OpenAI travolta da polemica politica, spunta il maxi finanziatore pro Trump

Indice dei Contenuti:
OpenAI’s president is a Trump mega-donor
Maxi-donazione e legame con la campagna presidenziale
Il cofondatore e storico presidente di OpenAI, Greg Brockman, è emerso come uno dei principali finanziatori del fronte pro-Donald Trump nella corsa del 2026. Insieme alla moglie Anna Brockman, ha versato nel settembre 2025 complessivamente 25 milioni di dollari al super PAC “MAGA Inc.”, secondo una recente dichiarazione alle autorità federali statunitensi.
Si tratta di una cifra che eguaglia la più alta singola donazione al comitato e rappresenta quasi un quarto dell’intero raccolto nell’ultimo semestre. Il sostegno economico dei Brockman arriva mentre la Casa Bianca spinge per una strategia aggressiva a favore dell’industria dell’IA, puntando a depotenziare le normative statali più stringenti che molte big tech, inclusa OpenAI, hanno contrastato nei mesi scorsi.
L’azienda non ha fornito risposte tempestive alle richieste di commento, lasciando aperti interrogativi sul rapporto tra governance interna, sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale avanzata e sostenibilità etica delle scelte politiche dei suoi vertici. La posizione di Brockman, figura chiave nella costruzione dell’ecosistema di modelli generativi oggi al centro del dibattito globale, conferisce a questa donazione un peso simbolico e regolatorio di particolare rilievo.
Lobbying anti-regolazione e battaglie sulle leggi sull’IA
La partecipazione di Greg Brockman alla politica statunitense non si limita ai contributi elettorali. Il dirigente figura tra i principali sostenitori del super PAC pro-IA “Leading the Future”, impegnato in campagne mirate contro iniziative legislative ritenute ostili all’innovazione. Il comitato ha acquistato spazi pubblicitari contro il deputato statale di New York Alex Bores, cofirmatario del RAISE Act, un disegno di legge sulla regolazione dell’IA indebolito all’ultimo momento dopo un’intensa azione di lobby coordinata.
Parallelamente, il nuovo AI Action Plan dell’amministrazione presidenziale ha rilanciato un vecchio tentativo repubblicano di limitare la capacità dei singoli stati di imporre regole stringenti ai sistemi algoritmici. Il testo sostiene che l’IA sia “troppo importante per essere soffocata dalla burocrazia” e scoraggia l’allocazione di fondi federali verso giurisdizioni con norme considerate “gravose”.
Tra i bersagli dichiarati figura la legge SB 53 della California, firmata dal governatore Gavin Newsom nel settembre 2025, che introduce requisiti di trasparenza per alcuni sistemi di IA, nonostante l’opposizione di aziende come OpenAI. Il contrasto tra la retorica sulla “sicurezza” dei sistemi avanzati e l’appoggio a iniziative che riducono il margine regolatorio alimenta un intenso dibattito tra giuristi, accademici e policy maker.
Reazioni sociali, cambi di narrativa e ruolo dell’industria tech
La notizia delle maxi-donazioni è tornata virale dopo la morte di Alex Pretti a Minneapolis, ucciso da agenti federali durante un’operazione legata alla stretta anti-immigrazione. In risposta, centinaia di lavoratori del settore tecnologico – inclusi dipendenti di OpenAI – hanno firmato una lettera che chiede ai CEO di rescindere ogni collaborazione con l’agenzia ICE e di condannarne pubblicamente i metodi. Il testo ricorda che, quando il presidente minacciò di inviare la Guardia Nazionale a San Francisco nell’ottobre precedente, un fronte compatto di leader tech telefonò alla Casa Bianca, contribuendo, secondo i promotori, al passo indietro dell’esecutivo.
Dopo l’insediamento del capo della Casa Bianca, numerosi dirigenti hanno partecipato ai ricevimenti a Mar-a-Lago, sostenuto il fondo per l’inaugurazione presidenziale o presenziato a cene ufficiali. In cambio, hanno ottenuto un’agenda incline a smantellare tutele per i consumatori e vincoli regolatori, in particolare nel digitale. In un post di fine anno su X, Brockman ha rivendicato la scelta sua e della moglie di “iniziare a impegnarsi politicamente” con contributi mirati a “politiche che favoriscano l’innovazione americana” e un “dialogo costruttivo” tra governo e settore tecnologico.
Un cambio di tono netto rispetto a un suo articolo del 2019, in cui sottolineava la necessità di affrontare i rischi di sicurezza e policy dell’AGI prima della sua creazione, evidenziando quanto sia difficile modificare “sistemi potenti una volta dispiegati”. Ora il lessico si sposta su crescita, competitività e riduzione delle barriere normative, in un contesto di forte polarizzazione sull’impatto sociale dell’IA.
FAQ
D: Chi è Greg Brockman?
R: È cofondatore e presidente di OpenAI, tra le figure più influenti nello sviluppo dell’intelligenza artificiale generativa.
D: A quanto ammonta la donazione al super PAC pro-Trump?
R: Greg Brockman e la moglie Anna hanno donato complessivamente 25 milioni di dollari al comitato “MAGA Inc.”.
D: Perché questa donazione è considerata rilevante?
R: Perché eguaglia la più grande donazione al super PAC e rappresenta quasi un quarto dei fondi raccolti in sei mesi, segnalando un forte allineamento politico.
D: Qual è il ruolo di “Leading the Future”?
R: È un super PAC pro-IA, sostenuto anche da Brockman, che finanzia campagne contro proposte di regolazione ritenute penalizzanti per l’innovazione.
D: Che cos’è l’AI Action Plan dell’amministrazione presidenziale?
R: È un piano politico che punta a limitare le regolazioni statali sull’IA e a orientare i fondi federali verso contesti normativi più permissivi.
D: Perché si parla del RAISE Act di New York?
R: Perché è stato indebolito dopo intense attività di lobbying, anche da parte di soggetti favorevoli a una regolazione più leggera dell’IA.
D: Qual è la fonte giornalistica originale della notizia sulle donazioni?
R: L’inchiesta è stata riportata da The Verge in un articolo firmato dalla giornalista Hayden Field.
D: Come stanno reagendo i lavoratori tech?
R: Molti dipendenti del settore, inclusi staff di OpenAI, hanno firmato petizioni che chiedono la cessazione dei rapporti con ICE e una presa di posizione pubblica contro le politiche repressive.




