Oro e caffè impennano, smartphone e olio crollano: il cambiamento che nessuno si aspettava
Indice dei Contenuti:
Gioielli in rialzo record
Gioielli in forte accelerazione di prezzo, spinti dal boom delle quotazioni dell’oro come bene rifugio. Nel 2025, i listini medi del comparto segnano un incremento intorno al 22%, trainato dall’incertezza geopolitica e dalla domanda di asset difensivi. Il balzo si riflette su anelli, collane e orologi, con rincari uniformi lungo la filiera, dal wholesale alle vetrine retail.
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Secondo l’analisi del Ccr (Centro di formazione e ricerca sui consumi), il settore guida la classifica degli aumenti nel paniere, superando beni di largo consumo e servizi. La dinamica è coerente con l’impennata dei metalli preziosi registrata negli ultimi mesi, che ha compresso i margini di lavorazione e ridotto la capacità dei rivenditori di assorbire i costi.
La volatilità del metallo giallo resta il principale driver: le tensioni internazionali e la ricerca di coperture contro l’inflazione alimentano acquisti tattici e investimenti fisici. In parallelo, permangono pressioni da costi assicurativi e logistici, mentre l’effetto sostituzione verso alternative meno costose appare marginale. Per i consumatori, l’impatto si traduce in scontrini più pesanti e in una crescente selezione su carature e design; per gli operatori, il focus è sulla gestione scorte e su pricing dinamico per evitare erosione di margini nelle fasi di rally dei listini.
Caffè e materie prime sotto pressione
I listini del caffè segnano un rialzo medio del 20,7%, con impatto immediato sia sugli scaffali della Gdo sia sulla tazzina al bar. La fiammata è alimentata da shock su materie prime e raccolti compromessi dai cambiamenti climatici, che stringono l’offerta e spingono i contratti all’origine.
L’effetto contagio riguarda anche il cacao in polvere (+19,5%) e il cioccolato (+10,9%), comparti esposti alle stesse criticità agricole e alla volatilità dei noli. La pressione sui costi si somma alle tensioni geopolitiche e a dinamiche speculative su logistica e turismo, con tariffe che si muovono in funzione della domanda.
Nel paniere analizzato dal Ccr, avanzano inoltre i voli nazionali (+16,3%) e il burro (+13%), mentre i servizi ricreativi e sportivi e gli altri agrumi restano in territorio di rialzo vicino al 9-10%. Il denominatore comune è la minore prevedibilità delle filiere e il pass-through dei costi lungo la catena del valore.
Smartphone e olio d’oliva in calo prezzi
Smartphone e dispositivi mobili archiviano il 2025 con ribassi marcati: i prezzi medi scendono del 14,7% rispetto all’anno precedente, in scia alla concorrenza di gamma e al ricambio tecnologico più efficiente. Il trend ribassista coinvolge anche computer portatili, palmari e tablet, in flessione del 13,6%, mentre televisori e apparecchi per la riproduzione di immagini e suoni calano dell’8,1%.
Nel carrello della spesa alimentare, l’olio d’oliva torna su livelli più accessibili: -14,5% sul 2024, dopo due anni di rincari. La correzione è favorita da un allentamento delle tensioni sulle forniture e da un ribilanciamento della domanda, pur in un contesto climatico ancora instabile.
La discesa coinvolge anche lo zucchero (-9,6%) e gli apparecchi per la pulizia domestica (-9,2%). Nel complesso, la fotografia del Ccr evidenzia un paniere a doppia velocità: elettronica di consumo in markdown, beni alimentari selettivi in raffreddamento, mentre energia e alcune filiere restano in pressione.
FAQ
Quali prodotti hanno registrato i cali maggiori? Gli smartphone (-14,7%) e l’olio d’oliva (-14,5%), seguiti da laptop/tablet (-13,6%) e zucchero (-9,6%).
Perché scendono i prezzi degli smartphone? Forte competizione, cicli di prodotto più rapidi e miglior efficienza nelle supply chain comprimono i listini.
L’olio d’oliva tornerà a salire? Il rientro dei prezzi dipende da rese agricole e clima; la volatilità resta un rischio.
Quali settori restano in tensione? Energia e alcune materie prime alimentari mostrano ancora pressioni sui costi.
Lo zucchero perché cala? Miglior equilibrio tra offerta e domanda e normalizzazione dei costi logistici.
Chi ha condotto l’analisi? Il Ccr (Centro di formazione e ricerca sui consumi) ha classificato gli andamenti del paniere 2025. Fonte: ANSA.
Il mercato libero dell’energia segue la stessa dinamica? Le tariffe del mercato libero risultano in calo, a differenza del tutelato che ha segnato rialzi.




