Omicidio Poggi, il dettaglio che ribalta tutto: come il delitto si sarebbe consumato in soli 16 minuti
Indice dei Contenuti:
Cronologia essenziale dei minuti chiave
9:12, disattivazione dell’allarme nell’abitazione di Chiara Poggi in via Pascoli, a Garlasco: è il primo caposaldo temporale cristallizzato dagli atti. Inizia da qui la finestra utile per la dinamica dell’omicidio secondo le ricostruzioni investigative.
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Alle 9:35 si registra la riaccensione del computer nella casa di Alberto Stasi in via Carducci. L’evento informatico, periziato nel 2009, chiude la finestra temporale a disposizione dell’autore del delitto.
Tra i due marker temporali corre un intervallo di 23 minuti, ritenuto compatibile con l’intera sequenza: ingresso nella villetta, aggressione a Chiara e fuga verso l’abitazione di Stasi.
La pedalata documentata da Emanuele Canta sulla bicicletta Umberto Dei impiega “poco meno di 7 minuti” lungo i circa 1,7 km tra via Pascoli e via Carducci, valore sostanzialmente sovrapponibile alle perizie del 2009.
Sottratto il tempo di percorrenza, il margine residuo per l’azione omicidiaria si riduce a “meno di 16 minuti”, da cui andrebbero detratte le manovre finali: accesso in casa e avvio del PC avvenuto alle 9:35.
Ne discende che l’arrivo in via Carducci deve collocarsi istanti prima delle 9:35, comprimendo ulteriormente la finestra utile e irrigidendo la compatibilità tra tempi tecnici e dinamica ipotizzata.
Ricostruzione del tragitto e tempi di percorrenza
Emanuele Canta ha replicato il percorso contestato all’epoca ad Alberto Stasi, pedalando la bicicletta Umberto Dei fra via Pascoli e via Carducci a Garlasco. L’itinerario, lungo circa 1,7 km, è stato seguito da un’auto che ha cronometrato ogni tratto per certificare i passaggi chiave.
Il tempo registrato è “poco meno di 7 minuti”, dato in linea con le misurazioni peritali del 2009 e ritenuto compatibile con le condizioni urbane del centro pavese. Il test ha mantenuto velocità e condotta realistiche, replicando lo scenario di metà mattina.
La verifica temporale riduce l’arco operativo a “meno di 16 minuti” per l’azione all’interno della villetta, al netto della pedalata. Ulteriori secondi vanno sottratti per ingresso, accesso all’abitazione e avvio del computer in via Carducci, evento fissato alle 9:35.
La compatibilità tra i due estremi – disattivazione allarme in via Pascoli alle 9:12 e riaccensione PC alle 9:35 – risulta dunque confermata dalla prova su strada. Il punto di arrivo deve collocarsi immediatamente a ridosso delle 9:35, con margini operativi compressi e un tracciato definito in ogni snodo urbano.
Il cronometro, integrato al rilievo chilometrico, consolida l’assunto: la traversata tra le due abitazioni, nelle condizioni riprodotte, resta circoscritta entro la soglia dei 7 minuti, vincolando la dinamica agli spazi temporali periziati.
Dibattito tra perizie e nodi ancora aperti
La nuova analisi tecnica sollecitata dai familiari di Chiara Poggi sposta il focus sull’ipotetico inizio dell’aggressione in cucina, punto che la difesa di Alberto Stasi giudica incompatibile con la ricostruzione sancita in sentenza. L’avvocato Antonio De Rensis parla di smentita “clamorosa” della perizia Testi, cardine dell’impianto accusatorio.
La difesa chiede una ridefinizione del luogo d’innesco della violenza, ritenendolo decisivo per la dinamica, i movimenti interni e l’interpretazione delle tracce. Se l’attacco partisse davvero dalla cucina, cambierebbero i vettori di spostamento e la sequenza delle lesioni rispetto allo schema processuale.
Nel dibattito riaffiora anche il dettaglio della cenere in un posacenere: un’intercettazione tra il legale di parte civile e la madre di Chiara registrò la conferma che né la vittima né Stasi fumavano. Il particolare, segnalato per possibili accertamenti dei Ris, viene indicato dalla difesa come indizio non allineato al quadro probatorio.
De Rensis definisce “inutilizzabili” alcuni accertamenti tecnici e auspica ulteriori verifiche per stressare la coerenza della perizia su cui si è fondata la condanna. Il confronto tra valutazioni medico-legali e ricostruzioni ambientali resta aperto, mentre il perimetro temporale – compresso sotto i 16 minuti – impone una coerenza millimetrica tra luogo d’esordio, modalità dell’aggressione e tracce rilevate.
FAQ
- Qual è il nodo principale contestato dalla difesa?
La compatibilità della nuova ipotesi che colloca l’inizio dell’aggressione in cucina con la ricostruzione cristallizzata in sentenza. - Perché la “perizia Testi” è al centro del confronto?
È considerata pilastro della condanna e viene definita “clamorosamente” smentita dalla nuova analisi tecnica. - Che rilevanza ha la cenere nel posacenere?
È un dettaglio ritenuto anomalo poiché né la vittima né Stasi fumavano, sollevando richieste di verifiche ai Ris. - La finestra temporale incide sul dibattito peritale?
Sì, il limite sotto i 16 minuti obbliga a una dinamica coerente con tempi, spostamenti e tracce interne. - Quali accertamenti ulteriori invoca la difesa?
Verifiche tecniche aggiuntive sulle tracce ambientali e sulla localizzazione dell’esordio dell’aggressione. - La nuova ricostruzione modifica i movimenti in casa?
Se confermata, riorganizza la sequenza degli spostamenti e l’interpretazione dei segni nella villetta. - Qual è la fonte giornalistica citata?
L’esperimento cronometrico è stato realizzato dal giornalista Emanuele Canta per Mediaset, in linea con perizie 2009.




