Olimpiadi Cortina, bufera sul catering sloveno che manda in panchina l’Italia

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Altro che Made in Italy, “a preparare i pasti delle Olimpiadi a Cortina sarà un catering sloveno”: la denuncia di Edoardo Raspelli
Cucina olimpica nel mirino
Il gastronomo e critico Edoardo Raspelli, storica firma del giornalismo enogastronomico italiano, ha sollevato un caso destinato a far discutere l’organizzazione di Milano Cortina 2026. Durante la Fiera Fuori Milano di Rho, il provider ufficiale On Location aveva presentato un progetto fondato su 175.000 pasti di alta gamma curati dallo chef piemontese Carlo Zarri del ristorante San Carlo di Cortemilia, con la promessa di un trionfo di eccellenze territoriali: dalla Valtellina al Trentino Alto Adige, dal Veneto alla Lombardia.
In platea, oltre a Raspelli, erano presenti volti noti come Joe Bastianich, Gianluca Gazzoli, la nuotatrice Federica Pellegrini e la pattinatrice Francesca Lollobrigida, testimoni delle promesse su menu “iconicamente italiani”. Tutto sembrava orientato a un racconto fortemente identitario legato al cosiddetto Made in Italy gastronomico.
Il primo campanello d’allarme è arrivato il 4 dicembre, quando Carlo Zarri ha annunciato su Facebook la fine del proprio incarico relativo ai pasti a tema italiano, senza ulteriori spiegazioni. Di fronte al silenzio successivo, Raspelli – forte del suo passato da cronista di nera al “Corriere d’Informazione” – ha avviato una verifica capillare, tra telefonate, mail, richieste pressanti all’ufficio stampa di On Location e contatti diretti con figure di primo piano dell’alta ristorazione alpina.
Lo “strappo” a Cortina
In assenza di risposte ufficiali, Raspelli ha sondato la rete di chef d’alta quota, interpellando il tre stelle altoatesino Norbert Niederkofler di Brunico e l’albergatore Michil Costa de La Perla di Corvara, per capire chi fosse realmente coinvolto nel progetto culinario dei Giochi. È emerso che realtà locali come il Tivoli di Cortina e l’Huberlein di Anterselva si occuperanno principalmente delle attività di Casa Italia, non del grosso dei pasti legati all’hospitality internazionale.
La svolta è arrivata quando, anche attraverso ricerche condotte con strumenti di intelligenza artificiale, è spuntato il nome di un operatore di catering straniero, la slovena Jezeršek, indicata come responsabile della preparazione dei cibi per le hospitality di Cortina d’Ampezzo. Un’ipotesi che, per i puristi della tavola nazionale, suona come uno strappo rispetto alle narrazioni ufficiali su italianità, spirito ospitante e valorizzazione del territorio.
On Location ha poi confermato il coinvolgimento di Jezeršek, precisando che la società slovena – con quartier generale oltreconfine e sede a Lubiana – è partner per tre hospitality venues: le gare di sci alpino femminile alle Tofane, bob, skeleton e slittino sulla pista “Eugenio Monti” di Ronco, e il curling al rinnovato Cortina Curling Olympic Stadium. Tutte le altre sedi olimpiche, secondo la versione ufficiale, saranno servite da operatori rigorosamente italiani.
Identità, distanze e trasparenza
Al centro della polemica non c’è soltanto la nazionalità del catering, ma il messaggio veicolato ai visitatori di fascia alta che acquistano i pacchetti-hospitality di On Location. Le brochure parlano di menu e servizi “di altissima classe” concepiti per celebrare la cultura e la cucina del Paese ospitante, con “deliziose pietanze italiane preparate dai migliori chef della regione” e un’esperienza autentica di ospitalità alpina. L’inserimento di un operatore proveniente da una ex repubblica jugoslava appare, a molti, in tensione con queste promesse.
On Location replica sostenendo che Jezeršek utilizzerà prodotti italiani, impiegherà cuochi e personale locale “come tutti i nostri fornitori durante i Giochi” e che, da un punto di vista logistico, la sede slovena risulta più vicina a Cortina di molte aziende di alta ristorazione basate a Milano. L’argomento delle distanze, però, non placa chi rivendica una filiera integralmente nazionale, soprattutto in un territorio come il Veneto, dove il governatore Luca Zaia ha costruito gran parte del proprio racconto politico sulla difesa dell’identità locale.
Raspelli, forte di una biografia familiare segnata da rigore e antifascismo praticato, rivendica di non avere pregiudizi etnici o nazionali, ma di considerare essenziale il peso delle produzioni e ricette italiane in un evento simbolico come le Olimpiadi invernali. Se le promesse di una centralità del Made in Italy fossero state ridimensionate in favore di logiche puramente commerciali, il rischio sarebbe quello di trasformare un’occasione di promozione territoriale in un compromesso comunicativo difficile da spiegare all’opinione pubblica.
FAQ
D: Chi è Edoardo Raspelli?
R: È un noto giornalista e critico gastronomico italiano, tra i più autorevoli divulgatori della cultura enogastronomica nazionale.
D: Qual è il ruolo di On Location per Milano Cortina 2026?
R: On Location è il provider ufficiale dei pacchetti hospitality, che includono biglietti, ristorazione di alto livello e ospitalità esclusiva.
D: Chi è il catering coinvolto a Cortina?
R: Si tratta della società slovena Jezeršek, attiva nel catering in tutta Europa e incaricata di tre venues nella località ampezzana.
D: Jezeršek utilizzerà prodotti italiani?
R: Secondo On Location, sì: verranno impiegati prodotti locali italiani, chef italiani e personale del territorio.
D: Tutte le sedi olimpiche saranno servite da catering stranieri?
R: No, il coinvolgimento della società slovena riguarda solo tre venues di Cortina; le altre sedi saranno gestite da aziende italiane.
D: Perché la scelta del catering sloveno fa discutere?
R: Perché i materiali promozionali promettevano un’esaltazione della cucina del Paese ospitante, generando aspettative su una filiera interamente italiana.
D: Qual è la posizione di Raspelli sul tema?
R: Pur dichiarandosi privo di preclusioni nazionali, insiste sulla centralità dei prodotti e delle ricette italiane in un evento simbolico come le Olimpiadi.
D: Qual è la fonte giornalistica originale della denuncia?
R: La ricostruzione e le dichiarazioni di Edoardo Raspelli provengono da un servizio pubblicato su testata giornalistica nazionale che ha approfondito il nodo del catering sloveno per Milano Cortina 2026.




