Patrizia De Blanck la malattia svelata dalla figlia Giada

La malattia di Patrizia De Blanck e il ruolo centrale di Giada
La morte di Patrizia De Blanck, 85 anni, chiude la parabola pubblica di una delle figure più riconoscibili della tv italiana, ma apre anche uno squarcio sul lungo calvario di malattia vissuto lontano dai riflettori. A restituire il quadro più lucido di questi mesi è la figlia Giada De Blanck, rimasta accanto alla madre fino all’ultimo e oggi voce principale nel racconto privato della contessa.
La scelta del silenzio, il dolore trattenuto e la gestione riservata delle cure descrivono una fase finale complessa, che solo ora emerge grazie alle testimonianze raccolte nei talk televisivi e sui social, tra cui quelle di Alberto Matano e Roberto Alessi.
Il calvario della malattia raccontato da Giada
A La Vita in Diretta, Roberto Alessi ha riferito il contenuto di un audio ricevuto da Giada, in lacrime nel ricordare gli ultimi mesi: per lei è stato “un calvario totale”, “una cosa terribile”.
Alessi sottolinea la dedizione assoluta di Giada, che avrebbe “regalato alla madre gli ultimi anni nel modo migliore”, tra assistenza costante e tutela della privacy. L’idea di “rimanere figli tutta la vita” diventa la chiave emotiva del racconto: la perdita non cancella il legame, che Giada descrive come presenza continua, anche dopo la morte.
Sui social, la stessa Giada sintetizza così il trauma del distacco: “Se chiudo gli occhi ti rivedo davanti a me, ma quando li riapro e capisco che non ci sei più è un dolore insostenibile”.
L’assenza dagli schermi e la gestione riservata del dolore
Alberto Matano ha ricordato come da tempo Patrizia De Blanck avesse ridotto drasticamente le apparizioni tv, fatta eccezione per pochi contenuti social, come il video del compleanno.
L’ultima presenza significativa risale a “Oggi è Un Altro Giorno” con Serena Bortone, nel gennaio 2023: un dato che conferma la volontà di vivere la malattia in ambito familiare e protetto.
Questa scelta di riservatezza, ribadita anche da Giada in altri messaggi, si colloca in controtendenza rispetto a molta narrazione mediatica del dolore, e contribuisce a rafforzare la percezione di un nucleo madre–figlia compatto, deciso a difendere gli ultimi istanti di vita della contessa.
Il legame madre-figlia e il racconto in tv
La relazione tra Patrizia e Giada De Blanck emerge, nelle interviste televisive, come un rapporto che supera i ruoli tradizionali di madre e figlia. Il lutto per la morte del marito di Patrizia, Giuseppe Drommi, è stato uno spartiacque: da quel momento, Giada racconta di essersi “unita ancora di più” alla madre, assumendo spesso il ruolo di sostegno principale, anche sul piano medico.
Le loro apparizioni nei talk hanno restituito con coerenza l’immagine di un duo molto legato, che affronta pubblicamente i momenti più duri, ma senza rinunciare alla protezione della propria sfera privata.
Quando Patrizia diceva “Giada mi basta e mi avanza”
Nella sua ospitata del gennaio 2023 da Serena Bortone, Patrizia De Blanck aveva descritto Giada come fulcro assoluto della propria esistenza: “Non posso dire che c’è qualcosa che mi manca nella mia vita, perché io ho Giada che riempie tutto”.
La contessa spiegava di non aver voluto altri figli perché la presenza di Giada era “più che sufficiente”: “Lei è una ragazza meravigliosa, stupenda e io sono così tanto fortunata. Mi ha anche salvato la vita tre volte”.
Queste parole, rilette oggi, assumono il valore di una sorta di testamento affettivo: la centralità di Giada è riconosciuta pubblicamente, con toni che confermano una profonda riconoscenza.
Il ruolo di Giada dopo la morte di Giuseppe Drommi
In un’altra puntata di “Oggi è Un Altro Giorno”, nell’aprile 2022, Giada De Blanck ha raccontato come, dopo la scomparsa del padre Giuseppe Drommi, i ruoli si siano “invertiti”.
A soli 16 anni, Giada si è trovata a sorreggere una madre in caduta emotiva: “Quando mia mamma è crollata, io l’ho tirata su”. Ha ricordato due episodi in cui ritiene di averle letteralmente salvato la vita: un lungo ricovero di tre mesi e mezzo in clinica e una grave dacriocistite con rischio di pus al cervello, diagnosticata grazie alla sua attenzione ai segnali fisici.
