Parodi svela il nuovo rapporto con le figlie e sorprende i fan

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Un rapporto madre-figli che cambia nel tempo
Il legame tra Benedetta Parodi e i suoi tre figli è oggi un equilibrio maturo fatto di dialogo, fiducia e confidenza, come emerso dalle risposte che la conduttrice ha condiviso con i follower su Instagram. Con le figlie maggiori, Matilde ed Eleonora, rispettivamente 23 e 21 anni, la relazione ha compiuto una trasformazione naturale: da rapporto educativo tradizionale a vera e propria complicità quotidiana. «Siamo veramente tre buone amiche», ha raccontato, sottolineando come, con la crescita delle ragazze, sia stato possibile allentare quel rigore tipico della maternità nei primi anni di vita.
La conduttrice 53enne evidenzia come questa evoluzione non significhi rinunciare al ruolo di guida, ma interpretarlo in modo diverso, più orizzontale che verticale. «Ormai sono delle donne e quindi, pur essendo sempre una guida, e cercando di mantenere un minimo di autorità, direi che siamo veramente tre buone amiche», ha spiegato, descrivendo una relazione dove il confronto è alla pari e il rispetto è reciproco. Il passaggio da madre “rigorosa” ad adulta di riferimento, ma anche amica, è un tema sempre più centrale nelle famiglie italiane.
Sereno anche il rapporto con il terzogenito Diego, 16 anni, nato dal matrimonio con il giornalista sportivo Fabio Caressa. Nonostante l’età delicata dell’adolescenza, in casa non si registrano esplosioni o conflitti generazionali: «Sono fortunata perché i miei figli sono sempre stati molto educati e mai troppo ribelli», ha ribadito Benedetta, offrendo uno spaccato rassicurante di famiglia contemporanea.
Educare con rigore e rispetto dell’autonomia
Alla base di questo equilibrio familiare, secondo Benedetta Parodi, c’è uno stile educativo condiviso con il marito Fabio Caressa, frutto di scelte chiare e coerenti nel tempo. La coppia, sposata dal 1999, ha adottato un approccio che unisce fermezza nei principi e grande rispetto per l’individualità di ciascun figlio. «Quello che io e Fabio abbiamo cercato di fare è educarli in maniera rigorosa, ma rispettare sempre le loro scelte, cioè come individui, non imporre mai i nostri sogni e non invadere il loro spazio personale», ha spiegato la conduttrice.
In un contesto sociale in cui i ragazzi rivendicano con forza il proprio percorso, il modello proposto da Parodi e Caressa va nella direzione di una genitorialità autorevole ma non autoritaria. Le regole esistono, ma non soffocano la crescita personale, né trasformano le aspettative dei genitori in un peso da portare sulle spalle. Questo tipo di impostazione, evidenziano molti psicologi dell’età evolutiva, è tra i più efficaci per sviluppare autostima e responsabilità nei figli.
Il dialogo continuo, la possibilità di sbagliare senza essere giudicati e il riconoscimento dei figli come persone autonome sono gli elementi che emergono dal racconto di Benedetta. Il loro stile educativo infatti non si limita a evitare conflitti, ma punta a formare adulti consapevoli, capaci di scegliere la propria strada, che si tratti di studio, lavoro, città in cui vivere o relazioni affettive, senza la pressione di dover compiacere mamma e papà.
Nido che si svuota, famiglia che si trasforma
Il tema del “nido vuoto” è al centro anche dell’intervista rilasciata da Benedetta Parodi e Fabio Caressa a Vanity Fair, dove i due riflettono sul momento in cui i figli iniziano a spiccare il volo. Oggi, due dei tre ragazzi vivono ancora con loro, mentre la primogenita Matilde si è trasferita a Torino. «Due su tre. La grande è a Torino», racconta Caressa, confessando che la sua idea di felicità sarebbe un grande casolare dove poter vivere tutti insieme, senza separazioni.
Benedetta, invece, guarda con entusiasmo all’autonomia della figlia maggiore: «Io sono felicissima perché era il momento che si costruisse qualcosa di suo: sono super contenta e, quando torna, è ancora più una gioia». La distanza diventa così un modo per riscoprire la qualità del tempo condiviso, più che la quantità, e per accettare che l’amore genitoriale non coincide con il controllo quotidiano. È un passaggio delicato che molte famiglie italiane stanno vivendo, specie nelle grandi città e nei centri universitari.
La conduttrice non nasconde però una certa inquietudine per il futuro: «Da mamma sono impegnatissima tutti i giorni: quando i figli andranno via dovrò industriarmi non poco per trovare delle cose da fare in grado di riempire quel vuoto». Una mezza soluzione, con il suo inconfondibile tocco di ironia e passione per la cucina, sembra averla già: «Fabio, ti farò tantissimo da mangiare». Un modo per dire che la famiglia cambia forma, ma resta il centro affettivo intorno a cui costruire nuove abitudini e nuovi progetti.
FAQ
D: Chi sono i figli di Benedetta Parodi?
R: I figli di Benedetta Parodi e Fabio Caressa sono Matilde, Eleonora e Diego.
D: Quanti anni hanno le figlie maggiori di Benedetta Parodi?
R: Matilde ha 23 anni ed Eleonora ne ha 21.
D: Dove vive la primogenita di Benedetta Parodi?
R: La primogenita Matilde vive a Torino, lontano dalla casa di famiglia.
D: Che tipo di rapporto ha Benedetta Parodi con le figlie?
R: Benedetta descrive il legame con Matilde ed Eleonora come quello tra «tre buone amiche».
D: Come gestiscono l’educazione dei figli Benedetta Parodi e Fabio Caressa?
R: Puntano su rigore nei valori ma grande rispetto dell’autonomia e delle scelte personali dei figli.
D: Com’è il rapporto con il figlio più piccolo Diego?
R: Il rapporto con Diego, 16 anni, è sereno; la coppia lo descrive come educato e non ribelle.
D: Cosa pensa Benedetta Parodi del “nido vuoto”?
R: È felice dell’autonomia dei figli ma ammette di temere il vuoto quotidiano quando andranno via tutti.
D: Qual è la fonte delle dichiarazioni su famiglia e figli di Benedetta Parodi?
R: Le dichiarazioni provengono dai contenuti pubblicati su Instagram da Benedetta Parodi e dall’intervista rilasciata a Vanity Fair, fonte originale delle informazioni.




