Paolo Ardoino (Tether) svela i retroscena del patrimonio da 4 Miliardi

L’ascesa di Paolo Ardoino, da ricercatore universitario con un compenso di 800 euro al mese a CEO della società più profittevole del settore delle criptovalute, rappresenta un unicum nella storia finanziaria recente. Con un patrimonio personale stimato in 4 miliardi di euro e la guida di Tether, un’azienda che gestisce una capitalizzazione di oltre 120 miliardi di dollari, Ardoino ha ridefinito il concetto di efficienza aziendale. La Tether, con soli 100 dipendenti, ha generato nell’ultimo anno oltre 6,2 miliardi di dollari di profitti, superando giganti storici di Wall Street come Goldman Sachs e BlackRock in termini di rendimento pro capite.
In questa inchiesta, analizziamo i pilastri di un impero costruito sulla testardaggine e su una visione tecnologica che fonde la matematica libertaria di Bitcoin con la stabilità del dollaro americano. Attraverso la gestione di crisi sistemiche, attacchi speculativi coordinati e lo scrutinio dei regolatori di New York, Paolo Ardoino ha consolidato la posizione di USDT come infrastruttura critica della finanza globale. Come dichiarato dallo stesso CEO durante l’intervista analizzata: “Credo, la definisco come un’opportunità che capita una volta in 100 anni un’azienda del genere”.
L’articolo esplora non solo la scalata economica, ma anche il pivot strategico verso investimenti in settori di frontiera come l’intelligenza artificiale e la neurotecnologia, delineando un futuro in cui l’uomo deve evolversi per non soccombere alle macchine. Una disamina autorevole su come il codice software possa trasformarsi in potere finanziario assoluto.
La metamorfosi del ricercatore: dalle origini al codice
La traiettoria professionale di Ardoino inizia con una passione precoce per la programmazione, ereditata dal padre e coltivata tra le mura domestiche già all’età di 8 anni. La sua formazione accademica a Genova è stata il trampolino di lancio per una carriera che ha saputo coniugare rigore matematico e ambizione imprenditoriale in un mercato allora inesplorato.
La disciplina del programmatore e i primi progetti
Fin dall’infanzia, la programmazione è stata per Ardoino uno strumento di espressione e creazione di mondi digitali. Durante gli anni universitari a Genova, si è distinto per la creazione di browser games e bot, affrontando le prime sfide legali legate alla proprietà intellettuale.
Queste esperienze hanno forgiato una mentalità orientata all’esecuzione pratica piuttosto che alla mera teoria accademica.
Il salto nella finanza tradizionale e il software di portafoglio


Dopo aver lasciato la ricerca universitaria, Ardoino ha cercato opportunità dove risiedeva il capitale, trasferendosi in Svizzera e poi a Londra. Ha lavorato allo sviluppo di software per la gestione dei portafogli di fondi d’investimento, acquisendo una profonda conoscenza delle inefficienze dei sistemi bancari tradizionali.
In questo periodo ha compreso che la finanza mondiale poggiava su tecnologie obsolete, definendola un sistema retto da “spago e chewing gum”.
La folgorazione per Bitcoin nel 2013
L’incontro con Bitcoin nel 2013 ha rappresentato la svolta ideologica e tecnica definitiva. Ardoino ha acquistato il suo primo Bitcoin quando valeva circa 100 dollari, intuendo che la blockchain avrebbe potuto “rasare via” decenni di stratificazioni tecnologiche inefficienti nelle banche.
La natura matematica e libertaria della valuta digitale si è sposata perfettamente con la sua visione di un mondo governato da leggi oggettive.

L’architettura Tether: scalare con Giancarlo Devasini
Il legame con Giancarlo Devasini è stato il catalizzatore che ha trasformato le competenze tecniche di Ardoino in un potere finanziario di scala globale. Insieme, hanno trasformato Bitfinex e Tether in pilastri inamovibili dell’ecosistema crypto.
L’ingresso in Bitfinex e la crisi del 2016
Ardoino è entrato in Bitfinex nel 2014, in un momento in cui gli exchange erano poco più che siti e-commerce rudimentali. Ha ricostruito quasi interamente l’infrastruttura tecnologica della piattaforma, affrontando nel 2016 la crisi dell’hackeraggio da 119.000 Bitcoin.
La gestione di quell’emergenza, volta a rimborsare integralmente i clienti, ha cementato la fiducia di Devasini nei suoi confronti.
Il genio della semplicità: USDT e il dollaro su blockchain
L’idea di Tether, attribuita a Giancarlo Devasini, era disarmante nella sua semplicità: prendere il dollaro e metterlo sulla blockchain. Ardoino ha curato l’esecuzione tecnica di questo piano, rendendolo fruibile e sicuro per milioni di utenti in tutto il mondo.
