Ospedale Monaldi di Napoli parte civile nel caso del bambino con gravi ustioni al cuore
Indice dei Contenuti:
Monaldi parte civile nel processo per la morte del piccolo Domenico
L’ospedale Monaldi di Napoli annuncia che si costituirà parte civile nel procedimento penale per la morte del piccolo Domenico Caliendo, deceduto dopo un trapianto di cuore. L’ha confermato la direttrice generale Anna Iervolino, mentre la Procura ascolta due dei medici indagati, il cardiochirurgo Guido Oppido e la collega Emma Bergonzoni. L’inchiesta, condotta a Napoli in queste settimane, mira a chiarire cause, responsabilità cliniche e gestionali dell’intervento e delle fasi preparatorie. Intanto, nel cortile del Monaldi è stato piantato un ulivo commemorativo con una targa in ricordo del bambino, simbolo di memoria e richiesta di giustizia da parte della famiglia, impegnata anche in una trattativa risarcitoria con l’azienda ospedaliera.
In sintesi:
- Il Monaldi annuncia la costituzione di parte civile nel futuro processo penale.
- Ascoltati dagli inquirenti i cardiochirurghi Guido Oppido ed Emma Bergonzoni, tra gli otto indagati.
- In corso trattativa risarcitoria tra la famiglia di Domenico e la direzione dell’ospedale.
- Ispezioni in atto sul Monaldi e posizione di Anna Iervolino sotto valutazione.
Il caso del “bambino dal cuore bruciato” ha aperto un fronte giudiziario e istituzionale delicatissimo per il sistema sanitario campano. La morte di Domenico dopo il trapianto al Monaldi ha portato l’autorità giudiziaria a indagare otto sanitari, concentrandosi sulle modalità di prelievo, conservazione e impianto dell’organo.
Nelle ultime ore, la Procura ha ascoltato il responsabile dell’intervento, il dottor Guido Oppido, e la cardiochirurga Emma Bergonzoni. Il legale di Oppido ha riferito che il medico ha respinto ogni addebito, esponendo la propria ricostruzione tecnica dei tempi operatori e delle procedure adottate. Parallelamente, la direzione del Monaldi è sottoposta a ispezioni ministeriali e regionali, mentre nel cortile dell’ospedale è stato dedicato un ulivo alla memoria del bambino, a testimonianza di un lutto che investe la struttura e la comunità.
La famiglia di Domenico Caliendo, assistita dall’avvocato di fiducia, ha avviato un dialogo formale con i legali dell’azienda per un risarcimento milionario, mantenendo però ferma la richiesta di verità giudiziaria sulle responsabilità cliniche e organizzative.
Responsabilità, dimissioni e trattativa: la linea di Anna Iervolino
La direttrice generale Anna Iervolino sottolinea una responsabilità “diffusa” all’interno dell’organizzazione: secondo la manager, in casi così gravi le colpe non possono essere circoscritte a singoli anelli della catena assistenziale.
Pur riconoscendo la gravità dell’evento, Iervolino esclude dimissioni immediate: si definisce un “tecnico” chiamato a garantire continuità gestionale e miglioramento dei processi clinici. L’ospedale, ricorda, è contemporaneamente al centro di un’ispezione e oggetto di valutazione anche per quanto riguarda la governance, inclusa la sua posizione.
Sul fronte civile, la direttrice conferma l’avvio di una trattativa con i familiari di Domenico: *“L’avvocato della famiglia ha già avviato un dialogo con i nostri legali… la prossima settimana ci sarà un incontro per iniziare la trattativa e sono sicura che tutto procederà con grande serenità”*.
Iervolino insiste inoltre su un piano umano e istituzionale condiviso: *“Non c’è mai stata contrapposizione tra azienda e famiglia, ne comprendiamo il dolore… Da questo dolore nasce la consapevolezza di dover lavorare ancora di più per una Sanità migliore”*.
Le prospettive del caso Domenico per la sanità campana
Il caso del piccolo Domenico si candida a diventare un banco di prova per la cardiochirurgia pediatrica e per i protocolli di trapianto in tutta la sanità campana. L’eventuale processo, con il Monaldi parte civile, produrrà perizie e linee guida che potrebbero ridefinire standard su conservazione degli organi, gestione d’emergenza e catena decisionale in sala operatoria.
Le ispezioni in corso, sommate alla trattativa risarcitoria e alle possibili azioni disciplinari, possono tradursi in una revisione organizzativa profonda dell’ospedale. Per i pazienti e le famiglie, l’esito dell’inchiesta sarà cruciale per misurare la reale capacità del sistema di riconoscere gli errori, prevenirli e ristabilire fiducia nelle strutture pubbliche.
FAQ
Perché l’ospedale Monaldi vuole costituirsi parte civile?
La decisione è volta formalmente a tutelare l’ente, distinguendo eventuali responsabilità individuali da quelle istituzionali e partecipando attivamente all’accertamento della verità processuale.
Quanti medici risultano indagati per la morte del piccolo Domenico?
Al momento risultano indagati otto sanitari, tra cui il responsabile del trapianto Guido Oppido e la cardiochirurga Emma Bergonzoni, già ascoltati dai magistrati.
La direttrice Anna Iervolino si dimetterà dall’ospedale Monaldi?
Attualmente no. La direttrice Anna Iervolino ha escluso dimissioni, rivendicando un ruolo tecnico e impegnandosi a proseguire il lavoro di gestione e riorganizzazione.
Come si sta muovendo la famiglia di Domenico sul piano civile?
La famiglia ha incaricato un legale, avviato la trattativa risarcitoria con l’ospedale e richiesto un risarcimento milionario, mantenendo prioritaria la ricerca di verità giudiziaria.
Quali sono le fonti di riferimento per questa ricostruzione giornalistica?
Le informazioni derivano da un’elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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