Olimpiadi invernali, il mercato delle spille rare vola oltre 30mila euro

Pin mania olimpica: come nasce e quanto vale il collezionismo di spille
Chi? Collezionisti, atleti, case d’asta e fan dei Giochi Olimpici e delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026.
Che cosa? Lo scambio e la compravendita delle spille ufficiali, da semplice badge a oggetto da investimento con quotazioni a cinque cifre.
Dove? Nei villaggi olimpici, nei Pin Trading Center ufficiali, sulle piattaforme online e nelle grandi case d’asta internazionali.
Quando? Dalle prime edizioni del 1896 fino all’attuale ciclo olimpico verso Milano-Cortina 2026.
Perché? Per ragioni identitarie, di memoria sportiva e, sempre più, di valore collezionistico e speculativo.
In sintesi:
- La “pin mania” olimpica trasforma semplici badge in oggetti da investimento globali.
- Alcune spille storiche superano i 30.000 euro nelle aste internazionali specializzate.
- Milano-Cortina 2026 riaccende il mercato con nuove serie ufficiali e mascotte.
- Piattaforme come eBay ospitano collezioni complete con valutazioni a quattro cifre.
Come è nato e come funziona oggi lo scambio di spille olimpiche
Lo scambio di spille alle Olimpiadi affonda le radici nei primi Giochi moderni del 1896 e si struttura nel 1924, con Parigi teatro della distribuzione dei primi badge ufficiali alle delegazioni nazionali. Da semplice segno identificativo, lo scudetto metallico diventa presto linguaggio informale tra atleti, simbolo di appartenenza e amicizia internazionale.
Con la nascita del villaggio olimpico, il gesto si consolida: i badge passano di mano tra allenamenti e aree comuni, fino alla creazione, in epoca recente, di spazi ufficiali dedicati al pin trading. A Milano-Cortina 2026 l’Official Olympic Pin Trading Center rappresenta il cuore di questo ecosistema: qui lo scambio tra appassionati è regolato, mentre i collezionisti possono ampliare le proprie serie acquistando edizioni speciali.
La regola non scritta resta però intatta: tra atleti le spille non si vendono, si scambiano. È nel passaggio successivo – aste, piattaforme digitali, mercati secondari – che il valore economico supera quello puramente simbolico.
Il mercato, i prezzi record e le nuove icone di Milano-Cortina
Accanto allo scambio spontaneo, il collezionismo olimpico ha sviluppato un vero mercato parallelo. Le principali case d’asta internazionali trattano oggi spille rare come cimeli storici: i pezzi più richiesti sono i badge delle prime edizioni, quelli destinati a ruoli istituzionali – giudici, membri del CIO, presidenti di comitati organizzatori – e le serie complete legate alle Olimpiadi del primo Novecento.


Una spilla delle Olimpiadi invernali di Chamonix 1924, tra i primi badge ufficiali dei Giochi invernali, è stata aggiudicata per oltre 33.000 euro. Altri lotti di pregio includono il badge del Presidente del Comitato Olimpico Internazionale per St. Moritz 1948, valutato oltre 10.000 euro, e un Ordine Olimpico in argento appartenuto a un membro del CIO, stimato oltre 5.000 euro. Le collezioni complete di Cortina 1956 e delle prime edizioni del Novecento raggiungono facilmente diverse migliaia di euro.
Le edizioni contemporanee occupano la fascia “accessibile” del mercato ma generano comunque oggetti iconici. Per Milano-Cortina 2026 sono già in circolazione set dedicati alle mascotte e alle delegazioni. Alcune spille diventano virali grazie alla popolarità degli atleti: emblematica la spilla del team olandese per la pattinatrice di velocità Jutta Leerdam, raffigurante un cane con pattini e la scritta *“I love Jutta”*, ispirata al suo golden retriever. Distribuita in numero limitato tra gli atleti, è destinata a diventare uno degli esemplari più ricercati del ciclo 2026.
Il mercato digitale amplifica il fenomeno. Su eBay compaiono spille delle Olimpiadi di Atene 2004 dedicate alla mascotte Athena con richieste superiori a 2.000 euro per i pezzi in condizioni eccellenti. Lotti composti da decine o centinaia di pin di diversi Comitati Olimpici Nazionali, soprattutto se includono esemplari rari degli anni Venti e Trenta, possono raggiungere cifre a quattro zeri e diventare base per collezioni museali.
Prospettive future della pin mania verso e oltre Milano-Cortina 2026
Il percorso verso Milano-Cortina 2026 è destinato ad accelerare la “pin mania”, intrecciando memoria sportiva, marketing e investimento. L’aumento degli atleti star sui social, come Jutta Leerdam, trasforma le spille personalizzate in strumenti di storytelling e costruzione del brand personale.
In prospettiva, la scarsità di alcune tirature, la tracciabilità delle emissioni ufficiali e l’eventuale integrazione con certificazioni digitali potrebbero consolidare ulteriormente il valore collezionistico. Per investitori e appassionati, la chiave sarà distinguere i gadget effimeri dagli oggetti con reale potenziale storico e di mercato.
FAQ
Quanto può valere una spilla olimpica rara oggi?
Una spilla olimpica rara può valere oltre 30.000 euro, come dimostra il badge delle Olimpiadi invernali di Chamonix 1924.
Come riconoscere una spilla olimpica da collezione autentica?
È fondamentale verificare logo ufficiale, anno, comitato emittente, numero di serie e provenienza documentata, preferibilmente tramite certificati o case d’asta specializzate.
Dove si scambiano e acquistano le spille di Milano-Cortina 2026?
Si scambiano principalmente nell’Official Olympic Pin Trading Center e si acquistano tramite canali ufficiali, collezionisti, aste e piattaforme online selezionate.
Le spille dedicate agli atleti famosi aumentano più di valore?
Sì, le spille legate ad atleti molto seguiti, come Jutta Leerdam, tendono a rivalutarsi grazie a domanda elevata e tirature limitate.
Qual è la fonte delle informazioni sul mercato delle spille olimpiche?
Le informazioni riportate derivano dall’articolo originale pubblicato da QuiFinanza e dalle principali aste specializzate in memorabilia olimpici.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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