“L’ho sempre trascinata dai medici”, ha spiegato, sintetizzando una postura di cura vigile e costante, figlia di una “grande forza anche per lei”.
L’eredità pubblica di Patrizia De Blanck
Al di là del dolore privato, la figura di Patrizia De Blanck resta legata alla sua lunga esposizione mediatica, dalla nobiltà romana alla televisione generalista. I talk-show e i reality l’hanno trasformata in personaggio pop, con un’immagine spesso sopra le righe, ma sostenuta da una biografia complessa e da una rete di relazioni nel mondo dello spettacolo.
La gestione discreta dell’ultima malattia contrasta con la sua storica visibilità, e restituisce un’ultima fase segnata più dalla dimensione familiare che dal racconto televisivo.
Dalla nobiltà ai talk show: un personaggio mediatico
Nel corso degli anni, Patrizia De Blanck è passata dal ruolo di contessa di buona società a volto fisso dell’intrattenimento televisivo, partecipando a salotti, reality e programmi pomeridiani.
La sua cifra pubblica è sempre stata un misto di schiettezza, ironia e autoironia, che l’ha resa familiare a un pubblico trasversale, oltre le generazioni.
Questa visibilità ha contribuito a costruire un’immagine forte, spesso caricaturale, ma affiancata da momenti di vulnerabilità sincera, soprattutto quando parlava del marito Giuseppe Drommi e di Giada.
Memoria collettiva e narrazione del fine vita
Le testimonianze raccolte in questi giorni, da Alberto Matano a Roberto Alessi, contribuiscono a definire la memoria pubblica della contessa, con un focus sul rapporto madre–figlia e sul calvario della malattia.
La scelta di non spettacolarizzare le cure e di vivere la fase terminale in riservatezza si inserisce in un dibattito più ampio sul modo in cui il dolore e la malattia vengono esposti nei media italiani.
Nel caso di Patrizia, il racconto postumo sembra puntare su rispetto, misura e riconoscimento del lavoro silenzioso di assistenza svolto da Giada, oggi principale custode della sua eredità affettiva.
FAQ
Di quale malattia soffriva Patrizia De Blanck?
Le ricostruzioni disponibili parlano di una “brutta malattia” vissuta in grande riservatezza; la natura precisa della patologia non è stata resa nota dalla famiglia, nel rispetto della privacy di Patrizia De Blanck.
Perché la famiglia ha scelto il silenzio sulla malattia?
Giada De Blanck ha spiegato di aver vissuto “nel silenzio e nella riservatezza” per proteggere la madre in un momento “estremamente delicato e terribile”, privilegiando la dimensione familiare sulle esigenze mediatiche.
Qual è stata l’ultima apparizione televisiva di Patrizia?
Secondo Alberto Matano, l’ultima apparizione tv significativa di Patrizia De Blanck risale al gennaio 2023, a “Oggi è Un Altro Giorno” condotto da Serena Bortone su Rai 1.
Cosa ha raccontato Roberto Alessi sul calvario della malattia?
A La Vita in Diretta, Roberto Alessi ha riferito un audio di Giada, in cui la figlia definisce gli ultimi mesi “un calvario totale” e “una cosa terribile”, sottolineando però di sentire ancora la madre accanto a sé.
In che modo Giada ha salvato la vita alla madre?
In tv, Giada De Blanck ha raccontato di averla sostenuta dopo la morte di Giuseppe Drommi e di aver individuato per tempo problemi di salute gravi, tra cui una lunga degenza in clinica e una dacriocistite con rischio di pus al cervello.
Come Patrizia descriveva il rapporto con la figlia?
In un’intervista a Serena Bortone, Patrizia De Blanck ha dichiarato: “Giada riempie completamente la mia vita” e ha spiegato di non aver voluto altri figli perché la figlia “basta e avanza”.
Cosa ha scritto Giada sui social dopo la morte della madre?
Su Instagram, Giada De Blanck ha espresso il proprio dolore con parole dirette: “Se chiudo gli occhi ti rivedo davanti a me, ma quando li riapro e capisco che non ci sei più è un dolore insostenibile”.
Qual è la fonte originale delle dichiarazioni riportate?
Le informazioni su malattia, testimonianze di Giada De Blanck, interventi di Alberto Matano e Roberto Alessi provengono dall’articolo pubblicato da Biccy dal titolo “Patrizia De Blanck, malattia e nuova confessione della figlia Giada”.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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