Questa innovazione ha permesso la nascita dello stablecoin più scambiato, fornendo la liquidità necessaria all’intera industria delle criptovalute.
La struttura societaria e la partecipazione all’equity
Il passaggio da dipendente a CEO è stato accompagnato da un progressivo coinvolgimento nella proprietà della società. Sebbene i dettagli esatti siano riservati, Ardoino ha confermato di partecipare all’equity di Tether, il che spiega l’esplosione del suo patrimonio personale.
Essere proprietario di una quota significativa di un’azienda che produce miliardi di profitti netti è il vero segreto dietro ai suoi 4 miliardi.
La guerra contro Wall Street e i regolatori
Gestire un’azienda così potente al di fuori dei confini tradizionali di Wall Street ha esposto Ardoino a uno scrutinio senza precedenti. Il CEO di Tether ha risposto con fermezza alle accuse, contrattaccando sul piano della trasparenza e dell’efficienza.
Il confronto con il New York Attorney General
La causa intentata dal regolatore di New York nel 2021 si è conclusa con un accordo da 18,5 milioni di dollari senza ammissione di colpa. Paolo Ardoino sottolinea con sarcasmo come, mentre le grandi banche ricevono multe miliardarie per riciclaggio e assistenza ai cartelli, Tether sia stata criticata per questioni molto meno gravi.
Questo scontro ha “acceso il fuoco” sotto l’azienda, spingendola a migliorare radicalmente la comunicazione e il reporting.
La legittimazione di Cantor Fitzgerald
Un punto di svolta nella percezione istituzionale è stato il supporto di Howard Lutnick, CEO di Cantor Fitzgerald, che custodisce gran parte delle riserve di Tether. Lutnick ha dichiarato pubblicamente che l’azienda possiede effettivamente i fondi che dichiara, smentendo anni di voci su presunte mancanze di copertura.
Questa partnership ha fornito a Tether lo scudo necessario per resistere alle pressioni del sistema finanziario americano.
Il pregiudizio verso la “maglietta sbagliata”
Ardoino riflette amaramente sul pregiudizio che colpisce gli imprenditori non americani: “Noi italiani che viviamo non negli Stati Uniti non abbiamo la maglietta del colore giusto per Wall Street”. L’establishment di New York faticava ad accettare che un sistema così grande e dirompente fosse gestito da due italiani fuori dal loro controllo.
Questa barriera culturale ha alimentato gran parte della narrativa negativa che ha circondato USDT per anni.
Il “Big Short” e la resilienza del 2022
L’anno più difficile è stato il 2022, quando il crollo di TerraLuna ha innescato un attacco speculativo coordinato contro Tether, con l’obiettivo di causarne il fallimento tramite una corsa agli sportelli.
Il test di stress dei 20 miliardi
In soli venti giorni, Tether ha rimborsato circa 20 miliardi di dollari ai propri clienti, di cui 7 miliardi processati nelle prime 48 ore. Questo volume di prelievi avrebbe mandato in default quasi qualunque banca commerciale tradizionale, ma Tether ha onorato ogni singola richiesta senza ritardi.
La capacità di smobilizzare il 25% delle proprie riserve in tempi così brevi è stata la prova definitiva della solidità di USDT.
La taglia di Hindenburg Research
Società di ricerca e hedge funds come Hindenburg Research avevano messo una taglia da 1 milione di dollari su informazioni compromettenti riguardanti Tether. Ardoino osserva con orgoglio che la taglia è rimasta inevasa semplicemente perché non esistevano le irregolarità ipotizzate dai critici.
Mentre banche storiche come Credit Suisse crollavano sotto pressioni minori, Tether emergeva come l’attore più resiliente del mercato.
L’ipocrisia del mondo crypto: il caso FTX
Mentre Tether veniva attaccata, il settore esaltava figure come Sam Bankman-Fried di FTX, oggi in prigione. Ardoino ricorda come, in una stanza piena di leader del settore a inizio 2022, Tether fosse indicata come la prossima a fallire.
A fine anno, molti di quei leader erano spariti, mentre Tether continuava a produrre profitti record.
Oltre il profitto: investimenti in AI e Neurotecnologie
Invece di distribuire i miliardi di profitti come dividendi, Tether sta reinvestendo massicciamente nella creazione di un futuro tecnologico sovrano e decentralizzato.
Robotica e futuro del lavoro
Paolo Ardoino prevede un’imminente ondata di robot umanoidi prodotti a costi bassissimi, circa 20.000 dollari, da aziende come Tesla e Xiaomi. Questa evoluzione lo preoccupa poiché la produzione di un essere umano richiede vent’anni e investimenti molto più elevati.
