ogni persona: ciascuno è un’opera d’arte irripetibile. Il brano unisce introspezione, visione esistenziale e linguaggio pop sofisticato.
Quante volte Patty Pravo ha partecipato al Festival di Sanremo?
Con l’edizione 2025 sarà l’undicesima partecipazione di Patty Pravo al Festival di Sanremo, dalla prima volta nel 1970 fino all’attuale ritorno in gara.
In cosa consiste l’omaggio a Ornella Vanoni durante Sanremo?
Nella serata delle cover, Patty Pravo interpreterà “Ti lascio una canzone” con Timofej Andrijashenko, dedicando l’esibizione all’amica Ornella Vanoni.
Che rapporto c’è tra Patty Pravo e Madonna?
Le due artiste si scambiano talvolta messaggi su Instagram. Patty Pravo ha apprezzato la versione de “La bambola” cantata da Madonna, anche con le sue imperfezioni linguistiche.
Patty Pravo vuole vincere il Festival di Sanremo?
No, dichiara di non essere interessata alla vittoria. Ritiene sufficiente aver venduto milioni di dischi nel mondo e non vive Sanremo come una gara da conquistare a tutti i costi.
Cosa pensa Patty Pravo dell’Eurovision e della situazione di Israele?
Sull’Eurovision rimanda la decisione. Su Israele critica la disparità di trattamento rispetto ad altre nazioni alle Olimpiadi, auspicando criteri uniformi e un approccio meno divisivo.
Qual è la fonte originale delle dichiarazioni su Sanremo e “Opera”?
Le dichiarazioni di Patty Pravo su “Opera”, su Sanremo, su Madonna e su Israele provengono dall’intervista rilasciata al Corriere della Sera.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
PUBBLICITA’ – COMUNICATI STAMPA – PROVE PRODOTTI
Per acquistare pubblicità CLICCA QUI
Per inviarci comunicati stampa e per proporci prodotti da testare prodotti CLICCA QUI





