Palmieri rompe il silenzio dopo l’incubo ustioni: il vero calvario inizia

Il ritorno a casa di Eleonora
La dimissione di Eleonora Palmieri dall’ospedale segna una tappa cruciale dopo il rogo di Crans-Montana nel locale Le Constellation, esploso nella notte di Capodanno in Svizzera. La 29enne veterinaria, ricoverata all’ospedale Bufalini di Cesena, ha annunciato sui social: «La mia degenza è finita», spiegando che il ritorno a casa non equivale alla fine del percorso di cura.
«Tornerò spesso per le medicazioni e i controlli necessari, il mio legame con questo centro non si spezza», ha sottolineato Palmieri, riconoscendo il ruolo fondamentale della struttura romagnola nelle fasi più critiche del trattamento delle ustioni. La giovane ha condiviso con i propri follower sentimenti contrastanti: sollievo per aver superato la fase più acuta, ma anche consapevolezza delle sfide future.
Il caso di Eleonora è diventato un simbolo di resilienza per le vittime di grandi ustioni legate a incidenti in locali pubblici, tema su cui le autorità elvetiche e italiane stanno intensificando l’attenzione. Le indagini sul rogo di Le Constellation proseguono, mentre sui social si è creata una comunità di sostegno intorno alla giovane veterinaria, contribuendo a tenere alta l’attenzione su sicurezza, prevenzione e diritti dei sopravvissuti.
Ferite visibili e ferite invisibili
Nel suo racconto, Eleonora Palmieri insiste sulla complessità delle ustioni: «Le ustioni sono traumi profondamente diversi dagli altri». Non si tratta solo di tessuti da ricostruire, ma di un equilibrio psicologico da ripristinare dopo il panico del rogo a Crans-Montana e le immagini indelebili del locale Le Constellation avvolto dalle fiamme.
La 29enne spiega che il percorso «durerà almeno un paio d’anni», con cicatrici definite «vive», perché si modificano nel tempo e richiedono controlli periodici, bendaggi, creme e possibili correzioni chirurgiche. A questo si sommano il dolore cronico, le limitazioni nei movimenti, l’ipersensibilità cutanea e l’impatto estetico, spesso sottovalutato ma centrale nella qualità di vita dei pazienti ustionati.
Sul fronte psicologico, Palmieri dovrà affrontare un lavoro profondo per elaborare il trauma: flashback, ansia, insonnia e senso di colpa del sopravvissuto sono esperienze comuni. Lei stessa sottolinea come il proprio percorso sia anche un atto di responsabilità verso chi non è sopravvissuto all’incendio: «Sarà una fase di ricostruzione lunga e paziente», ha spiegato, trasformando la guarigione in una sorta di impegno civile e memoria attiva delle vittime.
Il ruolo dei centri ustioni e della rete di supporto
Il riferimento costante di Eleonora Palmieri all’ospedale Bufalini di Cesena mette in luce il ruolo chiave dei centri grandi ustioni in Italia. Queste strutture garantiscono équipe multidisciplinari – chirurghi plastici, anestesisti, psicologi, fisioterapisti – indispensabili per trattare danni estesi come quelli riportati nell’incendio di Crans-Montana.
«Grazie a chi ha curato le mie ferite e a chi continua a sostenermi. Sapere di non essere sola in questo lungo viaggio è la mia spinta», ha scritto Palmieri, evidenziando quanto la rete affettiva e professionale sia decisiva. Oltre alle cure ospedaliere, il sostegno di amici, familiari, colleghi e della comunità online contribuisce a contenere l’isolamento spesso vissuto da chi porta sulla pelle esiti di ustioni gravi.
La storia della giovane veterinaria solleva anche un tema di sanità pubblica: la necessità di rafforzare percorsi strutturati di lungo periodo per i sopravvissuti a incidenti complessi, dal follow-up ambulatoriale ai programmi di reinserimento lavorativo. Nel caso di Eleonora, tornare alla professione di veterinaria sarà un obiettivo delicato, da raggiungere passo dopo passo, conciliando terapie, limiti fisici e tutela della salute mentale.
FAQ
Dove è avvenuto l’incendio che ha coinvolto Eleonora Palmieri?
L’incendio è scoppiato nella notte di Capodanno nel locale Le Constellation a Crans-Montana, in Svizzera.
In quale ospedale è stata ricoverata Eleonora Palmieri?
È stata ricoverata presso l’ospedale Bufalini di Cesena, uno dei principali centri ustioni italiani.
La degenza di Eleonora Palmieri è terminata?
Sì, la giovane è stata dimessa e ha dichiarato: «La mia degenza è finita», pur continuando le cure ambulatoriali.
Perché il percorso di guarigione sarà lungo?
Perché le ustioni richiedono cure prolungate: cicatrici “vive”, fisioterapia, eventuali interventi e supporto psicologico per il trauma.
Che tipo di supporto psicologico è previsto?
Un percorso strutturato per affrontare ansia, ricordi traumatici, senso di colpa del sopravvissuto e il cambiamento dell’immagine corporea.
Eleonora Palmieri potrà tornare al lavoro come veterinaria?
L’obiettivo è tornare gradualmente alla professione, compatibilmente con l’evoluzione clinica e il benessere psicologico.
Qual è il ruolo dei centri ustioni come il Bufalini di Cesena?
Offrono cure multidisciplinari per grandi ustionati, dal trattamento acuto alla riabilitazione fisica e psicologica di lungo periodo.
Qual è la fonte delle informazioni su Eleonora Palmieri?
Le informazioni derivano dagli aggiornamenti resi noti sui social da Eleonora Palmieri e dalle ricostruzioni giornalistiche sul rogo di Crans-Montana.