Tether sta allocando capitali in questo settore per assicurarsi che lo sviluppo della robotica segua principi di decentralizzazione e privacy.
Blackrock Neurotech e il superamento dell’AI
La società ha acquisito la maggioranza di Blackrock Neurotech, azienda leader nei chip cerebrali con già 40 pazienti impiantati. L’obiettivo è abbattere la latenza tra pensiero e azione, permettendo all’uomo di interagire direttamente con processori matematici.
Ardoino ritiene che questa sia l’unica difesa dell’umanità contro un’IA che presto programmerà meglio di qualsiasi essere umano.
La filosofia della sovranità digitale
Ogni investimento di Tether, dalle energie rinnovabili alle telecomunicazioni, riflette la filosofia libertaria di Bitcoin. L’idea non è accumulare beni personali, ma detenere proprietà intellettuale e know-how che garantiscano l’indipendenza delle generazioni future.
La missione aziendale è diventata quella di collezionare e implementare idee capaci di cambiare il paradigma del rapporto uomo-macchina.
Il lato umano: uno stile di vita non convenzionale
Nonostante un patrimonio da 4 miliardi, Paolo Ardoino rifiuta i cliché del miliardario moderno, mantenendo un legame forte con le proprie radici e una routine centrata sul lavoro.
L’Audi A3 e il valore della frugalità
Il CEO di Tether guida ancora un’Audi A3 del 2015 e dichiara di non provare divertimento nel detenere oggetti di lusso. L’unico vero piacere che si concede è il cibo di qualità, mantenendo per il resto uno stile di vita austero.
Questa scelta è dettata dalla consapevolezza che l’opportunità di guidare un’azienda come Tether è un evento unico nella storia.
Lavorare con il coniuge ai vertici
La vita privata di Ardoino è totalmente sovrapposta a quella professionale, dato che lavora insieme alla moglie, la quale ricopre il ruolo di CEO in una delle aziende del gruppo. Si definiscono “due matti” che si divertono a costruire progetti da mattina a sera, eliminando il confine tra tempo libero e dovere.
Questa sinergia familiare permette una dedizione totale alla missione di Tether senza le distrazioni tipiche della ricchezza improvvisa.
Il consiglio per i nuovi imprenditori: concretezza
Fuori onda, Ardoino sottolinea l’importanza di risolvere problemi nel mondo reale invece di lanciare progetti astratti in ambito cripto. Che si tratti di tracciare il caffè o autenticare opere d’arte, il valore risiede nell’esecuzione e nella capacità di rispondere a bisogni concreti della società.
Le idee, secondo lui, sono quasi gratuite; è la capacità di realizzarle che crea i miliardari di domani.
FAQ
Qual è il vero patrimonio di Paolo Ardoino?
Il patrimonio di Paolo Ardoino è stimato intorno ai 4 miliardi di euro, derivante principalmente dalla sua partecipazione azionaria in Tether.
Come fa Tether a fare più profitti di Goldman Sachs con soli 100 dipendenti?
Grazie a un’infrastruttura tecnologica scalabile che gestisce 120 miliardi di dollari con costi operativi minimi, concentrando i ricavi sugli interessi delle riserve in titoli di stato americani.
Quali sono state le crisi più grandi gestite da Ardoino?
L’hackeraggio di Bitfinex nel 2016 e l’attacco speculativo post-TerraLuna nel 2022, durante il quale Tether ha rimborsato 20 miliardi di dollari in venti giorni.
Che cos’è l’USDT e perché è così importante?
È uno stablecoin ancorato al valore del dollaro americano che fornisce la liquidità necessaria per la maggior parte degli scambi nel mercato delle criptovalute.
Perché Tether investe in chip cerebrali come Blackrock Neurotech?
Per permettere all’uomo di interagire direttamente con la matematica e non perdere competitività rispetto a un’IA sempre più potente.
Chi garantisce la presenza delle riserve di Tether?
Attualmente gran parte delle riserve è in custodia presso Cantor Fitzgerald, il cui CEO Howard Lutnick ha confermato pubblicamente la loro esistenza.
Paolo Ardoino ha intenzione di vendere l’azienda o fare una “exit”?
Non ha manifestato intenzione di vendere, dichiarando che il divertimento risiede nel creare e detenere società che sviluppano proprietà intellettuale.
Qual è la fonte originale di queste informazioni?
Le informazioni provengono dall’intervista video di Paolo Ardoino al canale Chapeau, pubblicata il 24 dicembre 2024.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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